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Posts Tagged ‘Massimo Zamboni’

Recensione: Zamboni/Baraldi/Roversi, “Sonata a Kreuzberg” (2018)

di Claudia Amantini

45687362_984655411743269_5095751862301229056_nCosì infine gli anni e i chilometri ci hanno portato a questo album che celebra il quartiere occidentale di Kreuzberg, luogo glorioso di residenza di migliaia di Hausbesetzer, gli occupanti di case che in quegli anni di Muro hanno dato un volto umano alla città. A lei, e a loro, va questa nostra Sonata” (Massimo Zamboni).

Esce il 16 novembre Sonata a Kreuzberg, il nuovo album di Massimo Zamboni che, per la prima volta, mette da parte la chittarra-grattugia per abbracciare il basso. Insieme a lui Angela Baraldi alla voce e Cristiano Roversi al pianoforte e alle ritmiche. Massimo, nato nella provincia più rossa della rossa Emilia, guardava all’Est, subiva il fascino artistico dell’immaginario e mito sovietico e per “colpa” di un articolo su Berlino di uno sconosciuto Franz Tunda dalle pagine di Frigidaire finì a Berlino nei primi anni ’80. È lì che conobbe un compaesano, tale Giovanni Lindo Ferretti, ed è lì che nacquerro i CCCP – Fedeli alla linea, un gruppo punk “filosovietico” che strizzava l’occhio a Mishima e Majakovskij e produceva “musica melodica emiliana”.

Alla carriera musicale per Massimo è seguita poi quella da scrittore, ha pubblicato sette libri di cui l’ultimo nel 2017 per Einaudi Nessuna voce dentro. Da qui la storia di Sonata a Kreuzberg, da principio Colonna Sonora dello spettacolo teatrale Nessuna voce dentro – Berlino millenovecentottantuno, tratto dall’omonimo romanzo, ora album vero e proprio. Angela, musicista e attrice, incrocia la sua strada con quella di Massimo nel 2011 sotto il segno dei CCCP: “SOLO UNA TERAPIA – dai CCCP all’estinzione”. E nasce un sodalizio artistico che continuerà negli anni, nei dischi, nei tour. Cristiano, compositore e produttore, ha preso parte ad innumerevoli progetti e collaborazioni. Con Sonata a Kreuzberg l’unione dei tre, una rielaborazione dei capolavori di quegli anni a ridosso del 1981 e dell’estate berlinese di Zamboni, la sua personale “guida sonora alla città delle macerie”, un album di 14 tracce di cui quattro brani inediti: due di Zamboni e due di Roversi. Le canzoni dell’album contengono perle e chicche rivedute e riarrangiate: Bette Davis Eyes la hit di Kim Carnes ridotta all’essenza, Kebab Träume dei DAF il gruppo di Berlino per definizione da cui fuoriesce ritmica elettronica e un basso prepotente, Berlin di Lou Reed resa più nera che mai, In The Garden degli Einstürzende Neubauten che ricalca l’originale con basso distorto, fino ad arrivare ad una decadente Afraid di Nico e ad Alabama Song di Bertolt Brecht e Kurt Weill, un classico reso noto per la versione The Doors qui arrangiato con pianoforte “ubriaco”. Sonata a Kreuzberg è ben riassunta nella foto di copertina scattata dallo stesso Zamboni: “Non faccio mai fotografie. Ma mi trovo a Berlino, è il 1981, sto passando davanti al Muro nella zona dove tra vent’anni sorgerà l’inutile Sony Center di Potsdamer Platz e che per ora non è altro che un’area di macerie e sterpaglie dove viene ospitato il più grande mercato second hand di Berlino ovest, il Tempodrom, luogo di residenza fine settimanale per turchi, punk e sfaccendati di varie nature. E, a lato di questa folla – il vero Zoo di Berlino – passeggia un elefante in carne e ossa, lavoratore stagionale presso il locale circo equestre. Non faccio mai fotografie, ma questa la devo fare. Che poi l’elefante per contagio prenda la tinta tipica delle Trabant, il rosa confetto delle macchinette dell’est, è un attimo. Se osservo quella foto ora – compiuto il percorso CCCP e CSI, affermato il percorso singolare, sempre in buona compagnia – noto un paio di dettagli inosservati in precedenza: la Torre della Televisione di Berlino est sullo sfondo, e una scritta che definisce il Muro “grosstes Kunstwerk”. Il più grande capolavoro.”

