Home > storie, Uncategorized > Out a zonzo: Flok in Russia

Out a zonzo: Flok in Russia

11138129_10153858737655539_591719644546803338_ndi Antonio Flocco

“UNA VOLTA AMPLIATA DA UNA NUOVA IDEA, UNA MENTE NON TORNA PIÙ INDIETRO ALLE SUE DIMENSIONI ORIGINALI” – Ralph Waldo Emerson

Queste parole mi tornano in mente ogni volta che rientro da un viaggio, quando la routine prova a riprendere il sopravvento facendosi spazio a gomitate fra i ricordi.
Allora ho deciso di raccontarvi tutto attraverso una lista di cose che ho pensato o fatto per la prima volta durante questo viaggio. Così, senza pensarci troppo, in ordine sparso:

13043260_10154042376445539_457443923916756200_n– ho visto passeggini per bambini con gli sci al posto delle ruote
– ho fatto mangiare scoiattoli selvatici dalle mie mani (qui c’è il video https://www.youtube.com/watch?v=u-4vuk0ZIBo)
– ho capito cosa si prova a esporsi a temperature prossime ai -30°
– ho assaggiato cамогон, холодец, сгущёнка, пельмени e altra roba buonissima
13015387_10154042380530539_1597658241427327672_n– sono stato in un ristorante dell’Azerbaijan
– ho visitato una caverna di ghiaccio
– sono stato per la prima volta in un paese del mondo in cui ero considerato un extracomunitario, e ho dovuto richiedere il visto al consolato con tutta la trafila burocratica. Domande, registrazioni, assicurazione sanitaria privata e cartacce varie
– sono stato perquisito da una poliziottona russa con le mani grosse come quelle di un muratore
– ho comprato al supermercato birra alla spina in bottiglia, appena spillata
– mi sono lanciato giù per una collina innevata su un cuscino gonfiabile urlando “Поехали, cazzo!”, le ultime parole dell’astronauta Yuri Gagarin prima del lancio che l’ha portato nello spazio
12795443_10153901208230539_958688246606980274_n– ho visto interi edifici fatti di ghiaccio e ci sono salito dentro. E ne sono uscito tramite scivoli di ghiaccio
– sono stato in un vecchio tram e in un trenino elettrico dell’epoca soviet. “Trenino” per modo di dire, è molto più grande dei nostri, e anche i binari sono più grandi

12650908_10153858735775539_2914488929950919051_n

monumento a Jurij Gagarin

– ho comprato acqua in bottiglioni da 5 litri in distributori automatici sparsi nella città
– ho visto un vero scheletro di mammuth e tyrannosaurus rex
– ho lanciato acqua calda nell’aria fredda dalla finestra, e l’ho guardata vaporizzarsi all’istante (qui c’è il video https://www.youtube.com/watch?v=B–OZrGyidM)
12802846_10153901205505539_7095038025873869797_n– ho imparato a capire, leggere e pronunciare molte nuove parole in russo
– ho saputo che in passato, se volevi fare il vigile del fuoco in Russia, dovevi per forza saper suonare almeno uno strumento musicale
– sono stato vicino al posto in cui il dottor Zivago ritrova Lara Fedorovna nel famoso libro
– ho fatto un viaggio di 6 ore in autobus e 3 ore di camminata nella neve
12592455_10153858739190539_6344070985549237766_n– ho mangiato di notte su un aereo un panino russo triplo strato con pane nero, carne, peperoni fritti, formaggio fuso e non so quanta altra roba
– non ho mai assaggiato così tanti tipi di tè diversi
– ho visto e toccato armi e oggetti d’epoca utilizzati nella lotta contro il nazifascismo
– ho passato una settimana intera senza vedere il sole
– ho visto l’orologio della stazione segnare l’ora sbagliata. E poi mi hanno spiegato che tutte le stazioni hanno un orario unico, indipendente dall’orario locale. Se ti trovi al confine con l’Europa o davanti al mar del Giappone non fa differenza, in tutte le stazioni e in tutti i treni è sempre la stessa ora.
– ho mangiato “caviale” vegetariano
– sono stato in un palaghiaccio con impianto di riscaldamento (fuori c’erano -20 gradi mentre dentro 0, si stava benissimo)
– ho imparato a usare due paia di guanti contemporaneamente
– in fondo alla caverna di ghiaccio, a quasi 100 metri sottoterra, la guida ha spento tutte le luci per pochi secondi e ho capito quanto può essere forte l’esperienza del buio assoluto
– ho visto un’alba alle 10 del mattino
– ho mangiato un gelato nell’inverno russo
12998748_10154039996565539_7160771512103347250_n– ho visto dal vivo degli oggetti di design sovietico che avevo studiato all’accademia d’arte
– ho imparato che batteria (lo strumento musicale) si dice bàrabàn in russo
– ora so che ci sono russi con gli occhi a mandorla (e non sono asiatici, sono proprio russi)
E sicuramente ci sarebbero molte altre cose che andrebbero citate e che adesso mi sfuggono, ma che, consciamente o inconsciamente, contribuiscono all’espansione della mia esperienza umana.

1451963_10153939999975539_1490164212237298946_nChi mi conosce sa che sono passato negli ultimi anni attraverso eventi particolarmente duri che hanno profondamente cambiato la mia percezione di questa esperienza umana e del tempo a essa dedicato, spingendomi, ancora più di quanto non lo fossi già, lontano dall’adattarmi passivamente allo schema di vita imposto da un modello di società che disprezzo e che non mi rappresenta: nasci – accetta un lavoro qualunque anche se ti fa morire lentamente dentro purchè sia pagato – spendi il denaro guadagnato uccidendo il tempo della tua unica vita per comprare cose che non ti servono ma dimostrano a te stesso e agli altri che te le puoi permettere – consuma – prega – consuma – riproduciti – consuma – crepa.
10269382_10153939997040539_1562921004622129323_nSono sempre più convinto che sia necessario liberarsi da certi schemi antiquati, zoomare all’indietro, allargare ‘sta cazzo d’inquadratura e vedere chi davvero vogliamo essere, al di fuori dei ruoli impostici dall’esterno.
Osservare la realtà con occhi avidi e spalancati, vederlo e viverlo, il mondo, riempire la nostra unica vita di esperienze reali e autonome fino al punto tale da avere meno rimpianti possibile – l’impossibile è non averne nessuno, e sfido chiunque a dimostrare il contrario – di provare a ridurre quell’infinita lista di “cose che avrei voluto fare” invece di perdersi nei dettagli per il non riuscire a inquadrare il tutto dalla giusta distanza: impegnati a zoomare in una visuale troppo ristretta, ci si perdono tutte le cose grandi appena fuori dal campo visivo.
Finchè conserverò questa curiosità e questo istinto di esplorare, imparare e capire nuove cose, non diventerò mai vecchio.

12705193_10153858733710539_29085534074542668_n

“NELLA PROFONDITÀ DELL’INVERNO HO IMPARATO CHE SI TROVA IN ME UN’INVINCIBILE ESTATE”
– Albert Camus

Ah, un’altra cosa che va aggiunta all’elenco delle nuove esperienze:
– ho visto la mia prima alba russa dal finestrino di un aereo. Guardavo in basso e c’erano città bianche, campagne bianche, foreste di un bianco un po’ meno bianco attraversate da serpenti lucidi di fiumi ghiacciati, poi guardavo in alto e c’era un sole enorme che sorgeva e sembrava volermi abbracciare, e io pensavo: ogni giorno che mi mostra qualcosa di nuovo è un buon giorno.

  1. Non c'è ancora nessun commento.
  1. No trackbacks yet.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: