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Posts Tagged ‘Doom’

Rrröööaaarrr: Infernäl Mäjesty

by DOOM

InfernalMajesty

Gli Infernäl Mäjesty sono una band di Thrash/Death metal canadese. Nata 1986 a Toronto con il nome Lord Satans Deciples (LSD) poi Overlord. In seguito con la nuova formazione composta dai chitarristi Kenny Hallman e Steve Terror, dal bassista Psycopath, dal batterista Rick Nemes e dal cantante Chris Bailey, prende il nome di Infernäl Presence successivamente modificato in Infernäl Mäjesty. Dopo aver registrato la demo ‘Infernal Majesty’ (1986) vengono scritturati dalla olandese Roadrunner Records con cui realizzano nel 1987, l’album di debutto ‘None Shall Defy’. Il disco suona proprio come nelle intenzioni della band: grezzo e violento, che nasconde però strutture e soluzioni più complesse, pur senza sfociare in terreni techno thrash, dai quali restano ad anni luce di distanza. Gli Infernäl Mäjesty mostrano di avere quel qualcosa in più per emergere dalla massa, grazie soprattutto ad un sound personale, ad un’attitudine violenta e a soluzioni, musicali, ma soprattutto vocali, tuttora ritenute come un punto di riferimento fondamentale per il movimento death nato negli anni immediatamente successivi. Al contrario di molte altre thrash bands dell’epoca gli Infernäl Mäjesty mostrarono, di sapere picchiare con cattiveria, ma di essere anche in grado di maneggiare dignitosamente i propri strumenti, specialmente per quanto riguarda la sezione ritmica. Ma qualcosa non gira per il verso giusto: nonostante consensi entusiastici di stampa e fans, la Roadrunner non rinnova il contratto alla band. Gli IM non si perdono d’animo è immediatamente registrano una nuova demo di due pezzi ‘Nigresent Dissolution’. Nel frattempo il cantante Vince (Donald Kuntz) prende il posto di Chris Bailey, che partecipa alla realizzazione della terza demo ‘Creation of Chaos’. Però Vince viene subito allontanato a causa dei suoi atteggiamenti violenti che non erano visti di buon occhio dalle etichette discografiche con cui la band sperava, grazie alle demo, di ottenere un nuovo contratto.
A distanza di undici anni dall’esordio discografico esce ‘Unholier Than Thou’ (1998) edito dalla Hypnotic Records. Questo lavoro mette in evidenza l’approccio spietato e senza compromessi del gruppo canadese, con una serie di brani violenti che alternano mid-tempo a veloci sfuriate dal piglio, questa volta, orientato più verso death metal rispetto all’esordio. Solo 2004, dopo vari cambi di line-up, esce ‘One Who Points to Death’ per i tipi della Black Lotus Records. Purtroppo devo subito dire che a mio parere la band canadese non è riuscita nemmeno con questo nuovo disco a raggiungere i picchi dell’esordio “None Shall Defy”, album di culto per tutti gli amanti di quello che negli anni ’80 veniva definito Thrash/Death, ma bisogna anche ammettere che questo nuovo lavoro ha comunque delle buone carte da giocare. Riff violentissimo, velocissimo e rallentamenti spaccaossa. Sfortunatamente la band non riesce a mantenere un livello qualitativo costante, e tutto il disco è caratterizzato da alti e bassi. Ad agosto del medesimo anno Chris Bailey lascia di nuovo la band e viene successivamente sostituito da Brian Langley. Nel 2007 esce Demon God, un EP a tiratura limitata, contenente una nuova versione del brano S.O.S., originariamente inserito sul disco d’esordio, inciso con la partecipazione di George Fisher e Rob Barrett dei Cannibal Corpse. Nel 2017, dopo tredici anni da One Who Points to Death, esce ‘No God’ per la High Roller Records. “No God” è straordinariamente pazzesco, riesce a trasudare dai suoi pori tre decenni di esperienza e cattiveria sonora e nello stesso momento a suonare fresco e moderno grazie ad una produzione cristallina e curata nei minimi dettagli. In fin dei conti gli Infernäl Mäjesty fanno parte di quelle bands diventate ‘culto’ anche con pochi album all’attivo.

In conclusione: restano ancora oggi una band fondamentale per la scena thrash più estrema.

