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Raffica di Giugno ’15 (ambient… ambient…)

Tre dischi diversi e antimelodici, tre tappezzerie sonore che vorrebbero emergere dalle pareti. Che dire: ambient… ambient…

dedicato ad Alexia

dedicato ad Alexia

EvilTwin, “Ayin” (2015)

Gli ultimi a essere tornati dal Marocco, imbevuti di qualsiasi cosa erano questi signori qui, che provavano a fare “fusion”, ‘na bella world music da volerci tutti bene senza tirarsi le bombe in nome dello spirito mediterraneo, pure che i Tedeschi non hanno il Mediterraneo, ma vabè sorvoliamo. Musica Maestro:

AYIN coverI Dissidenten, che tempi! Pensavamo di essere felici, e i loro dischi non erano niente male.

Ora che le sponde del mare si sono allontanate e le distanze sono piene di pensieri di morte, è una bella idea vedere se si può fare ancora un giro altrove e ispirarsi. Ci provano gli Evil Twin, ma i territori sono quelli della trance elettronica, dei battiti e dei colpi baritonali dei campioni in cui il suono del Lud (“Jawa”) è un riverbero lontano di un sogno, non realtà pulsante. Un Maghreb subliminare e sognato, con quelle voci che fanno un po’ Enigma (“Incenso, pt I e II”), ma meno ruffiani.

Le edizioni Shit Music For Shit People ne azzeccano un’altra. Faccio prima ad abbonarmi a tutte le loro uscite: non sbagliano un disco, pazzesco.

PAGINA FACEBOOK: https://www.facebook.com/EvilTwinItaly?fref=ts

Cover

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Eon, “Low Key” (2014)

Parlare a me di “library music” è sfondare una porta aperta: quel pochino di beat strumentale, colonne sonore anni ’60 e musica da film, che mi è capitato di ascoltare e non possedere, mi manda ai matti. Avevamo fior di musicisti, arrangiatori, jazzisti, orchestre, gruppi che registravano nastri su nastri di musica da ripescare e riusare per sonorizzazioni, documentari e servizi giornalistici. Libertà assoluta e gemme assurde, dischi per addetti ai lavori, gente come Morricone e Umiliani che limava splendidi lavori misconosciuti.

Gli Eon partono da questa solida tradizione portando una sensibilità post-rock, fatta di laghi di suono e beats dilatati (“Seeds”, “Soon”), vaghissimi guizzi chopeniani (“I almost forgot”), compongono nuova musica per immagini possibili. Bene, bravi, bis. Attendo altro: w la library music!

SITO INTERNET: www.eonbeginning.com

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/Eonbeginning

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coverLilia, “Clepsydra” (2015)

La mia perplessità davanti a questo disco viene innanzitutto dalle premesse di questo “concept” elettronico, che si rifà un po’ a certe storie passate (“Felona e Sorona” delle Orme) figlie di un’altra cultura e di un’epoca in cui le metaforone erano ancora ammesse e produttive. La storia intergalattica del pianeta Clepsydra viene declinata prima su toni quasi drum’n’bass vagamente Lamb/Portishead, con almeno un paio di pezzi interessanti, con una acidità e evasività interessanti, per poi spostarsi in una sorta di synt-pop meno produttivo.

L’effetto iniziale scema e vien voglia di passare ad altro. Ciao.

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/liliamusic?fref=ts

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