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Archive for the ‘amantinustra’ Category

Recensione: Porco Rosso, “Living Dead” (2017)

di Claudia Amantini

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Porco Rosso è un collettivo artistico formato da due persone, Michele Ricoveri (parole, voce e partiture elettroniche) e Giovanni Sodi (organo elettronico, synth e miscellanee), un duo Synth Punk che abbraccia l’elettronica e… la prima cosa che mi hanno ricordato, sarà per il nome, è il film d’animazione giapponese di Hayao Miyazaki.

E mentre le tracce si susseguono riaffiorano altri pensieri. Nella visione buddhista il maiale rappresenta l’ignoranza e l’autoinganno del sé, nel vocabolario Treccani diventa un individuo ingordo, grasso, flaccido, nel Medio Evo è simbolo di generosità e fertilità, per il cristianesimo emblema di lussuria. Per il “nostro” duo invece il Porco sta per maiale sovversivo. E sovversivi lo sono: prima e ultima traccia (Introne e Outrone) assomiglia ad un comunicato uscito dritto da V for Vendetta; Baci E Abbracci regala schiaffi, pugni e calci, ma anche carezze, baci e abbracci… Un concept album che strizza l’occhio al Teatro degli Orrori, qualche nota lontana dei Depeche Mode, un’ironia (La Marcia Dei Maiali) che fa riaffiorare Roberto “Freak” Antoni. Profondo Nero ne è il primo singolo (videoclip) tratto da questo Living Dead, che merita più di un ascolto per finire sottopelle, con pace della New Wave. (scuderia New Model Label)

 

Vita Romana: Echaurren allo GNAM

di Claudia Amantini

Contropittura, Pablo Echaurren. GNAM, Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma, dal 20 Novembre 2015 al 3 Aprile 2016.

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7 paperino5La Galleria Nazionale d’Arte Moderna dedica una grande mostra a Pablo Echaurren con 200 opere che ripercorrono l’intera produzione dell’artista: fumetti, collage, quadri. Una “Contropittura” che nasce dall’esigenza di impegno politico, sociale e ricerca. Lavori d’esordio (quadratini, smalti,…), l’esperienza dei cosidetti “Indiani Metropolitani” (fumetti, collage), eventi contemporanei (grandi tele e manifesti), un percorso che ci porta dagli anni ’70 ad oggi.

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Echaurren, figlio d’arte, rinuncia alla pittura per l’impegno politico, si dedica ai fumetti (Linus, Alter Alter, Frigidaire), anzi a controfumetti d’avanguardia. Dello stesso periodo la copertina del libro di Marco Lombardo Radice & Lidia Ravera, quel “Porci con le ali” che fece scandalo e la copertina contribuì non poco.

2Arte e arti applicate. L’amore per il movimento futurista e i collage ad esso ispirati. Il ritorno alla pittura. Ironia, rottura, tensione. Arte moltiplicata. E nelle stanze del museo uno schermo dal quale il Pablo si racconta, indossando la maglia dei Ramones.

Pillole di Dicembre ’15

dicembre 21, 2015 Lascia un commento

di Claudia Amantini

Colonelli – Verrà la morte e avrà i tuoi occhi (2015, (R)esisto Distribuzione)

Anticipato da due singoli (“Masticacuore” e “Combustione Interna”), a dicembre è uscito il nuovo (primo) album dei Colonelli, trio della provincia di Grosseto. Sarà per il titolo dell’album, sarà per l’inclinazione metal, ma le 11 tracce sbordano di rabbia e potenza. Miscela pressante, sonorità alla Motorhead con occhiolino ai Metallica, canzoni cantate in italiano con riferimenti a morte, vendetta, riscatto. Una sottile linea di disperazione che non sarebbe dispiaciuta neanche al Cesare Pavese tirato in ballo nel titolo dell’album…

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi-
questa morte che ci accompagna
dal mattino alla sera, insonne,
sorda, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo. I tuoi occhi
saranno una vana parola
un grido taciuto, un silenzio.
Così li vedi ogni mattina
quando su te sola ti pieghi
nello specchio. O cara speranza,
quel giorno sapremo anche noi
che sei la vita e sei il nulla.

