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Amor Fati

bau tenero

il follower canino

Amor Fati, amore per il proprio destino, farsi trasportare dalla corrente piuttosto che farsi travolgere, accettare i limiti della propria struttura corporea, i limiti del QI, del ceto sociale, dell’appartenenza culturale, nazionale, regionale. Dire grazie, prego, prima di me; ‘scusi’ prima di ogni intervento, ‘abbi pazienza’ prima di ogni replica. Rimanere a tavola anche dopo che si è finito, non saltare la fila alla posta, timbrare il biglietto, mettere i calzini dello stesso colore della camicia, rispondere ‘un attimo, sto arrivando’ e arrivare dopo un attimo e mezzo al massimo, e magari essere già lì. Ricordarsi di onorare le feste, regalare regali graditi, ricordarsi le allergie di tutti, i gusti e i disgusti. Non essere faziosi e nei derby applaudire l’avversario quando perde, lodandolo quando vince, perché hodie mihi cras tibi. Governare in maniera illuminata, fare opposizione costruttiva, pensare al bene del Paese. Alzarsi la mattina e credere nel proprio lavoro, dare una seconda possibilità ad ognuno, gettare ponti, seminare vita, dispensare sorrisi, perdonare le debolezze, combattere il male, l’indifferenza, seminare il dubbio metodico perché solo gli imbecilli non cambiano idea. Cospargersi il capo di cenere, non indulgere all’errore ma fare pubblica ammenda, non dire troppe volte “io, io, io”, usare il plurale majestatis e includere chi ci circonda, fare squadra, essere sistema, diventare organici a qualcosa, indispensabili per qualcun altro. Rifiutare l’invidia, guardare al proprio orticello, praticare l’atarassia, non temere gli dèi, la morte, il dolore, rinnegare il desiderio. Amare il flusso.

Ma magari invece no.

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  1. dicembre 20, 2015 alle 11:28 pm

    Ma magari anche no, qualche volta, anche no.

  2. dicembre 20, 2015 alle 11:34 pm

    Magari invece no, alle volte, invece no.

  3. Franciscus wm
    dicembre 20, 2015 alle 11:48 pm

    mammagari…

  4. dicembre 20, 2015 alle 11:49 pm

    L’ha ribloggato su squarcidisilenzioe ha commentato:
    Quando si entra nei binari della ragione, delle regole, si crea uno spazio confortevole, senza scossoni, rabbie, odio, violenze. Tutto è sotto controllo, moderato, estensibile come un elastico.
    Ma ve vale sempre la pena? A stare sempre nel mezzo non si rischia di perdere la spontaneità?
    “Magari invece no”

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