Home > cinismo > Storia di una Colpa

Storia di una Colpa

Mastro Lindo

by WM

Rimuginavo a lungo iersera sull’affaire Giovanni Lindo Ferretti, fresco leghista e fascio-imbonitor di miti triti di tempi in cui l’onore valeva per l’uomo più della vita stessa; non ci badate, mentalità da secchioni: vogliono sempre avere un’opinione su tutto e discernere il bene dal male con sicurezza filologica, e meno male che poi chiudono i romanzi cortesi e vanno dal salumiere a sentire la vita vera tra un “lascio?” e due etti di bresaola. Ah signora mia, l’euro ci ha rovinati tutti.

Ma stavolta le pieghe della memoria si sono accavallate come universi paralleli, facendo riaffiorare un senso di colpa atavico peggiore di una carie profonda, perché non avevo creduto a San Giovanni Mastro Lindo e per anni non capivo il perché; non è che fossi più furbo di altri, m’ha salvato Canale 5.

La trista infanzia televisiva ha ridotto le mie frequentazioni col punk italiano a Jo Squillo che cantava “Violentami sul tram” al Festivalbar (o manifestazione equipollente) e ai Krisma, che punk erano fno a un certo punto, ma dell’Emilia paranoica, dei miti partigiani e la diversità toscoemiliana non avevo mai sentito parlare: non c’era mica su quegli schermi scintillanti di tette e culi che ci rubarono l’anima. Il Lindo candido ammanniva prediche, faceva le smorfiette a Fatur e sfornava album in fondo più che accettabili, intortandoli però di paccottiglia filosovietica e paillettes.

Poi una sera in macchina con tanti, troppi, una ragazza interessante tira fuori una compilation, ma stavolta non era Vasco Rossi, ma “Battagliero”: mi esalto per un quarto, mi annoio per tre. Eppure dicono cose “giuste”, di colore rosso sgargiante, perché no colpiscono? Perché la noia? Perché tutti li capiscono e io no?

La Colpa: la colpa di non capire una mazza di San Lindo e della diversità toscoemiliana, io figlio del Drive In e dei film americani in seconda serata su Italia Uno.

Poi altre cassette, altre amicizie preziose, e la Clà che si premura di riempire le mie lacune: io accetto, ringrazio, ascolto e non capisco che ci ha da urlare ‘sto tipo, che grammatica sghemba usi: se mi va di sentir prediche, vado a fare il chierichetto, sullo scaffale e via, ché ti ascolto dopo.

Con gli mp3 non è andata meglio: cancellati e reinstallati a più riprese.

La mia ignoranza, l’ottusaggine mi ha salvato da un bluff epocale e finalmente posso capire perché mi pareva di esser preso per il culo. Finalmente mi libererò della colpa che mi ha attraversato devastandomi? Dentro di me il non-capito, il non-incluso continueranno a erodermi sotterraneamente? Intanto posso esser contento di una cosa: libero un po’ di posto sugli scaffali.

  1. Non c'è ancora nessun commento.
  1. No trackbacks yet.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: