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Out segnala: Concerti e ascolti di Nov./Dic. ’18

di Claudia Amantini

45329606_191214625097309_8164039879672463360_nRomaeuropa: la leggendaria chitarra di Marc Ribot il 6 novembre in Prima assoluta incontra Del Monaco, Fay Victor e Cappelli

Reduce dal recente successo del disco Songs Of Resistance 1942-2018 – l’album di canzoni politiche anti-Trumppubblicato lo scorso settembre che vanta la collaborazione, tra gli altri, di Tom Waits – Marc Ribot arriva all’Auditorium Parco della Musica nell’ambito di Romaeuropa Festival martedì 6 novembre per la Prima assoluta di “The zone”, concerto ideato dal compositore Daniele Del Monaco.

“The Zone” porta in scena le energie di una nuova stagione della musica sperimentale newyorkese in cui confluiscono armoniosamente diverse anime musicali: l’energia del rock unita all’interplay dell’improvvisazione, i colori della musica contemporanea e la sintesi della composizione musicale. Un’occasione unica in cui si incontreranno la leggendaria chitarra di Marc Ribot, la voce inconfondibile di Fay Victor, osannata da tutta la stampa statunitense per il suo timbro ultraterreno e sciamanico, le tastiere e l’elettronica di Daniele Del Monaco e il Marco Capelli Acoustic Trio, ovvero Cappelli alla chitarra, Ken Filiano al contrabbasso e Satoshi Takeishi alla batteria.

45337816_752346765157679_4808063141655085056_nA Tribute to Rush

Grande ritrovo dei Rush & Limelight Lovers alla migliore birreria italiana!!!
Una serata dedicata ai fan dei Rush, famosissima band canadese che in 40 anni di carriera ha segnato la storia del rock.

Il Raduno, accompagnato da un Live Tribute a cura dei milanesi Limelight, coinvolgerà appassionati di musica rock progressive in un club affermato per la qualità della sua programmazione musicale.
VENERDI SERA 14 DICEMBRE 2018 h. 22,30 THE OLD JESSE 
via Maestri del Lavoro 27 – 21047 Saronno.

 

45478343_202107393915407_493661599677022208_nFabrizio Voghera – Inconscio subliminale: in radio dal 2 novembre il nuovo singolo dell’artista torinese.

Fabrizio Voghera, attore, cantante, musicista, compositore, è stato protagonista nel doppio ruolo di Quasimodo e Frollo nello spettacolo musicale “Notre Dame de Paris”, oltre che protagonista in “Romeo e Giulietta” di Riccardo Cocciante. Ha collaborato come autore dei testi allo spettacolo musicale “Cavalia” attualmente in tourneè nel mondo. Nell’ultimo anno ha scritto musiche e liriche di “Otello – L’ultimo bacio” opera musical originale nella quale riveste il ruolo da protagonista interpretando il ruolo di Otello.

“Inconscio subliminale” è un’analisi autobiografica del suo autore Emanuele Ignaccolo sulla dimensione dei sogni inconsci.
La voce è di Fabrizio Voghera, noto interprete italiano di musical, che ha saputo conferire ulteriore classe ed eleganza al brano.

 

Puppies 03

settembre 28, 2018 Lascia un commento

by WM+HanaKeehl

Pio e Bau sulla questione galileiana.

Puppies 03

Out segnala… Mark Geary (Irlanda) Live al Rione XX (Roma, 30/09/18)

settembre 28, 2018 Lascia un commento

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

di Fabrizio Fontanelli

Uno speciale concerto di uno dei piu grandi artisti irlandesi.

Mark Geary, cantautore dublinese sulle scene da oltre 20 anni per la prima volta al Rione XX. Amico del concittadino Glen Hansard con il quale Geary ha più volte condiviso il palco, propone un repertorio di canzoni originali, che hanno portato la critica a nobili paragoni: Van Morrison, John Lennon , Elliott Smith e Richard Thompson. Compositore di colonne sonore per film, negli anni ‘90, dopo essersi trasferito a New York, ha frequentato a lungo Jeff Buckley. Solo nel 2003 è arrivato “33 ⅓ Grand Street”, il suo primo album.

In questa occasione l’artista irlandese presenterà il suo quinto lavoro intitolato “The Fool”, lavoro da cui è estratto questo video di “Battle of Troy”.

Reload: Palazzo Citterio e la disfida del restauro

settembre 20, 2018 Lascia un commento

Un articolo di Leonardo Piccinini appena uscito sulla rivista “ArtEdossier” per il numero di settembre 2018 risolleva la questione, forse già assopita o addirittura ancora sconosciuta ai non “addetti ai lavori”.

di Flavia Guidi

“Un lavoro di recupero straordinario”… “Un restauro ingiustificabile”.

palazzo citterio cortile

I giudizi di Mariacristina Ferraioli e di Leonardo Piccinini si riferiscono incredibilmente allo stesso intervento, quello della Soprintendenza su Palazzo Citterio a Milano.