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Rrröööaaarrr: Slaughter

by DOOM

33531737_10205069479414133_2621962927300673536_nGli Slaughter, sono una band canadese di Death/Thrash metal formatosi a Toronto (Ontario).

Era un trio di pazzi folli che, nati nel 1984, erano talmente estremi da aver avuto per un po’ nelle proprie fila nientemeno che Chuck Schuldiner dei Death, lo testimonia l’album postumo “Fuck Of Death”, registrato nel 1986 ma uscito 20 anni dopo per la onnipresente Hells Headbangers Records. Approssimativi nella tecnica ma assolutamente distruttivi nella violenza dei propri suoni. Sotto l’egida della Fringe pubblicano nel 1987 ‘Strappado’ . Lavoro composto da una manciata di pezzi sanguinolenti e schizofrenici. Un esordio che fa seguito a quattro demo e un singolo e resterà l’unico studio album da culto di una band dall’esistenza breve ma significativa.

Chitarre sporche, riffing violento, spezzato, grezzo e martellante: la direzione stilistica sostenuta dal trio non è certamente una dimostrazione di tecnica ma un putiferio insolente di influenze thrash-black derivata dai pionieri del genere come Venom, Celtic Frost e Possessed. Il singer utilizza un vocalismo roco e aggressivo, non ancora definibile growl ma sicuramente all’estremo per l’epoca. Non sono presenti molti ‘ritornelli’, perché Hewson si limita più che altro a ‘vomitare’ la sua furia a velocità considerevole, in una sorta di sfogo furioso privo di orpelli, strofe, cadenze vocali. Come detto in precedenza, la band canadese non eccelle in tecnica, né quando preme il piede sull’acceleratore né quando si approccia in parti dalla rapidità più contenuta: riff e ritmica vengono impastati furentemente sulle sei corde, con crudezza ed ignoranza inaudita, segno sì di inesperienza ma anche di affascinante approccio sanguigno ad un genere che all’epoca puzzava ancora maledettamente di scantinato. Si zoppica non poco quando c’è da tirare in ballo la sezione solista del guitarwork, perché proprio per sopperire ad una tecnica approssimativa Hewson limita nella durata i pochi assoli, brevi e lancinanti. La ruvidezza della chitarra sarà elemento cardine di tutto il disco, dall’inizio alla fine: va inoltre aggiunto che la gamma di riff proposti non tende all’eccitazione impazzita, come nei casi di moltissime thrash metal bands dell’underground ottantiano, ma è fortemente inclinato al death. Questo non significa che Strappado sia sopratutto un album death, anzi, l’attitudine e le serrate sfuriate fast’n’furious hanno un sapore fottutamente thrash. La ritmica è asfissiante, irruenta e marcia, sospinta a velocità forsennata per quasi tutto il disco, anche se sono presenti alcune eccezioni più catacombali, nelle quali la musica si fa strascinata ed opprimente. A tratti il full length sembrerà monocorde e un po’ statico, assestato su pezzi troppo simili tra loro, anche se le atmosfere serrate e marce che lo impregnano aiutano a dargli un alone di caligine che non guasta.

Gli Slaughter sono esclusivamente questo: sporchi e bastardi aggressori, a cavallo tra death e thrash metal primordiale, con qualche similitudine di troppo e nessun elemento di particolare variazione da pezzo a pezzo, ma per gli amanti dell’underground più lercio questo non potrà essere altro che un pregio, con un’irruenza e una violenza notevoli per il tempo. Sicuramente, il disco non è un capolavoro ma potrà piacere sia agli appassionati di reliquie di thrash metal che a quelli interessati ai passi pioneristici del death metal.

