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MetalRece: Triptykon, Melana Chasmata (2014)

by DOOM

TriptykonaI Triptykon sono la reincarnazione dei Celtic Frost. Famigerata creatura creata e forgiata da Thomas G.Fishercriminal mind’ dei defunti CF. I Triptykon debuttano nel 2010 con ‘Eparistera Daimones’ che conteneva materiale in origine destinato a un nuovo dei CF e per questo lo spettro della talentuosa band svizzera serpeggiava su tutto il lavoro. Con ‘Melana Chasmata’ la band assume la propria entità discostandosi dal sound dei CF. Tuttavia il passato non smette di fare capolino tra i solchi del disco, ma il lavoro svolto dal veterano Warrior e dai compagni di avventura rendono Triptykon una creatura che cammina con le proprie, monolitiche gambe. ‘Melana Chasmata’ è un album oscuro, dove il buio prevale sulla luce. Eppure i nostri riescono a creare una crepa nel colossale muro di oscurità dove sgorga, come una vena di acqua che scava la nuda e cruda roccia, una balsamica e fluida melodia che spezza la percezione di soffocamento. I ritmi dell’opener ‘Tree Of Suffocating Souls’ sono lenti e crepuscolari, densi nell’ammasso di riff che si infrangono su dei diabolici rallentamenti. ‘Boleskine House’ un concentrato di atmosfere surreali e oniriche. ‘Altar Of Deceit’, invece, è un ottimo esempio di quella strana commistione di thrash e doom che rappresenta il sound dei Triptykon, ossessivo, ipnotico e nero come la disperazione. L’introspettiva ‘Aurorae è intessuta su tappeti arpeggiati con decorazioni di voci sussurrate e malate che porta il brano in bilico tra il gothic e lo shoegaze. ‘In The Sleep Of Death’ è un pezzo in stile Celtic Frost prima fase, dal primo all’ultimo secondo del brano. La sperimentale ‘Waiting’, ariosa e sognate. Tuttavia i Triptykon possiedono anche una anima maligna. ‘Breathing’ sbrana il malcapitato ascoltatore con dei riff veloci e compressi. Un classico pezzo speed/black che riporta alla mente dell’ascoltatore il cadavere putrescente dei seminali Hellhammer. ‘Demon Pact’ è una song di nero occult-doom cacofonico e disturbante un cumulo di riff lenti e megalitici. Con ‘Black Snow’ la band sfiora il funeral doom catapultandoci in una palude sulfurea e fetida di pazzia ancestrale. Il nuovo album dei Triptykon è scritto con l’inchiostro venduto in penne infernali ed è suonato con strumenti forgiati nell’officine notturne aperte nei recessi degli inferi. Da avere a tutti costi. Anche vendendo la propria anima a Lui!

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