La Via degli Astronauti – Dietro ogni memoria (2016, V4V Records)

Uscirà a gennaio il primo lp de La Via degli Astronauti, a cinque anni di distanza dall’ep Storie. Di mezzo un’intensa attività live, cambio di line-up, voglia di documentare in stile punk successi e delusioni, sbornie e notti bianche, amori e litigi, da qui le “memorie” che fanno riferimento al titolo dell’album. Band che nasce vicino a Napoli, da uno scantinato, con voglia di suonare e andare avanti. Un’incrocio che potrebbe far fondere Negazione e Massimo Volume,“Dal Pozzo” è il primo estratto, ascoltabile:

The Public Radar – A New Sunrise (2015, RBL Music Italia)

The Public Radar si formano nel 2012, un ep omonimo nel 2013 ed ora A New Sunrise, il loro primo album che condensa sonorità anni ’80 alla sperimentazione electro-shoegaze. Nove tracce originali firmate da quella che si può definire unione di rappresentanti della scena rock, electro e pop di Roma (dai Klimt 1918 a Growing Concern).

Recensione: Davide Vettori, “L’Impero della Luce” (Garage Records, 2015)

dicembre 12, 2014 Lascia un commento

di Claudia Amantini

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Partono le prime note mentre leggo biografia/credits di un musicista barbuto classe ’81. La mente si collega subito al Battiato più elettronico, i pensieri si concentrano sul numero 13, sulla matematica, sulla presentazione originale e diversa di un nuovo album.

Davide Vettori è di Treviso, esordisce nel 2012 con l’album “Visione Cosmetica”, con il primo singolo “Morire a metà” si guadagna la nomina di Artista Just Discovered da Mtv New Generation e il secondo, “La Distrazione”, viene promosso da XL de La Repubblica e nel brano mi ritrovo una piacevole collaborazione: Ilenia Volpe.

Ma… tre volte tredici. Già, la matematica di cui prima. Trip escogitato da chi di 13 ci è nato, di venerdì, mancino e prematuro. E rosso. E allora ecco il 13 che, come il 3, racchiude particolarità e significati che si perdono nei secoli (dei secoli) della storia umana: matematica, religione, astrologia, superstizione… nei giorni 13, da novembre a gennaio, 3 uscite differenti per creare un ponte tra il precedente lavoro, Visione Cosmetica, ed il nuovo: L’Impero della Luce. Il 13 novembre è uscito il brano “La Canzone del Figlio Unico” (in download per un giorno), realizzato a quattro mani con l’artista Francesco Liggieri; il 13 dicembre è stata la volta di “Intermezzo”, ep di remix e b-side con brani estratti dal primo e dal secondo disco (in download per un mese); il 13 gennaio l’uscita del nuovo album, L’Impero della Luce.

Un viaggio che parte da novembre, inverno, freddo (quest’anno passabile), nebbie, buio. Si rischiara nel giorno di Santa Lucia. Si illuminerà a gennaio (c’è chi prospetta neve). Un nuovo album che gioca con ombre/luci, 9 tracce (sempre multiplo di 3) che si ispirano a Magritte, alla tela che contiene due mondi, nel caso del Vettori al mondo programmato della musica elettronica e a quello irrequieto della voce umana. Canzoni che toccano più temi, scontri quotidiani (L’Impero della luce), rapporti di coppia (Ho anch’io un amore, cantata in coppia con Anna Luppi), amicizia (Il mio amico), scopi da perseguire (La Cima), sogni “piccoli” perché la vita è fatta così (Sogni nel cassetto, in duetto, guarda un po’, con Angela Baraldi), voglia di fare nonostante la stanchezza (Il cuore vibra), prese in giro (Empirica ignorante), disagio (La fine della guerra), solitudine (La canzone del figlio unico). “L’Impero della Luce” è tutto qui. Contrasti/chiarori, visioni/realtà. Per dirla alla Magritte: “Nell’ “Impero delle luci” ho rappresentato due idee diverse, vale a dire un cielo notturno e un cielo come lo vediamo di giorno. Il paesaggio fa pensare alla notte e il cielo al giorno. Trovo che questa contemporaneità di giorno e notte abbia la forza di sorprendere e di incantare. Chiamo questa forza poesia”. Aspettiamo il 13 gennaio per nuova poesia.