Berlino, una città in cui riecheggiava il ricordo della II guerra mondiale, l’incubo della DDR e della Guerra Fredda e ciononostante era diventata, al pari di Londra e New York, capitale della creatività, della controcultura e della musica più innovativa. Un luogo che non esiste più ma che rivive in Sonata a Kreuzberg.

Music Report: Emilia Parabolica (FestaReggio, Reggio Emilia, 11 Settembre 2014)

settembre 28, 2014 Lascia un commento

Fedelissima alla linea,la nostra Claudia ci dà conto di uno splendido concerto degli ex CCCP/CSI. Parola al nostro MegaDirettore Galattico!

di Claudia Amantini

10699098_757589490975642_514058286_nL’Emilia dei Cccp, l’Emilia fucina di molti gruppi musicali, L’Emilia del porco e del formaggio, L’Emilia Parabolica del libro di Massimo Zamboni…

10708579_757588577642400_8243624530300348865_oUn’Emilia che si auto festeggia, un concerto intimo, una chiamata che mette su palco volti diversi, ma comunque noti, comunque legati da sottili fili (rossi). Non si tratta solo della storia Cccp, ma di fusione tra persone-musicisti, storie diverse, stessa terra in comune. Questione di radici, questione di qualità. Canzoni Cccp e proprie dei gruppi, omaggio agli Skiantos e a Freak Antoni. Sul palco si alternano personalità diverse, particolarità che Zamboni ha saputo legare: Angela Baraldi, carismatica e travolgente come sempre; Danilo Fatur, “artista del popolo” che re-interpreta se stesso, trent’anni dopo; Max Collini e Daniele Carretti degli Offlaga Disco Pax; Modena City Ramblers e Cisco, storia passata in comune, nuove strade per entrambi; Marina Parente, soprano dalla voce sublime già presente nel primo album solista di Zamboni.

10706531_757590480975543_1413280675_nEppoi lei, un graditissimo ritorno: Mara Redeghieri degli Ustmamò. Ritorno già avvenuto col suo progetto Dio Valzer, ma riascoltare la sua voce a distanza di anni è colpo al cuore. Come rivederla sul palco, con l’amico-Ustmamò Simone Filippi alla batteria e Zamboni lì vicino con chitarra. Storia Cccp-Csi/Ustmamò/Consorzio, tanto tempo fa… Eppure ci sono intrecci imprescindibili, storie che finiscono, rinascono, si evolvono.

L’Emilia blandamente isterica, paranoica, continua a pulsare.

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Out segnala: “Fund raising”, Zamboni, Runa Raido, Le Fate Sono Morte

Il fund raising prende piede anche in Italia: buon segno, perché si cerca l’indipendenza stilistica e si “costruisce” un pubblico responsabilizzandolo, cattivo perché cercare soldi per registrare un disco indica che non si investe più se non sul pop più marrone che c’è, e non parlo di nutella o nocciole delle valli piemontesi.
Funziona così: si costruisce il pubblico con la richiesta di un piccolo obolo, per poi raccogliere un capitale da investire nella registrazione.

Tre i progetti che vi segnaliamo.

massimo zamboniMassimo Zamboni: storico chitarrista dei CCCP/CSI, torna a esibirsi con il grande Fatur e con alla voce Angela Baraldi. In arrivo un nuovo progetto che chiede il sostegno di chi ama il grande rock. Copio dalle sue note: “Per noi il tuo aiuto è fondamentale e la tua partecipazione verrà ricambiata con ricompense esclusive e pers…onalizzate.
Puoi contribuire economicamente diventando “amico”, “sostenitore” o “militante” oppure aiutandoci a promuovere la nostra campagna condividendo il link del progetto su fb.”
Se vuoi sostenere l’Ortodossia, questo è il link: musicraiser.com/projects/600-sostieni-lortodossia

Runa Raido
Runa Raido, vecchie e graditissime conoscenze di Out, sono sulla strada del loro secondo album: andatevi ad ascoltare gli estratti dal loro intrigantissimo primo lavoro nella quinta puntata del nostro Press Play on Tape. Un rock raffinato e graffiante insieme: testi intrisi di greve dolcezza.
Se volete contribuire ecco il link: http://www.musicraiser.com/it/projects/514-il-nuovo-album-dei-runa-raido

