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Recensione: Party in a Forest, “Ashes” (2014)

by GALA

 

COVER-PIAF_smllMe lo prendi papà? Sì.
Quell’album con in copertina un occhio in un ala di farfalla??
Lo prendi papà? …. Papà??
Siamo in ritardo per la festa del papà o vogliamo festeggiare Gianni Morandi? Nessuna delle due cose. E’ la festa dei “Party in a Forest”, appunto sempre di festa stiamo parlando, ma qui Gianni Morandi e mio papà non li inviterei mai.
In questo gruppo Made in Italy di italiano c’è ben poco, potrebbero benissimo suonare in qualche locale londinese e nessuno si accorgerebbe della loro nazionalità, visti i brani cantati in inglese impeccabile, ma se vogliamo essere patriottici e vogliamo trovare del sangue italiano nelle loro canzoni, allora io direi che la loro autenticità, precisione e cura nei suoni e nelle varie sfumature dei brani, a partire dalla scelta dei titoli alle varie tonalità date dagli strumenti, allora sì…  allora ci troviamo davanti ad un prodotto che non solo varrebbe la pena di esportare in tutto il mondo, ma che soprattutto andrebbe fatto ascoltare nelle scuole!? Sto forse esagerando? Forse un pochino, ma è solo perché quando mi sono trovata ad ascoltare questo album, mi sono emozionata, perché era parecchio tempo che non sentivo questa genuinità in un gruppo musicale e soprattutto perché la voce di Ferdinando Montone merita un bel 10 e lode.
Ashes è il nome del loro album d’esordio; “Going Nowhere” il singolo estratto.
In effetti, dove potremmo andare? Andiamo a perderci in questo fiume denso e polveroso.
I testi sono perfetti nella struttura linguistica e dipingono un paesaggio caldo, ma nello stesso tempo non c’è tempo per controllare se fuori splende il sole, perché dentro piove, si sente la vita per quella che è, per quella vita che in questo momento stiamo vivendo un pò tutti, visti i tempi cupi e incerti che ci avvolgono.
Un album composto da 10 tracce da ascoltare mentre si crea, si fa l’amore e mentre si vive.
Allora, me lo prendi papà? Beh, se non me lo prendi tu faccio da sola, I’m tired!

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