Vita Romana, Parte Quarta

11di Claudia Amantini

6) Before Crisis (Spazio Ebbro, 19 febbraio 2013)

Spazio Ebbro, come ebbro di vino (e non solo), di violenta passione,… locale eccentrico, ma bello per arredamento/situazione. Concerto di Before Crisis, gruppo romano di matrice rock. Che ridere ritrovarmi Michele, bassista del gruppo e fonico presso Locanda Atlantide (se non amico del mio carissimo Anto), vestito da donna per l’occasione! Oh Michele, il vestito aderente e la parrucca bionda ti dona assai. Serata all’insegna del rock e di cari amici, come molte situazioni romane dove ti ritrovi in locali per sentire amici che suonano, bere qualcosa con loro, scherzare, ridere e tenere lontane angosce e cattivi pensieri. Salutare.

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7) Andrea Appino (Black Out, 12 Aprile 2013)

Il Black Out è uno di quei locali che si ricordano. Quando ci andai la prima volta si trovava in zona San Giovanni, ora è da un po’ che ha traslocato sulla Casilina. Sempre stato un bel punto di ritrovo, sempre concerti deliziosi. E ad Aprile ci è passato Appino, col suo “Il Testamento”. Ovvio, a me Appino fa pensare esclusivamente a The Zen Circus e gli Zen mi fanno pensare a Francesca che ne era, credo lo sia ancora, patita. È un po’ il troppo pensare che mi ha portato lì. Certo, Il Testamento si può definire opera prima di Appino, anche se come musicista non è proprio di primo pelo. Anni e anni a suonare. E si sente. Animale da palco, ottimo album solista. Bel concerto, bell’atmosfera. ..e cara Francesca Paolini quella sera ti ho pensato, a te, alla tua ‘600 rockettara, agli album Zen che ci siam ascoltate, a te che avevi intervistato Karim Qqru per blogdiout.

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Incredibile come, quando si esce, ci vuole poco perché l’alba arrivi… esci col buio, rientri con la luce. Al di là della stanchezza, al di là dei luoghi… perché il tempo passi così veloce, perché in un niente si arrivi già a rientrare con un altro bello spettacolo (la città quieta, tutti che ancora dormono, strade semideserte, quasi fantasmi che si aggirano), questo vuol dire solo una cosa: serata piacevole, amici di ottima compagnia, il tempo che scivola via…

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9) Nu Indaco (Casa del Jazz, 21 Aprile 2013)

1380980_577171692350757_333281422_nLa musica senza confini, la Casa del Jazz che festeggia il suo compleanno con un concerto all’aperto nel giardino-parco confinante, una domenica passata in compagnia dei Nu Indaco e di“Hibiscus”, ultimo disco da loro prodotto. Sonorità che spaziano tra psichedelica, word, musica sarda e musica antica. La voce di Monica sempre più bella (prima o poi me la voglio sentir cantar lirica), e poi tutti gli altri, Anto, Mario Pio, Martino, Alessandro, Christian, Matteo… cribbio quanti sono, va a finire che qualcuno lo dimentico! E poi bello questo compleanno, una sportina gentilmente offerta dall’organizzazione con all’interno pseudo-lenzuolo (dai colori diversi) per stendersi nel prato, 2 panini e bottiglia d’acqua… per come mangio io equivale ad invito a pranzo (ok, poi con Dania birretta al bar, che ci stava bene).