Rrröööaaarrr: Sacrifice

by DOOM

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I Sacrifice sono una band di thrash metal canadese, formatosi a Toronto nel 1983 su iniziativa dei chitarristi Rob Urbinati e Joe Rico. Nel 1984 registrano la prima demo che permette alla band di suonare come pedana agli Herrenvolk band di glam metal. Nel 1985 incidono ‘The Exorcism’, la seconda demo, dopodiché suonano come spalla agli Exodus durante il loro tour nordamericano. Sempre nel 1985 esce il debut album ‘Torment In Fire’, stampato da ben quattro etichette discografiche: Fringe Product/Diabolical Force per il Canada, Metal Blade Records per gli Stati Uniti e dalla Roadrunner Records per l’ Europa. Torment In Fire ha una produzione sporchissima, bastardissima e impastatissima. Il combo canadese poggia il proprio sound sulla classica raffica rapidissima di riff serrati e vocals urlate, a metà tra urli tipicamente thrash e roche performances death metal. Gli stop’n’go e le accelerazioni improvvise spingono a mille l’acceleratore: impossibile non restare rapiti dalla tempesta di riff tritatutto, ultraveloci e ripetuti incessantemente. Da puro delirio. La tecnica non è certo superlativa, è arrangiata con una produzione tutt’altro che fine ma per i thrashers vecchio stampo che amano il sound ottantiano non potranno non godere. Nel 1987 registrano ‘Forward to Termination’. Forward to Termination è invece un platter ben confezionato, lontano dalla rozza ignoranza del predecessore, che convoglia in una manciata di minuti un sound più maturo e curato, e all’interno del quale non si avvertono cadute di tono, indice di indubbia maturità. È infatti difficile non lasciarsi coinvolgere dalle aggressive sfuriate ritmiche e dalla voce roca di Rob Urbinati, che alterna un cantato ruvido ad urlati rabbiosi che si accordano perfettamente con i riffs sparati a raffiche dalle chitarre, caustici assoli compresi. In questo lavoro vengono abbandonate le tematiche sataniche tipiche del black metal. Nel 1990 la band incide il terzo album in studio ‘Soldiers of Misfortune’. Soldiers of Misfortune è orfano di quella potenza viscerale che aveva contraddistinto il precedente. Infatti le composizioni sono meno feroci ma più compatte e coerenti. Nel 1991 vanno tourné negli U.S.A. in compagnia di Bolt Thrower e Believer. Nel frattempo viene licenziato Gus Pynn al suo posto arriva Michael Rosenthal che partecipa alla registrazione del nuovo disco ‘Apocalypse Inside’ uscito nel 1993. Apocalypse Inside, a differenza del thrash corposo e diretto dei primi albums, presenta una architettura compositiva più complessa e articolata. Strutturata su tempi moderati e scarni che raramente raggiungono il classico stile Sacrifice. I testi sono criptici e tesi; apparentemente parlano della mente e del corpo umano ma da un punto di vista macabro. La Metal Blade, per via dello scarso riscontro di vendite, non rinnova il contratto alla band, che decide quindi di sciogliersi. Nel 2006 Urbinati viene contattato dal promoter del Day of the Equinox II Festival di Toronto che offre alla band la possibilità di suonare come headliner. Una grande opportunità che non va sprecata. Stessa proposta arriva nel 2008 dal promoter del Manitoba Metalfest di Winnipeg che invita la band a chiudere la seconda giornata del festival. Nel 2009 esce il quinto album in studio ‘The Ones I Condemn’, pubblicato dalla Cyclone Empire Records. The Ones I Condemn mette in evidenza la vecchia attitudine thrash della band, presentando delle sonorità non molto distanti dai primi lavori, se non per un cantato improntato verso lo screaming.

Lo stile adottato agli inizi dai Sacrifice si rifaceva ai contemporanei Slayer, Possessed e Dark Angel, proponendo un thrash metal incentrato sull’aggressività e sull’impatto violento.

I Sepultura, gli Entombed e i Cannibal Corpse hanno menzionato nel passato i Sacrifice come fonte di ispirazione. Vengono considerati unitamente ai conterranei Slaughter gli iniziatori della scena thrash metal canadese è compongono insieme ad Annihilator, Razor e Voivod i “Big Four” del Canada.

Insomma, se siete thrasher, avete amato alla follia – e amate tuttora – il thrash americano così come quello europeo, gli Slayer così come i Sodom, apprezzerete anche i Sacrifice. Se invece non vi piacciono, o magari non conoscete neanche le band di cui sopra fate bene a stare con le orecchie lontane!

