Ma cos’è Out?

Sinossi per pigri

compleannoSinossi per pigri, per sapere che roba è la “cosa” in cui vi siete imbattuti.

Out nasce nel 1998, fanzine cartacea, quindici numeri, anche piuttosto celebrati da certa critica: fumetti, racconti, saggi e articoli, acidità e DIY. Poi il tempo vene meno e le uscite si diradano.

Nel frattempo ci si è detto: perché non una versione elettronica? Si comincia su Altervista, poi su Blogspot e ora con un blog quadrato e semplice su WordPress. Semplice ma speriamo non semplicistico: speriamo trasmetta la complessità delle spinte e dei pensieri che su carta, grazie alla splendida impaginazione di Antonio Flocco, esplodevano di gioia e rivoluzione.

Siamo a otto anni di blog, tante visite, amici che passano, salutano e interagiscono perlopiù sui social, anche se a noi piacerebbe più leggerli qui. Se andate lì, la pagina è questa: https://www.facebook.com/pages/Out-Fanzine-RadioOut/149421088468219

Ciao e… buon compleanno ad Out!

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Una domanda ritorna ciclica come una zanzara ad agosto: ma noi cosa siamo?
La risposta pare semplice: fanzinari dal 1998, una pubblicazione che mischia fumetto, arti visive, pittura, musica, recensioni, costruita prima in casa, poi grazie all’ausilio di un grafico di prim’ordine come Antonio Flocco (il Flok).

Ma forse le cose sono più complesse.

Il progetto (parola magniloquente, ma non ne ho altre che rendano l’idea) ruota intorno a un nucleo di persone che amano quello che fanno e fanno ciò che piace loro, perché è raro che accada nella vita quotidiana di sperimentare spazi di libertà.
Se a volte Out pare prendere direzioni strane (come fondare un podcast, sperimentare su un blog, parlare a ruota libera di poesia e rock contemporaneo) è perché le persone prendono direzioni inaspettate, e Out è l’approdo, o la deriva, delle mille direzioni che la nostra fantasia può prendere…

Il Blog di Out, così come la fanzine, sono anche uno spazio aperto a chi voglia proporre i propri testi e alle band che vogliono entrare nelle trasmissioni del nostro piccolo podcast.  L’email è la solita: webmastermascherato (chiocciola) gmail (punto) com… non smarritela.

Radio Out, questa risorsa web che ognuno può scaricare o ascoltare in streaming, apre le porte a tutti con la trasmissione Playlist a chiunque voglia dire la sua al mondo attraverso le canzoni. Nuove trasmissioni arriveranno nella seconda stagione, ma, come detto, quale direzione prenderà l’anelito della fragile libertà dopolavorista non la conosciamo ancora.

Volete seguirci? Abbandonatevi al flusso del fiume… ma le acque son mosse, non scordatevi di portare la paperella!

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PRESENTAZIONE OUT (Apparsa su Out Deluxe 2009 – edizioni Cagliostro)
A cura di Gruppo Out

Fotocopie spillate, fanzine. Fumetti, illustrazioni, recensioni, cinema, poesia, musica, racconti,…Out!
A volte nasce un’esigenza, una spinta che sposta da un dove ad un altro dove. Un mezzo di comunicazione –una piccola fanzine- per dare corpo e voce a delle idee. Idee che frullano in testa e che hanno la necessità di trovare uno sfogo. Ed è così, dopo esperimenti sparsi, che nasce, nel 1998, “Out”. Nel mezzo…voglia di comunicare, di confrontarsi, di focalizzare, di mettersi in gioco e…giocare e giocare. Si tratta di un gioco carino. Noi ci divertiamo così, accostando illustrazioni a poesie di poeti nostrani, poeti non famosissimi, ma che a noi piacciono. Ci si diverte accompagnando con disegnini racconti di scrittori nostrani, scrittori non famosissimi, ma che a noi piacciono. Ci si diverte creando ed inserendo fumetti dove il tratto, il segno, lo stile,…è libero, sganciato dalle imposizioni di mercato. Giocare e divertirsi, a volte prendendosi sul serio, a volte solo per provocare. Con un immaginario dove fluttuano idee, pensieri, cinismo. La nostra boccata d’ossigeno.

