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Pillole di Aprile ’14

di Claudia Amantini

Too Much Ado Foto

Abbiamo già recensito l’Ep degli Too Much Ado, quattro ragazzi rumorosi dalle camice colorate e dai calzini a righe. Un mix di blues, rock, noise. Nell’epoca della musica digitale e della crisi di questo settore, dato che hanno scelto di autoprodursi, hanno reso anche scaricabile gratuitamente il loro Ep qui:

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Il 28 marzo è uscita la ristampa di “L’educazione delle rockstar” , l’album d’esordio di Borghese, cantautore post-ideologico. Le undici tracce che compongono l’album sono state riviste, riadattate e riarrangiate, ma conservano quella traccia di rock e cantautorato che le ha contraddistinte. Nella ristampa sono inclusi tre brani inediti. Uscito a gennaio il videoclip di “Bella ciao”, un singolo che riadatta un caposaldo della canzone politica italiana riadattandola ai “tempi moderni”. Partita anche la tournée di cui riportiamo alcune date:

6 giugno | Arci Camalli – Imperia

7 giugno | Nuovo Camarillo – Prato

Uno Bianca” è il quarto album di Bologna Violenta, uscito il 24 febbraio grazie a Woodworm, Wallace Record e Dischi Bervisti e distribuito da Audioglobe. Il disco è un concept album basato sui crimini della banda della Uno Bianca, un gruppo di banditi composto da cinque poliziotti ed un civile, attivo a Bologna e dintorni (dal 1987 al 1994), che ha compiuto più di cento colpi, uccidendo ventiquattro persone e ferendone più di cento. Il disco ripercorre in ventisette tappe la sua storia criminale, una sorta di colonna sonora immaginaria dei suoi colpi peggiori, perpetrati ai danni di distributori di benzina, caselli autostradali, banche e supermercati. L’album è caratterizzato dalle sonorità tipicamente estreme del progetto, rese ancor più drammatiche dall’uso massiccio delle orchestre d’archi. La “forma canzone” è definitivamente abbandonata a favore di strutture che ricalcano lo svolgersi degli avvenimenti, così come viene riportato dagli atti processuali. BOLOGNA VIOLENTA vuole omaggiare la città di Bologna raccontando in musica una delle pagine più violente della sua storia e lo fa con un disco oscuro, dove le campane a morto risuonano pesanti per ricordare la tragedia e la follia di quei momenti. Ottimo lavoro di Nicola Manzan, one man band.

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