Rrröööaaarrr: Satan

by DOOM

SatanI Satan sono una band di heavy metal britannico nati a Newcastle nel 1979 su iniziativa di un gruppo di compagni di scuola, i Satan si segnalano da subito per una grande carica metallica, per una certa ricercatezza negli arrangiamenti, e per una tecnica di tutto rispetto per l’epoca. Dopo due demo ed un singolo: The First Demo, Into the Fire e Kiss of Death, nel 1983 la Neat Records marchia il loro debutto:Court In The Act. Anche se la produzione è molto piatta, l’Lp riesce comunque a trasmettere tutte le qualità possedute dalla band, ed il loro heavy metal a tinte forti, mediato da arrangiamenti che trovo assolutamente notevoli in relazione all’anno di uscita del vinile, fece dondolare ossessivamente più di una criniera. Il lavoro della sezione ritmica è precisa; le due asce macinano riff taglienti e soli spesso più che godibili, e su tutto si staglia la voce di un personaggio come Brian Ross, il quale pur mostrando qualche incertezza sulla tenuta di alcuni acuti regala qui una delle prestazioni che più mi rimane nella memoria in relazione a quel periodo storico-musicale.

Il discreto successo dell’album consente alla band di esibirsi in una serie di concerti europei. Al termine del tour, la band affronta la prima battuta d’arresto a causa del nome fuorviante, che non permise alla band di raggiungere la stessa popolarità di altre bands. I testi delle loro canzoni, infatti, non avevano niente a che fare con l’occulto o il satanismo, bensì trattavano varie tematiche come: l’ingiustizia, la guerra e diritti dei nativi americani; il loro nome indusse però alcuni critici ad inquadrarli in un’ottica sfalsata e ciò spinse la band a cambiare nome optando per il più innocuo Blind Fury. Con il nuovo nome pubblicano nel 1985 Out of Reach per Roadrunner Records. Lo stile musicale si sposta verso sonorità meno pesanti. I cambiamenti non sortiscono l’effetto sperato, lasciando spiazzati i fans e non giovando alla band che poco dopo riprese a chiamarsi Satan. Con un nuovo cantante, la band pubblica l’EP Into the Future (1986) per la Steamhammer Records . Nel 1987 sempre l’etichetta tedesca da alle stampe il nuovo Suspended Sentence. In questo lavoro le sonorità tornano ad appesantirsi e che, rispetto all’esordio, presenta delle ritmiche di stampo thrash metal. Però, ancora una volta, la band decide di cambiare nome assumendo quello di Pariah. Con la stessa formazione e la stessa etichetta di Into the Future e Suspended Sentence, i Pariah pubblicano The Kindred e Blaze of Obscurity. Con questi due dischi di Power/Thrash ottengono un buon successo commerciale che fino a quel momento non era mai stato raggiunto come Satan. A causa di problemi con la casa discografica l’attività subisce un’interruzione. Per la pubblicazione di Unity (Aartee Music) si deve quindi attendere fino al 1997. Due anni dopo questa uscita il gruppo si scioglie definitivamente. Nel 2003 viene annunciata la partecipazione dei Satan al Keep It True Festival e al Wacken Open Air, esibendosi con la stessa formazione del primo album.

Nel 2011 si sono definitivamente riformati. Con un nuovo contratto in tasca la band pubblica Life Sentence nel 2013 e Atom by Atom nel 2015 (entrambi su Listenable Records). Due album made in Satan fino al midollo.

Della loro storia travagliata e per certi versi surreale, sono certamente edotti gli appassionati più attempati e comunque tutti quelli che seguono più assiduamente il settore, mentre per i più giovani sarebbe necessario uno studio più approfondito per evitare di liquidare la band frettolosamente come qualcosa di troppo superato per essere preso in considerazione, perché i Satan sono stati semplicemente seminali e le loro influenze sullo speed, ma più ancora sul thrash degli albori sono enormi.

Rrröööaaarrr: Angel Witch

AngelWitchby DOOM

Gli Angel Witch, sono una band di Heavy Metal inglese, si formano a Birmingham in Inghilterra nel 1977. Inizialmente con il nome di Lucifer, ed era composta dal chitarrista e cantante Kevin Heybourne, il chitarrista Rob Downing, il batterista Steve Jones, e il bassista Barry Clements.

