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Recensione: Il Rondine, “Può capitare a chiunque ciò che può capitare a qualcuno” (2014)

di Claudia Amantini

10754868_782081285193129_56916059_n-1La Fame Dischi ogni anno organizza un concorso (le canzoni migliori le aiuta la fame) per artisti e band emergenti. Claudio Rossetti, romano, in arte Il Rondine, partecipa e vince. Ed esce così “Può capitare a chiunque ciò che può capitare a qualcuno”, prodotto dall’etichetta stessa.
Undici tracce di cantautorato condito di amarezza, ironia, malinconia. Tracce più pop, altre che guardano più verso l’indie. Vita quotidiana, amori e dis-amori, tempo che corre, debolezze e vizi, sofferenza e attimi di grottesca realtà.
“Pregiudizio su Sergio”, “Mi fido più di me”, “La bolletta del gas”, “Morto”, sembrano omaggi a Federico Fiumani, tanto per i testi quanto per le sonorità (“Morto” mi ha ricordato “I giorni dell’ira”) come “La fine di uno scarafaggio” e “Un’oliva” riportano alla memoria Fabrizio De André.  Paragoni importanti ma che non vogliono di certo diminuire il valore di queste undici tracce, sicuramente originali, brani che testimoniano il talento di un giovane cantautore (classe ’85) e un ottimo debutto.

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