Le Fate sono MorteLe Fate Sono Morte: “La nostra piccola Rivoluzione”.
Una giovane band, che incrociammo non molto tempo fa, chiede il sostegno al pubblico incontrato in questi anni di intensa attività dal vivo: “Faremo il possibile per farvi capire quanto sia prezioso il vostro contributo, e proprio per questo abbiamo messo in palio una serie di ricompense che speriamo possano essere gradite. Dal sempilice cd da scaricare, alle t-shirt, a lezioni di musica con i singoli membri, a una birra con noi; fino ad arrivare ad un concerto assieme o ad un cameo nel nostro nuovo video. La Nostra Piccola Rivoluzione inizia da qui. La Nostra Piccola Rivoluzione potreste essere VOI.”
Ecco il link: http://www.musicraiser.com/projects/683-registrazione-dellalbum-la-nostra-piccola-rivoluzione

Music Report: Baraldi+Zamboni in tour

settembre 6, 2011 4 commenti

SOLO UNA TERAPIA: DAI CCCP ALL’ESTINZIONE
by Claudia Amantini
Sant’Arcangelo di Romagna, 4 settembre 2011

Serata particolare quella di Sant’Arcangelo, per l’ambientazione, per la musica, per non so manco io cosa. “Siete voi la Terapia”, così Massimo (Zamboni) ha detto dal palco, tra una canzone e l’altra.
Casolare, viti, prati in cui sedersi. Pagare un concerto 12 euro sembra ridicolo, almeno per i prezzi che girano oggi. Prezzo popolare, prezzo molto popolare visto che nelle 12 euro era compresa una consumazione e un piatto di porchetta accompagnato da fettine di pane. È come pagarsi una cena, con in regalo della musica. Forse anche questo fa parte della “terapia”.

backstage fra le viti

Per chi come me ha seguito i Csi dai primi passi (ultimo Cccp in poi), per chi come me si è vista un sacco di concerti loro, per chi come me si è rifiutata di andare a vedere il concerto del “nuovo” Ferretti (questione di ideologia: non puoi ricantare il tuo passato, se in quel passato non ci credi più o lo rinneghi addirittura) la terapia è ritrovarsi in una situazione come quella di ierisera.
Massimo Zamboni era lo “schivo” dei Csi, Massimo Zamboni era la chitarra-grattugia dei Cccp. Come ho avuto modo di dirgli di persona, è bello ritrovarselo sul palco, è bello sapere che qualcuno rimasto “fedele alla linea” ancora c’è.  La linea che non c’è ma che c’è. Terapia per tutti.

Angela Baraldi con le nostre Clà e Lally ^^

Bellissimo il concerto, tra inediti, Cccp revival (da “Emilia paranoica” a “Io sto bene”, da “Allarme” a “Curami”,  “Annarella”, “Mi ami?”), Csi (“Del mondo”, “Cupe vampe”, “M’importa ‘na sega”), canzoni tratte dagli album solisti di Zamboni (“Miccia prende fuoco su tutte”, la mia preferita).
Brava, anzi bravissima, Angela Baraldi. “Sostituire” Ferretti non è impresa facile, questione di voce, questione di “affezione” (chi è abituato al repertorio Cccp/Csi, ha la voce di Ferretti nelle orecchie). Angela che assieme agli altri cenava lì, che ha scambiato volentieri due chiacchiere, Angela con indosso la maglietta di Patti Smith, Angela che si è messa maglietta rossa, forse per rimanere a tema Cccp, durante l’esibizione. E come la sacerdotessa del rock, pure la Baraldi sa tenere il palco, animale da palcoscenico.  Nulla da rimpiangere, performance incredibile, voce che sa imporsi/conquistare.
La Terapia era sul palco, la terapia era sotto il palco.


La Terapia è seguita pure dopo il concerto, quando per andare in bagno ti ritrovi praticamente dentro il camerino, ti ritrovi con un gruppo di persone lì in piedi, c’è Massimo, c’è Angela, ci sono gli altri musicisti, c’è quel Gigi Cavalli Cocchi già presente nei Csi, c’è anche Giorgio Canali, c’è Simone degli ormai “furono” Ustmamò. Si aveva l’impressione di essere dentro una rimpatriata di famiglia. Una Grande Famiglia.
Non so se la location ha reso ancora più “casareccio” l’evento, ma di fatto l’impressione era quella di essere ad una grande festa tra amici. Tutti parlano con tutti, niente snobismi, niente arie da vip.
Sarà stata “solo una terapia”, ma di sicuro una gran bella terapia!