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Rrröööaaarrr: Tokyo Blade

tokyoblade

by DOOM

I Tokyo Blade sono la classica band che avrebbe avuto delle buone potenzialità per emergere nel mare della NWOBHM ma che, anche a causa di una formazione instabile, è riuscita a farsi notare per un paio di album e di anni (1983/1985) prima di cadere nell’anonimato.

Nel 1982 a Salisbury il chitarrista Andy Boulton e il bassista Andy Robbins danno vita ai Killer, insieme al cantante Alan Marsh, al batterista Steve Pierce e alla seconda chitarrista Ray Dismore. Dopo aver inciso un demo, a causa delle numerose band omonime, cambiamo nome prima in Genghis Khan poi assumeranno il definitivo Tokyo Blade. Dopo la pubblicazione di due singoli 2nd Cut e If Heaven is Hell, e dell’EP Double Dealin’ pubblicati con il nome Genghis Khan i Tokyo Blade sottoscrissero un contratto con l’etichetta Powerstation Records, che alla fine del 1983 pubblicò l’esordio discografico del gruppo, intitolato Tokyo Blade. Uscito in una fase matura della NWOBHM, con un suono molto grezzo e rugginoso, ma che riesce a sprigionare comunque una grande grinta. La band si fa notare per gli intrecci di chitarre e armonie, un tantino sgraziate, che ricordano i primi Iron Maiden. Ma la band brilla di luce propria soprattutto quando si dedica a pezzi articolati con cambi di tempo e intelaiature chitarristiche più complesse. 

Subito dopo la conclusione del tour in compagnia di Venom e Metallica, incidono per la Combat Records nel 1984 l’EP Midnight Rendezvous. Nello stesso anno firmarono un deal con la più potente Roadrunner Records e dietro pressioni della stessa il gruppo assunse il giovane cantante Vic Wright che ri-registrò nuovamente tutte le parti vocali del nuovo album Night of the Blade uscito sempre nel 1984. Night of the Blade è considerate il capolavoro della band. Una commistione di hard rock e sonorità heavy metal tipicamente albioniche.

È impossibile rimanere impassibili di fronte alla carica energica dei pezzi e alle dirompenti cavalcate maidiane. La produzione dei tempi, quasi sempre ingenerosa per le band a basso budget, si rivela ruvida al punto giusto e valorizza il lavoro di ogni singolo strumento. Purtroppo nel 1985 i Tokyo Blade sterzano su sonorità melodiche, Blackhearts and Jaded Spades segnerà l’inizio del declino per la band, mai più capace di partorire un nuovo capolavoro. Il disco presenta una intonazione più melodica, nel tentativo di conquistare una più ampia fetta di pubblico. Gli esiti di vendita del disco, contrariamente alle aspettative del gruppo, si tradussero in un fallimento. Tale avvenimento decretò in pratica lo scioglimento del gruppo. Nel 1987 Boulton ricostituì la formazione e assicuratosi la collaborazione di un’etichetta tedesca Scratch Records, sotto il nome Andy Boulton’s Tokyo Blade pubblica Ain’t Misbehavin’. Il nuovo lavoro è caratterizzato da sonorità vicine all’hair metal. Sciolto, il quasi personale gruppo di Boulton, il nome Tokyo Blade rimase in vita fino al 1989 grazie alla collaborazione di Boulton con alcuni membri del gruppo tedesco The Dead Ballerinas, da cui proviene tra l’altro gran parte del materiale utilizzato per la registrazione del disco No Remorse. Licenziato dalla Hot Blood Records nel 1989. Lavoro contrassegnato da sonorità ancora più melodiche del precedente.

Dopo un anno di inattività i Tokyo Blade pubblicano altri due, ahimè, mediocri dischi Pumphouse del 1994 e Burning Down Paradise del 1995 ma gli esiti negativi delle vendite decretarono lo scioglimento definitivo della band. Nel gennaio 2008, fu annunciata la rifondazione del gruppo: per una serie di festival a tema tra cui il famoso Keep It True di Würzburg. Nel novembre 2009 avvenne la dismissione dell’intera formazione del gruppo, prontamente ricostruita da Boulton reintegrando Wiggins, Pierce e Wrighton. Avvalendosi del produttore Chris Tsangarides, i Tokyo Blade registrano nel 2011 Thousand Men Strong.  Il sound che caratterizza questa decina uscita è un tentato ritorno alle origini. Pertanto, noi sfegatati fans, aspettiamo il vero ritorno dei gloriosi Tokyo Blade!