Ma procediamo con ordine: il palazzo di via Brera è un edificio settecentesco che lo Stato acquistò solo nel 1972. Poco dopo nacque l’idea della “Grande Brera”, che vedeva unita la Pinacoteca a Palazzo Citterio, il quale sarebbe divenuto spazio museale in grado di accogliere le nuove collezioni di Jucker, Vitali, Mattioli, Jesi e molti altri. Il collegamento fra la Pinacoteca e Palazzo Citterio era reso possibile dal fatto che l’orto botanico di Brera era confinante con il giardino dell’edificio settecentesco. Questo portò ai primi interventi sull’edificio: gli architetti Giancarlo Ortelli e Edoardo Sianesi trasformarono radicalmente l’assetto del palazzo, demolendo completamente gli interni e realizzando dei locali seminterrati. Ancora nel 1982 i lavori non erano finiti nonostante l’ingente somma che era già stata spesa.

Nello stesso tempo l’edificio storico era già sede di mostre, l’ultima delle quali nel 1984, anno della chiusura del palazzo.

Da allora sono passati 34 anni, durante i quali Palazzo Citterio è rimasto chiuso… La sua voce si è spenta, se non fosse per la decisione, negli anni Novanta, di chiamare James Stirling, architetto all’epoca sotto la luce dei riflettori anche grazie all’espansione della Staatsgalerie di Stoccarda da lui realizzata circa dieci anni prima. Fondazione San Paolo offre sei miliardi delle vecchie lire e il progetto sembra prendere corpo, ma l’architetto muore nel 1992 e tutto nuovamente si ferma.

Insomma, la storia di questo edificio è complessa e fatta di numerose vite e di altrettante morti. Un tira e molla che ha trovato una sua fine tre anni fa, quando Caterina Bon Valsassina, ex direttrice regionale per i Beni culturali e paesaggistici della Lombardia e oggi direttrice generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, riesce a far ripartire il cantiere con un progetto destinato a fare di Palazzo Citterio una sede di allestimenti per le opere del Novecento, grazie a 23 milioni di euro stanziati nel 2012 dal CIPE. E così, dopo due anni e mezzo, il lavoro di recupero è terminato: dal 18 al 20 aprile di questo anno il palazzo è stato aperto al pubblico prima dell’apertura definitiva, che è fissata per il prossimo novembre.

Ma, per tornare al nostro discorso iniziale, cosa è successo a Palazzo Citterio per raccogliere opinioni così contrastanti sul suo recupero e restauro?

Scan Palazzo Citterio restauro soffitto da ArtEdossier

L’oggetto del contendere sarebbe in primo luogo il soffitto a cassettoni di una delle sale, per metà riportato all’originale e per metà lasciato a come appariva negli anni Trenta. Per Philippe Daverio “il restauro fatto dalla Soprintendenza è sotto i limiti dell’accettabilità, cervellotico, inutile, oserei dire quasi criminale”.

Di tutt’altro avviso sembra essere Mariacristina Ferraioli, che, in un suo articolo pubblicato su “Artribune”, dichiara a proposito del recupero dell’intero edificio: “Un risultato straordinario in un paese come l’Italia che non ci ha abituato a tanta celerità…Un lavoro di ristrutturazione nel rispetto della storia dell’architettura settecentesca”, e ancora: “Un’architettura moderna, consapevole della propria storia”.

aiuole

Secondo Daverio, unico membro del Consiglio di Brera a opporsi alla linea del cantiere, c’è stata una totale mancanza di dialogo fra progettazione e funzione: “La patologia di questa operazione è duplice: da una parte il Ministero non è capace di esprimere un’estetica, dall’altra le gare d’appalto non sono in grado di offrire qualità. Sono state inventate direttamente da Ponzio Pilato per non assumersi le responsabilità, così tutti si lavano le mani. Il risultato è un esempio di incapacità progettuale”. Al famoso critico non è piaciuto neppure il nuovo aspetto del giardino e lo scalone di salita: “Le aiuolette sono da ferrovie dello Stato, ma anche lo scalone di salita è un crimine architettonico, perché ha rotto totalmente il rapporto con lo spazio storico”.

via Brera

E se la celerità, tanto decantata dalla Ferraioli, fosse la causa principale di quelli che a Daverio sembrano dei clamorosi errori? Certo non incoraggia pensare che una volta che l’Italia si impegna a rispettare i tempi prestabiliti e lavora alacremente si lavora in modo sconsiderato.

Invitando tutti ad andare a vedere il palazzo di via Brera e a tirare personalmente le somme, in base al proprio “iudicium”, riporto il parere definitivo quanto aperto di Philippe Daverio: “L’unica cosa sarà chiedere un giudizio ai Milanesi (e non N.d.A.)”.

Puppies 2

settembre 10, 2018 Lascia un commento

Cuccioli non coccolosi alle prese con le zdaure postmoderne.

Puppies 2

 

Phumetti: Puppies 01

settembre 1, 2018 Lascia un commento

by WM+HanaKeehl

Cuccioli non coccolosi, by WM e la new entry HanaKeehl. Enjoy

Puppies 01

Gommalacca 16 – Il Raï

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Quando la musica popolare diventa pop, non tutto è perduto. Nella vicina Algeria ce l’hanno fatta. Vi raccontiamo in musica la storia di uno dei generi più sorprendenti degli ultimi anni, il Raï.

Cheb Khaled – La Camel
Cheb Khaled – Shab El Baroud
Cheb Zahouani – Gaada Gaada
Cheb Mami – Rohal Ibayda
Faudel & Mohammed Assaf – Rani

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