Una redazione, caso peculiare, per lo più femminile e uno zoccolo duro di collaboratori. Ognuno -con scritti, disegni e quant’altro- aggiunge un tassello al nostro piccolo pezzo di storia, al nostro laboratorio aperto. Fanzine, da sempre, come sinonimo di controcultura. Out come nome per puntare il dito sulle cose sbagliate, quelle cose che si scartano,…un nome che racchiude più significati, significati che sentiamo, indiscutibilmente, vicini. Dodici numeri alle spalle, il 13 dietro l’angolo. Ogni numero un piccolo passo avanti. Ogni nuova uscita, un nuovo traguardo. E un nuovo punto di partenza. La scelta del mezzo fanzinaro come passo obbligato (pratico ed “economico”, viste le difficoltà ed i costi di una produzione seria) che lascia fuori scadenze, corse all’ultimo minuto, direttori responsabili, costi da rispettare…
L’aperiodicità, a volte, è proprio una bella cosa. Abbiamo giocato e ci siamo divertiti con Kurosawa, Tank Girl, Esp, Kieslowski, Death, Cages, Inger Lorre, Topina Comixx, Videoarte, Hellblazer, P. J. Harvey, Perfect Trip Production, Vertigo Presenta, Nick Cave, No Logo, Black Orchid, Calimero, Queenadreena, John Doe, Coconino Press, Ejzenstejn, Toccafondo, Palladium, Siti Internet, Nine Inch Nails, Rosa di Strada, Fables, …

E come spesso capita, la famiglia si allarga. All’Out cartaceo si è affiancato l’ Out on line, merito di un webmaster mascherato che ha organizzato e dato vita ad un bel blog. Sfruttando nuove risorse, quell’internet che a non tutti piace ma che dilaga, abbiamo la possibilità di dire nuovamente la nostra. Out rimane un laboratorio dove si creano fumetti, immagini, racconti. Una scommessa che sul blog allarga la propria visione d’insieme. Out ha portato persone, dalla redazione (Claudia Amantini, Laura Canti, Antonio Flocco, Simona Petrucci) ai collaboratori/lettori, a discutere e a rimettersi in gioco. Come nelle più belle delle sfide. Out ha raccolto le poesie & racconti di Monica Andreis, Nicola Argenti, Ferruccio Brugnaro, Chicca D’Andreamatteo, Gianni Donaudi, Lisa Massei, Alberto Rizzi, Serena Sbrana,…gli articoli & recensioni di Claudia Amantini, Bi.Di.Esse, Antonio Canizzaro, Roberto Ferretti, Milena Giannotti, Francesco Misiti, Marta Ugoccioni, Gianluca Umiliacchi,…le illustrazioni & fumetti di Michele Agosteo, Claudia Amantini, M. Francesca Arcangeli, Laura Canti, Paolo Feduzi, Giò Filocamo, Antonio Flocco, Eleonora Papini, Claudio Parentela, Simona Petrucci, Fabrizio Perinelli, Lara Quatrini, Marco Salogni, Gianluca Umiliacchi,…con le inevitabili scuse per chi abbiamo dimenticato di nominare. Fotocopia dopo fotocopia e aggiornamento dopo aggiornamento, Out prosegue, sotto il segno dell’ aperiodicità, la sua avventura…

  1. settembre 25, 2008 alle 5:51 pm

    divertente fare out
    divertente collaborare ad out
    divertente essere out
    soprattutto (per me) divertente LEGGERE OUT

  2. WebmasterMascherato
    settembre 27, 2008 alle 2:14 pm

    ciao serena: condivido in pieno quello che dici, ma…perché non ci invii qualcosa da pubblicare anche sul blog?

  3. novembre 21, 2008 alle 10:15 am

    Ciao, scusate, leggo su fantasciernza.com (http://www.fantascienza.com/magazine/notizie/11641/fantascienza-mon-amour/) di un concorso di FS d’amore. Ma dov’è il bando qui? Grazie.

  4. WebmasterMascherato
    novembre 22, 2008 alle 1:34 pm

    Gentile Francesco,
    trovi il bando per il concorso letterario di Out partendo da questo nostro post. Attendiamo il tuo lavoro. Un saluto😀

    https://blogdiout.wordpress.com/2008/10/17/out-book-out-si-fa-libro/

  5. novembre 29, 2008 alle 4:43 pm

    Messaggio per Claudia Amantini:

    Ciao Claudia,
    quando trovi il tempo e la voglia fatti viva. Ho cambiato casa ma non il paese.
    Un augurio a proseguire. Io mi sono fatto prendere dai problemi quotidiani e non ho più disegnato quest’anno. Spero che mi ritorni la voglia di farlo nel prossimo…
    Ciao.

    Antonio Biella

  6. gennaio 17, 2009 alle 9:10 am

    Mai dire mail, eh?