La prima canzone degli Angel Witch ad ottenere il successo è ‘Baphomet’, che sarà inclusa nella celebre compilation “Metal for Muthas I”. Questa canzone conferma alla band una certa notorietà, tanto che la stessa EMI offre un contratto al giovane band. Nei primi mesi del 1980 esce il primo singolo “Sweet Danger”. È un flop commerciale spingendo così la EMI a rescindere il contratto.

Nel 1980, la Bronze Records mette sotto contratto la band e nello stesso anno esce album di debutto ‘Angel Witch’. Contiene una miscela musicale fatta di schitarrate libere, ma già sufficientemente tecniche, vocals clean e precise, riffs semplici ed efficaci, che odoravano di corse all’aria aperta e libertà, galoppate e cori ad effetto (vero trademark degli Angel Witch), arpeggi, soli incrociati ed armonizzati , drumming quadrato e senza fronzoli, il tutto apprezzabile specialmente in pezzi quali AngelWitch, Sorcerers, Gorgon, Angel of death e Devil Tower.

Questo album è considerato una vera pietra miliare del genere. Ma dopo l’uscita dell’album, la band si sfascia! Ma prima di sciogliersi definitivamente riescono a immettere sul mercato l’EP “Loser”. Nel 1982 gli Angel Witch vengono resuscitati da Heybourne che ingaggia il cantante Roger Mardsen ed il batterista Ricky Bruce dei Deep Machine, e chiama Jerry Cunningham a suonare il basso. Questa nuova formazione dura poco, in quanto lo stile vocale di Mardsen mal si addice al suono degli Angel Witch. Vista le penuria di vocalist idonei al sound Angel Witch è lo stesso Heybourne a ricoprire il ruolo del cantante. Divenendo così un trio. Nel 1985 esce il secondo album della band, “Screamin’ N’ Bleedin”. Lavoro se valutato con i criteri di oggi potrebbe apparire un tantino semplice, banale, privo di guizzi significativi, ma al tempo era una valida alternativa tra le tante pubblicazioni di band inglesi che, magari, si limitavano ad una mera imitazione degli Iron Maiden. Considerata anche la produzione non eccellente, il platter resta apprezzabile. Ancora una volta, l’instabilità della band non tarda a manifestarsi: prima della registrazione del terzo album “Frontal Assault” datato 1986. Frontal Assault è un lavoro ordinario molto inferiore al già deludente Screamin´N´Bleedin’. Il problema di fondo è sempre lo stesso perché, per quanti sforzi si facciano, si finisce sempre per paragonarli ad Angel Witch, il debutto, svilendo in tal modo anche quegli esigui aspetti positivi che si riscontrano nell’ascolto di Screamin’ N’ Bleedin e di Frontal Assault. Gli Angel Witch, purtroppo, non seppero cogliere l’attimo nel momento in cui la buona sorte gli arrideva: è questa é, la loro maggiore colpa.
Dopo anni di scioglimenti e vagabondaggi tra Stati Uniti ed Inghilterra con “As Above, So Below”, il quarto album in studio, del 2011, gli Angel Witch ritrovano la strada di casa, quella che un tempo li aveva già visti primeggiare, ma che non li aveva mai portati al meritato successo; ora i nostri hanno saputo inglobare nuove risorse, come un fiume maestro che si sazia dei suoi affluenti, ma hanno impiegato troppo tempo per risalire la corrente e rendersi ancora più forti di prima. Lo spirito della NWOBHM rivive in As Above, So Below, ma sa farlo con la consapevolezza di un epoca dominata dal fascino arcano di un tempo oramai non più così lontano. Volendo risalire alle radici essenziali della NWOBHM, alla fine credo che sarebbero tutto sommato pochi i nomi che potrebbero a pieno titolo essere inclusi nel novero di quelli relativi ai padri fondatori del genere.

Rrröööaaarrr: Diamond Head

by DOOM

Diamond-Head-Photo

I Diamond Head si formarono nel 1976 a Stourbridge in Inghilterra, inserendosi assieme a Iron Maiden, Saxon, Angelwitch e tanti altri, nel filone del nascente metal inglese, denominato “New Wave Of British Heavy Metal”, inaugurato da Judas Priest e Rainbow. I DH erano però tra coloro che si rifacevano più all’hard-rock di Deep Purple e Led Zeppelin che agli eccessi di Judas Priest e Rainbow. Tra il 1977 e il 1979 pubblicano due demo autoprodotte che garantiscono alla band concerti di spalla a AC/DC ed Iron Maiden.

