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Recensione: Gli Ultimi Cosmonauti, “Sputnik1” (2015)

di Gaia Zangla

Sputnik1Ed eccomi qui a recensire un nuovo gruppo dopo mesi tra studio intensivo e troppe serie tv da recuperare. Durante la mia lunga pausa estiva, non avendo che fare, ho aperto la cartella sul desktop del mio computer rinominata “recensisci al più presto” e leggendo i tanti nomi dei gruppi da consultare, me n’è saltato agli occhi uno in particolare: Gli Ultimi Cosmonauti.

Devo ammettere che, ascoltando e riascoltando l’ep, il sound è la cosa che più mi ha colpito e piaciuto. Ho notato anche in qualche canzone qualche somiglianza con i Depeche Mode degli anni 2000, a maggior ragione per la presenza marcata della tastiera, e innanzitutto affinità con i Subsonica. La somiglianza con quest’ultimi si fa più radicata in “Tracce”, tanto è vero che è la canzone che preferisco in assoluto dell’ep, difatti credo che in questa “traccia” esca la vera anima cosmica del gruppo. Tuttavia, la canzone meno inerente al tema spaziale è “Emily”, dove il sound cambia enormemente nella maggior parte della canzone, fatto che ho gradito poco. Nel complesso, posso dire che i Cosmonauti hanno la mia benedizione.

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