  7. WebmasterMascherato
    gennaio 17, 2009 alle 1:28 pm

    avrei voluto inviartela, ma non l’ho trovata sul blog (cerco meglio…)

    la nostra è

    webmastermascherato(chiocciola)gmail(punto)com

  8. mauro chiai
    aprile 20, 2009 alle 10:34 am

    Dopo 12 anni di assenteismo totale in-giustificato un grosso saluto di CUORE a Monica Andreis. maurochiai@gmail.com

  9. ottobre 16, 2010 alle 3:38 pm

    mi piace questo Out🙂
    Ciao

  10. clà
    ottobre 16, 2010 alle 4:58 pm

    la cosa… fa piacere! 😉

  11. gennaio 10, 2012 alle 9:30 pm

    C’è troppo silenzio nei MUSEI

    Sciiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!Al Museo non si urla ma Nel museo forse si…. e poi qui siamo al Teatro pertanto:
    AHOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!

    Il silenzio degli artisti nuoce gravemente all’arte contemporanea e uccide anche te digli di smettere.

    Il silenzio è mafioso.

    Il silenzio è spesso sopravvalutato.

    VELODICO: “Scoprire è importante ma capire è ancora più importante”

    VELODICO: Intendo con il mio intervento creare uno spazio di riflessione che metta in discussione la natura dell’arte e dell’artista tentando di aggiungere se fosse possibile ancora più disorientamento.

    Ma Sciiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii
    Non fatelo sapere in giro qualcuno potrebbe aver paura.
    Paura di quello che non si conosce.
    Paura di quello che non si capisce.
    Paura di chi è diverso.
    Ma chi ha paura muore tutti i giorni mentre chi non ha paura muore una volta sola.

    PERTANTO!

    Io sono PIǓ sereno, perché non devo PIǓ dimostrare niente, non devo PIǓ raggiungere nessun obbiettivo, non mi aspetto PIǓ niente da nessuno, non voglio PIǓ ascoltare chi è contro di me, ma devo solo continuare di PIǓ a fare quello che so fare perché so di farlo bene, PIǓ di molti altri, tutto il resto non conta PIǓ e non mi interessa PIǓ, ho imparato ancora di PIǓ a godere di tutto quello che faccio senza piangere PIǓ, senza rimpiangere PIǓ tutto ciò che non arriverà PIǓ, se qualcosa in PIǓ arriverà quando arriverà bene, se non arriva non importa PIǓ, voglio vivere con PIǓ gioia quello che faccio ogni giorno di PIǓ, e tutto il resto non conta PIǓ, e non ho PIǓ nulla da dire.

    MA TUTTO QUESTO NON È VERO

    PER QUESTO

    Per esempio adesso odio tutti gli artisti odio tutte le stelle del mondo
    e questa pioggia di mostre
    Per esempio adesso odio tutti gli artisti odio tutto l’amore del mondo e questa pioggia di esposizioni…. quando mi guardate così.
    Quanti sogni diventano grandi…. elevarsi e cadere è tutto uguale, tutto il resto è rumore, disordine.
    Qual è il peso della tua libertà? io conosco il mio.
    Per esempio adesso odio tutti gli artisti odio tutto l’amore del mondo e questa pioggia di rassegne.
    Per esempio adesso odio tutti gli artisti odio tutte le stelle del mondo e questa pioggia di vetrine… quando mi guardi così, quando mi guardi così.

    MA ANCHE QUESTO NON È VERO

    Aria nuova:
    Gramsci “Posso dire che se è vero che un vecchio ordine sta morendo è altrettanto vero che un nuovo ordine non è ancora nato, questo è il momento in cui possono apparire dei mostri.”

    SciiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiSottovoceSottovoceSottovoce

    Cari ragazzi mi dispiace deludervi ma non è vero che chi l’ha dura la vince, non è vero che se hai tenacia e costanza prima o poi avrai successo, se sei fortunato forse con queste caratteristiche potrai raggiungere qualche tappa intermedia, ma quello che è indispensabile più di ogni altra cosa per riuscire nei propri intenti è un eccezionale proposta artistica. Per riuscire, il valore della propria opera deve essere alto, molto alto, ma sappiate che avvolte anche essendo altissimo potreste non riuscire nei vostri propositi in quello che vi siete prefissati e solo se riuscirete a mettere in conto anche questo nei vostri piani allora potrete affrontare con più serenità il vostro percorso senza dare credito a tutti quei coglioni che vi dicono che bisogna solo essere caparbi e ostinati ed il resto verrà da se.

