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MetalRece: A Total Wall, “Soundtrack for Your Honeymoon” (2014)

by DOOM

-1Ho mal di testa, mi brucia la gola, il naso gronda acqua… alla fine l’influenza a beccato anche me! E’ stato inutile nascondersi. Lei ti scova con i suoi invisibili agenti patogeni e ti colpisce! Odio i farmaci: Tachipirina, Vivin C, Aspirina C…che fare? Mi gironzolo intorno ma poi decido: ma vaff…il mal di testa! Accedo il PC è mi scarico nelle orecchie ‘sta botta sonora chiamata Soundtrack for Your Honeymoon EP dei milanesi/varesini A Total Wall. Una mappata di adrenalina pura iper…ma chi son sti matti? Mi tuffo con la ‘rete’ e pesco: nati nel 2009 dalle menti disturbate di Davide Bertolini (batteria) Umberto Chiroli (guitars) con all’attivo altri due EP: True Fear del 2010 e Incide del 2011 (me li sono scaricati dal sito ufficiale della band per avere una idea di recensione più completa) con la malsana passione per le sonorità Technical Groove/Thrash Metal Djent molto care ai svedesi Meshuggah un po’ gli ispiratori di questo genere ipertecnico iperintricato ipercomplesso. Infatti i nostri non nascondono la insana passione per i citati svedesi. La malattia meshuggahna dei ATW si palese con tutta la sua carica patogena nell’opener Sentence. Ma nel calderone gli ATW mettono altre influenze per rendere il tutto più variegato come Scarf o come Pure brand che inizia in stile Meshuggah per poi dipanarsi in vari rivoli stilistici dal colore molto scolorito! Ywah 2.0 è il pezzo che meglio incarna l’attitudine dei ATW. Pezzo con forti richiami ai breakdowns tipici del deathcore oltre alle colorature djent e compagnia matta. Infine, We love everybody, brano in stile Meshuggah con qualcosa dei Gojira/Textures. L’intero lavoro è pregno di atmosfere squilibrate e psicopate. La produzione è molto migliore dei due precedenti EP. L’EP è gratuitamente scaricabile dal sito della band e pertanto un ascolto è consigliabile a tutti, anche se io lo raccomando più che altro ai fan del genere per via l’estrema schematicità della proposta musicale e delle regole compositive.

(Il Djent è una corrente musicale sviluppatasi nella scena metal negli anni 2000 e tuttora in piena fase di sviluppo. Il termine stesso è onomatopeico, proprio come imitazione del tipico suono proveniente dalle chitarre distorte con accordatura downtuned quando vengono suonate con la tecnica palm muting, molto comune in questo genere. Il termine è stato reso popolare da Misha “Bulb” Mansoor dei Periphery. Derivato principalmente dal progressive metal, questo genere è principalmente caratterizzato da una forte enfasi sul groove e sui ritmi sincopati caratterizzati dalla presenza delle sole di dinamiche generalmente molto forti, da un ampio uso di poliritmie – caratteristica derivata dal math rock – e, dal punto di vista della strumentazione, l’uso di chitarre elettriche – spesso con 7 o anche 8 corde. Inoltre il cantato presenta caratteristiche comuni al metal, e in particolare al metalcore, alternando quindi parti in growl o in scream, a seconda dei casi, e voci pulite.

 

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