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Metalrece: Riti Occulti+Paul Chain

by Doom

riti_occulti_hi_res_1tRITI OCCULTI – Tetragrammaton 2016
Nordavind Records & Triton’s Orbit / Against PR

Riti Occulti sono ritornati con il terzo album in studio intitolato “Tetragrammaton”, che uscirà il 7 ottobre 2016 per  la Nordavind Records & Triton’s Orbit. Concept album incentrato sul tetragramma biblico ch’è la sequenza delle quattro lettere ebraiche che compongono il nome proprio di Dio descritto nel Tanakh: in ebraico: יהוה? (yod, he, waw, he, da leggersi da destra a sinistra).
Gli RO nascono a Roma nel 2011 da un’idea di Niccolò Tricarico e Ivano Mandola. Partendo dal duo basso/batteria, la band prende la sua impronta originale con l’apporto dei sintetizzatori di Luciano Lamanna e l’ingresso in formazione delle due cantanti, Serena Mastracco ed Elisabetta Marchetti. Il primo full length omonimo è una massa di riff monolitici che inghiottisce l’ascoltatore in un abisso di psichedelia orrorifica e di atmosfere ritualistiche. Una proposta musicale, quella dei Riti Occulti, incentrata su alcuni generi di riferimento quali il doom, il black metal e la psichedelia degli anni ‘70: una miscellanea di suoni ipnotici e di tematiche esoteriche. Nel 2012 esce “SECTA”, concept album sull’Alchimia nel quale ogni canzone è dedicata ad un elemento alchemico. Negli anni la band ha affinato e migliorato il proprio sound, diventando più ritualistico, psichedelico e greve, arricchito da massicce dosi liturgiche ed etniche. Tutta questa ricerca-maturazione la si può ascoltare nel nuovo Tetragrammaton che tutto sommato è un lungo ed affascinante viaggio nel ventre della bestia nera. Ho detto bene?

2013-1dPAUL CHAIN – Alkahest 2016
Minotauro Records / Against PR

Alkahest uscì nel 1995 per la Godhead Recordings sotto-etichetta della Flying Records e doveva rappresentare il tanto atteso salto di qualità che avrebbe permesso il realizzarsi delle aspettative di uno dei più promettenti protagonisti della scena italiana: ad accrescere il lustro del platter in questione c’era persino la prestigiosa ugola del grande Lee Dorrian (ex-Napalm Death, ex-Cathedral). Eppure l’impresa fatalmente fallì a causa dell’inaspettato fallimento della Flying. Per riportare alla luce questo monile del doom metal italiano ed internazionale, seppellito sotto una coperta di polvere e detriti causati dal cedimento strutturale della etichetta che doveva dare lo spintone giusto per proiettarlo nel firmamento della cult band, ci ha pensato la Minotauro Records, vecchia etichetta del Chain, con una prima ristampa nel  2013 e con la seconda a giugno scorso. ‘Alkahest’, uno dei lavori più completi ed emozionanti della discografia di Paul Chain.
“Alkahest”, che secondo gli alchimisti del Medioevo e del Rinascimento era la sostanza in grado di sciogliere qualsiasi materiale, compreso l’oro, pare aver paradossalmente dissolto con la sua uscita, oltre a un’intera casa discografica, anche quella che doveva essere una delle più grandi occasioni di Paul Chain. Siate buoni e tuffatevi nel cuore pulsante di questo lavoro senza maschera e boccaglio.

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