Home > Musica > MetalRece: Eremite, “All Things Merge To One” (2014)

MetalRece: Eremite, “All Things Merge To One” (2014)

by DOOM

front_coverCome promesso al megagalattico prof do una ‘orecchiata’ a questa roba, come scrive ‘Lui’, tosta!

Questa volta non si tratta del tradizionale press kit digitale da scaricare, ma di un link della piattaforma bandcamp inviato dalla Taxi Driver Records (ammazza che taccagnoni sti taxidriveriani). (Doom in modalità “kill ‘em all”! Nota di WM)

Prima di iniziare a intronarmi a botta di musica… stamani non mi va di infilarmi le cuffie. Sarà l’umidità pesante di questi giorni o sarà la cervicale che scricchiola, le mie orecchie fischiano a manetta. Mi sembra di avere un vigile urbano impazzito in testa! Avendo il campo sminato, la tiranna è uscita per messa domenicale, metto in moto le cassolelle del PC e mi do alla pazzia gioia! La band in analisi si chiama Eremite, genovani, nati nel 2012 dalla mente disturbata di Fabio Cuomo (batterista/chitarrista/bassista/cantante) in forza ai Mope ex Nerve è All Things Merge To One, che in questo istante sto ascoltando è il secondo disco in studio dopo l’esordio Dragonarius’ del 2013 in più, come leggo dalle note biografiche, un singolo del 2012 di venti minuti intitolato Of mist and fog. Il genere sciorinato dalla band si incalana nell’intrigato sottobosco del blackned sludge metal. Awareness, il pezzo che apre le danze ha un impatto demolente imperniato da passaggi evocativi e nostalgici trama cucita su scariche pervase da armonie suggestive che sfociano in un andamento epico. Cambi di tempo mozzafiato, omogenei e granitici. Densa tenebra, strisciante angoscia ma anche atmosfere incantate diversificano il successivo The past became my future dieci minuti di un orgia aliena e spettrale drappeggiata da un intermezzo pianistico/tastieristico che rende il tutto più accessibile. L’evocativa Tormento introduce la bella e space/proghiana Drift Away, un viaggio psichico che ti trasporta in dimensioni a noi umani sconosciute. Profondamente suggestiva anche Bowing to the mountain, che in pochi minuti narra e condensa la sostanza tossica che impregna l’intero disco. Mentre So distant disegna una dolce quiete dopo un fracco di legnate sonore sulle mascelle! Premetto che non conoscevo sta band musicalmente ma per me è stato un grande onore prestare orecchie e cuore a questi ragazzacci che da uno sono diventati tre con l’ingresso di Giulia Piras al basso e Leandro Scotto alla chitarra. Consigliato!!!!

  1. Non c'è ancora nessun commento.
  1. No trackbacks yet.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: