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Raffica bis di Luglio ’14 (ovvero i labirinti)

Sergeant Hamster - stSergeant Hamster (LP Omonimo, 2014)

È cosa nota che nelle aree laterali si sia più conservativi. Nella provincia dell’Impero, dove le cose arrivano con il loro tempo, esse stesse attecchiscono però con piglio tenace, mantenendo l’impronta di ogni fenomeno in maniera tenace. Il rock anni ’70-80 è stato un bacino di suoni e sogni in cui la provincia si rifugiava per scappare dai neomelodici e dalla new wave di Mister Fantasy: i dischi passavano di mano in mano con piglio carbonaro, a diffondere la musica “vera”, i pensieri “vivi”, mentre già in America si cambiava (l’hard rock anni ’80) e in Inghilterra si contestava (il punk del ’77.
L’album dei Sergeant Hammer, palermitani, è un’immersione filologica in quei suoni, in tutto l’immaginario rock di tnto tempo fa. Consigliamo a chi vuole un disco di rock solido e ben suonato, anche per dvertirsi a creare paralleli e ponti con un’epoca che fu, ma che ancora ci nutre profondamente, specie quaggiù nelle aree laterali.

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Lenz1Lenz, “De Fault” (2013)

Curioso disco homemade che a capo al polistrumentista Damiano Lenzi, Rock ed elettronica povera, a volte troppo, ma che cresce con gli ascolti, mixando testi in inglese e stralci di realtà televisiva. Ad un primo ascolto pare una sorta di concept, ma riesco a coglierlo solo a sprazzi, specie nei suoi aspetti più satirici (fulminante “Murder in a small town” condito di cronaca nera televisiva). Diisco labirintico, non amichevole, discontinuo, non mirato, forse da affinare, ma un lavoro con germi interessanti.

 

 

 

KISSES FROM MARS_1440Kisses from Mars, “Not Yet” (2014)

Sempre detto che la musica ambientale è una frontiera, piena ancora di spazi, ma ancora da riempire con gli spettatori: difficile, perché non puoi contare sul pogo facile, sul paraculismo messaggioso del pop. La ricezione del messaggio Ambient rende indispensabile la registrazione, la fruizione solitaria, e il disco dei Kisses from Mars si fa ascoltare languidamente, senza particolari picchi, ma con molto piacere. Manca il guizzo sperimentale, è tutto affidato a tessuti di chitarre e ritmica, mentre le canzoni scivolano via traccia dopo traccia. Interessante, ma ci vuole più coraggio.

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