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Vita Romana, parte terza

settembre 22, 2013 Lascia un commento

di Claudia Amantini

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4) Febbraio 2013

La Roma simbolo di Arte con la “A” maiuscola, arte che esce da ogni angolo, mentre cammini per strada, pori che respirano, occhi che s’illuminano.

Roma è perennemente un cancello aperto tra passato e presente, puoi viverla nelle sue mille facce, puoi trovarci continuamente qualcosa con cui sentirti in sintonia…

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5) Underdog (Forte Prenestino, 8 febbraio 2013)

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underdog2Centri sociali. Il Forte Prenestino mi è sempre piaciuto, uno spazio enorme, fatto di tunnel, corridoi, porte, stanze adibite a bar, libreria, mostre e quant’altro. E poi la musica, al Forte ci ho sempre visto bei concerti. Il primo risale a diversi, tanti, anni fa… Lalli, il suo “tempo di vento” mi aveva conquistato. underdog3Ci ho rimesso piede per il concerto Underdog, vuoi perché Anto era il fonico della serata, vuoi perché così si festeggiava decisamente un “carnevale” diverso.

La musica degli Underdog è una miscela che contamina jazz e altri stili, due voci (una maschile e una femminile), uno spettacolo teatrale… e io coi miei soliti amici che chiamo “matti”.

 

Vita Romana, parte seconda

settembre 22, 2013 Lascia un commento

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di Claudia Amantini

Gennaio/Febbraio 2013

39La Roma di quartieri, birrerie, locali, San Lorenzo

La Roma che come canta Murru… “È la Mangano di periferia abbracciata a un ragazzo romano di testaccio, oro e maestria…

Roma è giocoliera di notte, allatta tutti, angeli spettinati coi rasoi volano bassi, malandati da malaffare e giudici ingialliti e gente a basso costo in cerca di fortuna col futuro di estro, c’è una Mangano di periferia…”
Un gruppo di amici, in giro, luci notturne, i miei amici. Gli amici sei tu a sceglierteli, sei tu che scegli chi frequentare e chi no. A me, il più delle volte, ha sempre detto bene. Persone che porto nel cuore.

3) Nu Indaco (Casa del Jazz, 2 febbraio 2013)

nuindaco1nuindaco3Con i Nu Indaco bisogna aprire una gran bella parentesi.
Per certi versi nati dalle ceneri degli Indaco (Mario Pio Mancini ribattezza ex novo il nuovo gruppo aggiungendo Nu), per altri il mio legame nella figura-persona di Antonio “Anto” Nastasi: Anto lo conosco da sempre, cioé è una delle primissime persone che ho conosciuto nei miei primi soggiorni romani, una vita fa praticamen; all’epoca suonava in alcuni gruppi (mi ricordo Astrade, di cui avevo addirittura realizzato copertina per un demo) ed era proprietario di un negozio di dischi (detto tra noi, ce ne fossero oggi di negozi di dischi fatti e pensati in quella maniera).
nuindaco4Oggi Anto e Dania, sua compagna, sono il mio “porto sicuro” ogni volta che metto piede nel Caput Mundi. Oggi Anto è tastierista e autore di testi&musiche nei Nu Indaco, senonché il fonico migliore che abbia mai conosciuto. Ospite in casa loro ovviamente partecipe delle novità in casa Nu Indaco, concerti compresi. La Casa del Jazz è un’ambiente di un certo culto a Roma e la musica dei Nu Indaco bene ci sta (etno-rock principalmente). Essendo parte della “famiglia”, perché così mi sento, nasce scontato partecipare ai loro concerti, vedermi soundcheck e prove prima di ogni live.
Così è stato e così sarà, almeno mi piace pensarlo, per il futuro. E alla casa del Jazz bel concerto (e le mie foto pre-concerto)