    Un coglione…. io:
    I veri artisti sono coloro che si ostinano a fare delle cose anche quando nessuno le capisce, quando nessuno ne comprende il valore…. e se a decidere la carriera di un artista continuerà ad essere la politica interna all’arte secondo criteri di appartenenza e conoscenza piuttosto che la capacità e meriti acquisiti sul campo, presto nessuno avrà più voglia di impegnarsi per dare il meglio di sé al reale dibattito artistico, e le cose andranno sempre peggio.

    E se avesse ragione Fiume? (il fiume in piena) che ha detto:
    “Io credo che si deve prendere in particolare considerazione chi viene denigrato, diffamato e ostacolato perché è assai probabile che si tratti di un genio.”

    È successo a Venezia
    È successo alla Biennale
    È successo durante la conferenza
    È successo mentre parlavano
    È successo in maniera rapida
    È successo che………….
    Ma è successo, questo è importante.

    Il successo postumo di Vincent Van Gogh non è quello di uno sfigato a cui ha detto culo, ma quello di uno sfigato ultraiellato.

    La prima cosa che imparano tutti i nuovi avventori dell’arte e frequentatori dei vernissage è quello di non salutare mai per primi, anzi possibilmente non salutare proprio, ma aspettare sempre che siano gli altri a salutare per primi o quanto meno ad accennare un saluto. È come se fosse in atto una sorta di duello dove ognuno dei due pensa cosi di valutare la stronsaggine di chi ha fronte, in quanto si tende a pensare che quanto più uno sia stronzo tanto più sia un personaggio importante

    In “Cosmogonia e cosmologia” Philip K. Dick sostiene che forse noi tutti siamo degli artefatti (probabilmente un po’ stronzi aggiungo io) visto che teniamo all’oscuro il nostro artefice, (Urgrund) che ci aveva creato prima che se ne dimenticasse, ai fini della comprensione di sé. Insomma in buona sostanza e come dire che non siamo nella merda ma siamo la merda.

    Noblesse oblige
    Noblesse oblige
    Noblesse oblige
    Noblesse oblige
    Noblesse oblige insomma sta cosa significa:
    Espressione francese che significa “la nobiltà obbliga”, e che significa che chi ha un determinato rango è costretto a mantenere un atteggiamento adeguato. Viene spesso usata in modo ironico.

    Vecchioni
    Non si può dire ad una persona si te stesso perché spesso ciò non è possibile per molteplici motivi ma più giustamente bisognerebbe dire
    “Si correttamente simile a te stesso”

    Cooper
    …. ma se da una parte manca il bersaglio fa centro dall’altra, perché anche le parole sono pietre, pietre di altro tipo, scagliate, indietro nel tempo fino al ricordo del dolore oppure in avanti, fino al momento della nostra lettura, e più lontano ancora, nel futuro delle letture a venire.

    I’am a real artist

    I don’t give up
    I don’t give up
    I don’t give up
    I don’t give up
    I don’t give up
    I don’t give up
    I don’t give up
    I don’t give up

    I’am a real artist

    I do not give up
    I do not give up
    I do not give up
    I do not give up
    I do not give up
    I do not give up
    I do not give up
    I do not give up

    Ma ora i miei 10 minuti di notorietà sono finiti quindi vi ringrazio e vi saluto cosi!….

    “Sono un eroe perché lotto tutte le ore”
    Caparezza

    “E un’altra possibilità io la voglio, non posso farne a meno”
    La Cruz

    “E l’ho pagata cara la mia presunzione ma io volevo solo essere il migliore”
    Venditti

    “Cosa si prende cosa si da quando si muore davvero”
    Ruggeri

    Ci sono cose che nessuno ti dirà
    Ci sono cose che nessuno ti darà
    Sei nato e morto qua nel paese delle mezze verità
    Fibra

    “Quante volte io dovrò morire per sentirmi ancora vivo?”
    Masini

    Si! “Sono solo canzonette” dice Eduardo Bennato, ma se avesse ragione
    Philip K. Dick che in “Valis” sostiene che il senso della rivelazione di molte verità potrebbe essere contenuto proprio tra queste?
    Io non voglio correre il rischio di perdere questa possibilità, e voi?

    FINALE – THE END

    Ninetto
    “A papà me sa che la vita è niente”

    Totò
    “E certo! La morte è tanto…”

    Accattone
    Scena finale
    “Ecco mo’ sto bene”

    Pino Boresta

    ArtBlitz compiuto l’11 dicembre 2011 alle ore 17:30 in occasione della Giornata del disorientamento dal titolo “da mezzogiorno a mezzanotte” tenutasi al Teatro Valle di Roma da A.R.I.A. al Valle Occupato.

    Qui anche foto
    http://tuttomostre.blogspot.com/2011/12/i-dont-give-up.html

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