Scisma

by WM

dal-pci-al-pd

piccolo spazio pubblicità (cit.)

Scisma è una parola che mi ha sempre affascinato, sia per il senso di taglio chirurgico e cesareo per nettezza e inevitabilità, sia per il senso di liberazione che sopraggiunge quando ti levi di dosso un peso morto. C’è voluto uno scisma per convincermi a pensare alla politica, e c’è stato bisogno di un trauma per farmi risvegliare da quel 2011 dove ormai era chiaro che non eravamo un paese normale, ma anche peggiore di quello che nei miei sogni peggiori potevo fingermi; non mi stupisce, né mi turba, quindi, se quelli là hanno distrutto tutto e ora tirano pure lo sciacquone. Quelli là sono il Pd.

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ma pd!

Chi non ricorda la caduta del governo di B. ? Chi non ricorda ricatto dei mercati, lo spread e la promessa di un default argentino se non ci fossimo piegati alla politica dell’austerità? Servi dei servi siamo stati (servi dei servi ribadisco) e nemmeno la fine di Silvio, verso cui non sono stato mai tenero, mi parve giusta: un Cesare pugnalato.

Da quel momento una sinistra “blairiana” ci ha governato coi metodi e coi programmi della destra, insegnandoci il disimpegno e la spregiudicata libertà di chi ama passare col rosso ed evadere le tasse, ma con allegria.. E guai a protestare, o si era passatisti, nostalgici del tempo che fu e mai più sarà: è calato il silenzio, sopravvivevamo alla fine dei nostri sogni, alla rovina della banale idea di un paese normale.

E come potevamo noi cantare col piede straniero sopra il cuore, tra i morti abbandonati nelle piazze?

E ora?

Ora i compagnucci della parrocchietta del Partito Disastrato lasciano il chierichetto del loro leader scout e col babbo imprenditore inquisito, insieme alla sottosegretaria tutta sorrisi e col babbo banchiere inquisito, e mi parlano di socialismo, di critica al Capitale, di popolo da riconquistare alle destre, il tutto dopo aver ricapitalizzato le banche e votato il Jobs Act, robe che neanche il Silvio dei tempi d’oro.

Ma vaffanculo.

Certo, ovvio: un cordiale vaffanculo, ma andateci.

hanno-la-faccia-come-il-culo

scritto ieri, anzi no

Perché a tradire le idee non sono stati i cattolici liberali che impongono l’abolizione dell’articolo 18, ma chi da anni spiana loro la strada, innalzando l’imprenditore a categoria sacra dello spirito e si è scordato dei diritti dei lavoratori. Chi ha ammainato la bandiera in nome di una modernità da fastfood, perché il potere faceva gola e il far politica no, perché lo chiedeva la disciplina di partito.

Che bella parola: “partito”. Non la pronuncio da quando avevo i capelli biondi.

Vent’anni di retorica anti-partitica hanno distrutto le scuole di partito, le sedi di partito, le riunioni di partito dove si formavano i quadri dirigenti, lasciando la gente a pascolare in piazza o nei mcdonald e non insegnando loro che quando qualcosa non va, bisogna unirsi, sintetizzare nuove idee e portare avanti una battaglia politica e, scusate la parolaccia, ideologica. Sissignori, ideologica: non ideuzze raccattate qui e là, ma una lucida e rigorosa visione del mondo, un sistema strutturato di progetti e idee coerenti. Ma se il paese è ormai immemore delle battaglie politiche giuste (si è fatto togliere l’articolo 18 senza quasi fiatare), quindi come potremo mai ritornare a far politica?

I sinistri del Partito Disastrato lasciano una barca che affonda, pensando di rifondare il PCI-PSI senza avere sedi, soldi, persone: se in maniera complice non parli di socialismo da un trentennio, chi potrebbe mai dare fiducia a un’idea astratta e sbandierata da dei mediocri? Dai Bersani (il liberalizzatore), dai D’Alema (il baffetto sul catamarano), dai… basta, i compagni seri son tutti morti, restano i pupazzi.

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datemi dieci euri e ve lo faccio più figo

Il PD si scinde, in quante parti non si sa; Sinistra Italiana, alternativa non ancora nata, con un tasso di emoglobina ancora ignoto e dal logo disegnato col Paint di Windows , si è già scissa verso Pisapia e verso l’autarchia autosufficiente, il M5S è primo partito, con promessa di diventare forza di governo e diverrà sempre magiormente attraente a furia di vaffa e polizze vita. La sinistra si parcellizza in atomi insignificanti, che anche se fossero quantitativamente concreti e visibili, si rifarebbero a idee non condivise, a vaghe nostalgie dei tempi che furono, utili a tirar su qualche voto ma incapaci di aggregare consenso, di stabilire un programma di azione.

13-03-storia%20del%20mondo%2007-002-bLa tradizione politica del ‘900, indegnamente rappresentata dal Partito Disastrato, era stata fondata da quel piccolo gigante sardo, capace di avere una visione del futuro anche quando finì in una galera umida a morir di tisi. Come Roma, era stata fondata da un Augusto; essa ora si conclude con il rumore delle forbici che scindono e con  tanti Romolo Augustolo, re piccini della decadenza che si fanno mettere in esilio e lasciano ai barbari lo scettro, incapaci non solo di pensare alla grandezza della Roma che fu, ma anche di guardarsi in faccia e riconoscersi.

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