Tra le etichette discografiche comincia una lotta per assicurarsi la band, ma nessuna di loro arriva fino in fondo, così la band decide di cominciare a pubblicare i propri lavori attraverso la propria etichetta, la Happy Face Records. Nel 1980 i DH riescono a far uscire il debut album, intitolato Lightning to the Nations, in realtà il disco non ebbe ufficialmente un titolo e solo successivamente fu adottato il nome “Lightning to the Nations” mentre la copertina dell’album è completamente bianca e senza lista tracce, con in copertina solamente la firma di uno dei componenti, e inizialmente furono stampate solamente mille copie, vendute esclusivamente ai concerti o tramite mailorder al prezzo di 3,50 sterline. L’album fu nuovamente distribuito in altre mille copie, questa volta contenenti la tracklist, successivamente fu la Woolfe Records a ripubblicarlo con in copertina il disegno della Terra infuocata. Nel 2001 la Sanctuary Records lo ripubblicò per l’ennesima volta. Questo lavoro come il primo degli Iron Maiden, viene considerato uno dei dieci album più importanti della musica metal, perché i DH sono riusciti nella non facile impresa di scrivere 7 canzoni formidabili una dietro l’altra e di farlo nel pentagramma di quel metal che stava inventandosi.

Il successo del primo album porta la band a firmare il primo contratto con la MCA Records nel 1981, per la quale pubblicano l’EP Four Cuts, contenente classici come “Call Me” e “Dead Reckoning”. Il primo album per la nuova etichetta è Borrowed Time, che raggiunge la 24ª posizione della classifica inglese e permette alla band di imbarcarsi in un tour nelle arene inglesi. Il successo però fu breve a causa delle sperimentazioni di Canterbury. Uscito nel 1983, l’album sterza verso ambiti progressive, male accolti dai fans. Nello stesso anno la band apre il Monsters of Rock e comincia a lavorare al quarto album, intitolato “Flight East”. Il gruppo però viene scaricato dalla MCA, e Tatler ed Harris (i membri fondatori) decidono di lasciare a causa del negativo giudizio verso la scena metal che stava nascendo e verso bands come Metallica e Slayer. La band quindi si sciolse per la prima volta nel 1985.

L’aumento di popolarità dei Metallica e il loro continuo menzionare i Diamond Head come una delle più grandi influenze li fece tornare alla ribalta e portò alla ristampa del catalogo della band. Inevitabilmente nel 1991 Tatler e Harris riformarono il gruppo. La band pubblica anche un nuovo EP intitolato Rising Up, contenente le canzoni “Wild on the Streets” e “I can’t help myself”, reperibile solamente ai concerti o presso negozi specializzati. Due anni dopo il gruppo rilascia Death & Progress, con le collaborazioni di Tony Iommi dei Black Sabbath e di Dave Mustaine dei Megadeth. Comunque, la riunione fu di breve durata, e finì con la pubblicazione dell’album. Nel 1994 il gruppo si sciolse nuovamente per poi riformarsi sei anni più tardi. Nel 2000 Harris e Tatler tornano di nuovo insieme dopo una serie di concerti pubblicano nel 2005 All Will Be Revealed, con un cambio radicale nel sound rispetto ai loro primi album. Nel 2007 la Cargo Records ha pubblicato il sesto album What’s in Your Head? mentre nel 2016 la Dissonance Productions pubblica il settimo album intitolato semplicemente Diamond Head.

I Diamond Head sono più un caso antropologico che musicale. Nessun altro nella storia del rock è riuscito a essere così influente con una produzione tanto esigua ma anche grazie alla popolarità dei Metallica ch’è stata per i Diamond Head una vera e propria manna dal cielo. Nel 1998 i Metallica inserirono nel loro album di cover Garage Inc. ben 4 brani dei Diamond Head: It’s Electric, Helpless, The Prince e Am I Evil?.

