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Rrröööaaarrr: Saint Vitus

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by DOOM

I Saint Vitus sono una band di Heavy/Doom metal statunitense. Nati nel 1979 a Los Angeles per volere del cantante Scott Reagers, del chitarrista Dave Chandler, del bassista Mark Adams e del batterista Armando Costa e partono con il nome di Tyrant. Dopo qualche tempo, Reagers e soci cambiano in loro nome in Saint Vitus ispirati dal brano ‘Saint Vitus Dance’ dei britannici Black Sabbath, band dalla quale trarranno le maggiori influenze. Il sound degli statunitensi è dunque già ben forgiato, e nel 1984 i Saint Vitus arrivano alla pubblicazione del loro primo full-lenght, l’omonimo Saint Vitus che mostra una band ancora acerba ma con le idee già chiare. L’anno seguente è la volta di Hallow’s Victim, che rappresenta un piccolo passo indietro a livello qualitativo ma che dà il via alla definitiva consacrazione della band, la cui fama è ancora piuttosto latitante oltreoceano.

Nel 1986 la svolta con l’ingresso in formazione di Scott “Wino” Weinrich, cantante-chitarrista di notevoli doti già salito alla ribalta con i The Obsessed; e così nel 1987 la band dà alle stampe Born Too Late, capolavoro della band ed indiscusso must all’interno della scena doom mondiale. La musica degli statunitensi è notevolmente dilatata, sempre più arida e la voce di Weinrich conferisce sempre un certo appeal mistico. I seguenti Mournful Cries (1988) e V(1990) sono lavori molto apprezzati da critica e fans, dopo i quali vi sarà la dipartita di Weinrich. Nel 1993 i Saint Vitus tornano alla ribalta con C.O.D. (Children of Doom), album più rock ‘n’ roll-oriented, prima di Die Healing (1995), album notevole che vede il ritorno in formazione del cantante Scott Reagers. La band dopo la pubblicazione di Die Healing si scioglie definitivamente. Nel 2008 Wino riunisce il gruppo, che nel 2012 dà alla luce il nuovo album Lillie: F-65 a ben diciassette anni dall’ultimo album in studio. I Saint Vitus, sono uno dei gruppi cardine della scena doom metal mondiale, capaci negli anni ’80 di proseguire il discorso stilistico iniziato nel decennio precedente dai Black Sabbath. I Saint Vitus ne riprendono l’incedere lento e lisergico, qui portato all’estremo, in un entusiasmante mix tra sonorità settantiane e riletture secondo i canoni dell’allora nascente movimento heavy metal. Vivono il loro periodo di maggior splendore tra 1987 e 1990 grazie all’ingresso in formazione del cantante Scott “Wino” Weinrich, una delle icone della scena doom mondiale.

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