Recensione: Vittorio de Angelis, “Perspective” (cd, 2022)

by WM

Jazz per tutti o per pochi? Per uno che non ama dibattiti, la recente discussione sulla “popolarità” del jazz mi ha interessato e stupito, perché ero combattuto fra il realismo di chi non si illude che in tempi di trap e fruizione dagli altoparlantini degli smartphone il jazz abbia un pubblico anche potenziale e quelli, invece, che non demordono, che attendono tempi migliori, perché non è finita finché non è finita.

Qui su blogdiout un po’ di jazz ne abbiamo masticato, dischi che fanno capolino tra tanto “indie” velleitario che invade laposta.out@gmail.com, la nostra povera email, come il mare la stiva del Titanic. Quando New Model Label ci manda “u jèzz” ci fiondiamo a pesce e scopriamo un disco brioso e divertente, che si fa ascoltare con una facilità impressionante, “Perspective” del sassofonista Vittorio de Angelis.

– Ricerca qui non è puntare sull’emotività del suono ermetico o il rumorismo “free”, ma imparare da tutte le branche e i rivoli del “jazz” popolare;

– c’è il jazz delle colonne sonore “exploitation”, il “cool” il jazz elettrico (qualche vibrazione mi ha riportato a “In a silent way” di Miles Davis, uno dei miei dichi dell vita; c’è il funk, l’afro-beat, la fusion con piccoli tocchi diciamo latini: insomma, tutti i Jazz che volevano farsi ascoltare, ballare, che volevano tante e tante orecchie all’ascolto, quello vissuto dai tanti e amato dai più;

– nota lietissima: non sono bravi solo i musicisti, maestro de Angelis in primis, ma anche i cantanti , e in un disco italiano non è mai scontato; quelli cattivi trasformano il nostro jazz in una sorta di cover band alla matriciana delle cose d’oltreoceano: quindi faccio una menzione speciale a Leo Pesci (“My own way”, “Rose”) e Gabriella Capua (“Deep”);

– la fruibilità “pop” del disco, l’ascolto casuale come colonna sonora delle proprie giornate, è altissima.

Tornando alla domanda iniziale sull’essere popolari e pop, perché non porla direttamente all’artista? Ecco la sua risposta:

Dire pop in Italia per alcuni musicisti jazz sembra quasi pronunciare una parolaccia. In effetti molti degli artisti blasonati e leggendari, che ammiriamo tutti, sono soprattutto artisti pop. Basti pensare a Stevie Wonder, Prince, David Bowie, i Beatles e a molti altri ancora, allora direi che i jazzisti dovrebbero prendere consapevolezza che esistono delle formule comunicative nel pop che possono essere assimilate e riproposte col linguaggio e con la tecnica di un musicista jazz senza che la qualità e l’onestà della propria musica ne venga compromessa.”

Sottoscrivo tutto e raccomando il freschissimo “Perspective” come una ventata di aria fresca e di leggera ironia di cui c’era francamente bisogno.

LINK UTILI:

https://vittoriodeangelis.bandcamp.com/
https://open.spotify.com/artist/7oH5KJ7WXVWYkqs4GAgQHY?si=jsmwde01SJSykZRbjUCULQ&nd=1
https://www.facebook.com/VittorioDeAngelisJazz

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