Rrröööaaarrr: Manilla Road

by DOOM

ManillaRoad_logo

I Manilla Road sono una band di heavy metal statunitense, fondati a Wichita, Kansas nel 1977 dal cantante e chitarrista Mark Shelton e dal bassista Scott Park a completare la formazione arriva il batterista Rick Fisher. Dopo l’uscita della demo Underground del 1979, la band nel 1980 esordisce con Invasion edito dalla Roadster Records. Incoraggiati dai giudizi positivi della stampa e dal crescente numero di fan i Manilla Road concordano con la Roadster Records la pubblicazione di un secondo album, intitolato semplicemente Metal uscito nel 1982. Ancora una volta, le nuove canzoni vengono accolte con entusiasmo da stampa e fan. Il brano Flaming Metal System (in seguito pubblicato sulla ristampa di Crystal Logic), appare sulla compilation U.S. Metal #3 della Shrapnel Records, che viene distribuita anche in Europa portando la band all’attenzione di stampa e pubblico del vecchio continente. Nel dicembre 1983 i Manilla Road pubblicano Crystal Logic. Questo disco è considerato insieme ai suoi due successori, album fondamentale per la nascita del genere epic metal (Il titolo “epic” deriva dalla tematiche affrontate nei testi, che richiamano scenari mitologici, fantasy e epici. Non è mai stato un genere esposto al mainstream, ma è sempre rimasto ancorato alla scena underground, accompagnata da pochi fan e da piccole case discografiche e si è sviluppato prevalentemente negli Stati Uniti tra gli anni settanta ed ottanta venendo influenzato principalmente dal hard rock e poi dall’ heavy metal). Nel 1984 il batterista Rick Fisher lascia la band. Viene rimpiazzato dal talentuoso Randy “Thrasher” Foxe, i cui virtuosismi alla batteria diventano un altro punto di forza della band in futuro.

ManillaRoad
La band abbandona la Roadster Records e firma per l’etichetta francese Black Dragon Records, sotto la quale pubblicano il loro secondo capolavoro:
Open the Gates che conferma la fama crescente della band, che si consolida con il terzo “classico”, The Deluge, pubblicato nel 1986 sempre su Black Dragon Records. In questo album il drumming di Randy Foxe inizia a divenire una componente importante nell’alchimia della band, e da al sound un tocco più tecnico e potente. Nel 1987 viene pubblicato Mystification, che conferma quanto detto per i precedenti tre album: esso è suonato nel classico stile dei Manilla Road. Le reazioni del pubblico e della stampa sono sempre positive, ma meno rispetto a quelle esternate per gli ultimi tre album.

Nel 1988 i Manilla Road tornano sul mercato con Out of the Abyss, lavoro influenzato dal nascente filone thrash metal e per questo poco apprezzato dai fan puristi. L’ultimo album della band prima dello scioglimento è The Courts of Chaos, Dopo la pubblicazione dell’album e qualche data live i problemi tra Park e Foxe non sembrano attenuarsi, così Shelton decide di sciogliere la band per cercare di far riappacificare i due. Ma invano. Verso la fine degli anni novanta l’interesse verso i Manilla Road ricomincia a crescere, dato che molte delle nuove epic metal bands li citano come principali influenze. La vera riunion si concretizza nel 2001, con la pubblicazione di Atlantis Rising su Iron Glory Records e seguito nel 2002 da Spiral Castle.

È sempre del 2002 esce Mark of the Beast, album “perso” originariamente registrato nel 1981 e scartato per concentrarsi sulla produzione di Metal. Nel 2003 i Manilla Road pubblicano il loro tredicesimo full-lenght: Gates of Fire, lavoro suddiviso in tre trilogie. Nel 2008 con una nuova formazione incidono Voyager uscito per l’italiana My Graveyard Productions, che ha garantito alla band un posto come headliner all’importantissimo Play it Loud Festival. Nel 2011 la band, con una ulteriore nuova formazione ha pubblicato Playground Of The Damned per la Shadow Kingdom Records. Sempre per la stessa etichetta è uscito nel 2013 Mysterium. Mentre per la Golden Core Records è uscito il più recente The Blessed Curse. Tutti dei buona fattura ma orfani di quella epica magia che aveva caratterizzato: Crystal Logic, Open the Gates e The Deluge. I Manilla Road sono considerati uno dei gruppi più importanti dell’epic metal, avendo contribuito al suo sviluppo insieme con Manowar e Virgin Steele.