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Beba.txt: Boards of Canada

Beba una mattina si sveglia e decide di immergere noi nei suoi sogni di carta e musica. Chiudiamo l’ultimo gancio dello scafandro e scendiamo nella psichedelia dei beba.txt…

di Marilena Sterrantino

 

Mi sentivo come Ulisse legato all’albero maestro di una nave che, calma, si avvicinava verso l’impensabile.. voci lontane, dolci paradisiache melodie ondeggiavano verso di me e sembravano accogliermi in quel luogo così paradossalmente oscuro.. le vele si gonfiavano, così come i miei polmoni, e io respiravo come se i polmoni stessi volessero uscire fuori dalla gabbia. Prendevo grandi boccate d’aria, tutto era nuovo, la tensione aumentava senza precedenti, ma sentivo i battiti del cuore rallentare quasi fino a pensare di morire: facevano silenzio perché io sentissi meglio il suono dei Boards of Canada!

Non sono sirene ma tritoni questi due giovani DJ scozzesi, i fratelli Michael Sandison e Marcus Eoin Sandison, creatori dell’inconfondibile sound elettronico che da circa vent’anni sforna capolavori uno dopo l’altro. Psichedelici, mistici, misteriosi, sembrano avere una certa affinità con quel rock psichedelico che brucia negli anni ’70,periodo in cui alla tv vanno in onda i documentari del National Film Board of Canada, dai quali Michael e Marcus estrapolano nome e campioni per comporre la loro musica. Ecco che suoni elettronici appartenenti ad un passato recente si fondono a melodie senza tempo, che si compenetrano e s’accavallano creando suggestioni oniriche, ipnosi momentanee, meditazione indotta alla quale è spiacevole sottrarsi.

Ogni album è un tesoro indivisibile, i pezzi sono così concatenati l’un l’altro tali da rendere impercettibile l’inizio dell’uno o la fine dell’altro. Entrano in gioco voci fuori campo, metalliche,successioni numeriche, ripetizioni che diventano i testi stessi delle canzoni, aumentando, se possibile, maggiormente,quel senso di incomunicabilità del tutto, persino delle parole. Una sensazione di malinconia ti avvolge e ti costringe a smettere di cercare un senso alle cose per lasciarti trasportare, ormai preda del suono di mille avventure, verso la corrente elettrica dei viaggi mentali. Non si può far altro che restare ammaliati, stregati, sotto l’influsso di una droga sonora.

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