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Raffica di Luglio ’15

Majakovic, “Il primo disco era meglio” (2014)

Majakovich - IL PRIMO DISCO ERA MEGLIO - coverIl brutto è che il disco prima non l’ho ascoltato, ma ho letto solo in giro di una certa delusione per questo: mah, resto dell’idea che i fanboy che vogliono ingabbiare in una forma un percorso artistico siano deleteri.

Mea culpa: ascolto i loro pezzoni potenti solo dopo un anno… ma in auto ormai a lavorare eravamo in quattro e mi sono dovuto negare molto RnR mattutino… rimedierò.

Risulta un evidente vantaggio ascoltare “Il primo disco era meglio”, perché nei suoi afflati sonici, post rock, richiama emozioni forti, forse fuori tempo per la carta d’identità (la mia), ma necessari, come la rabbia (“L’hype del cassintegrato”, “La verità (è che non la vuoi)”) o la tenacia serena della calma (“Prodezze”). Il disco scorre bene, ben suonato, e se gli altri erano meglio poco mi cale. Il salto nel rock all’italiana per me è ok.

https://www.facebook.com/majakovich?pnref=lhc

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Mumbles, “Geese my eyes” (2015) (WM APPROVED)

CIMG2722Ma da quale timpa sono usciti questi? Due che suonano, due che urlano: per me che ascolto “Concerto Grosso” dei New Trolls, sono uno shock. Escono per una giovane etichetta italo-qualcosa tape based (azz…), che ci farà tirare fuori il mangianastri molto spesso.

Sonici, punk, lo-fi ed irriverenti: dal flauto dolce di “Shave my eyes” ai coretti di “Marie” su chitarra scordata e beat poco più che primitivo. I Mubles sono sfacciati monellacci che azzeccano una track di intro davvero bellissima (“We are the rockstars”) nella sua essenzialità, componendo brogliacci di libertà e divertimento unici, con accenni finali di lirismo pop (“Nanananaaaa”) e autoironia dada (chiamare “Pling Pling” una canzone che fa pling pling è la cosa più meta dell’anno).

A noi piacciono ‘sti monellacci. Lunga vita ai Mumbles!

https://www.facebook.com/musicmumbles?ref=profile

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Super Dog Party, “Blues screen of death” (2015)

frontLiberate il Marshall, scatenate la Fender e via col blues’n’roll. Un trio interessante che fa musica “sudata” di rigida osservanza americana e nero-sudista. Una bella frustata questo EP, purtroppo breve, che mostra le potenzialità di un gruppo che compone su poche idee, ma molto chiare. Godibilità, danza ed energia = bei risultati subito; non vorrei mettere loro troppa ansia, ma un Lp richiederà molta ispirazione ed evoluzione, ma per ora le orecchie sono soddisfatte e il piede batte convinto.

https://www.facebook.com/superdogparty?fref=ts

EDIT: IN FREE DOWNLOAD, scaricatelo e gustatevelo.

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