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MetalRece: Cynic + Behemot

BY DOOM

Cynic-Kindly-Bent-To-Free-UsCYNIC – Kindly Bent To Free Us
Genere: Fusion/Jazz /Ambient/Progressive Metal/Alternative Metal
Etichetta: Season Of Mist
Anno: 2014

Kindly Bent To Free Us, arriva sei anni dopo Traced In Air e 21 anni dopo il capolavoro Focus. I Cynic più maturi e meditativi hanno definitivamente abbandonato la matrice death metal degli esordi. Le prime premonizioni si sono avute con il precedente Traced In Air. Il nuovo disco vira su suoni di matrice progressive sperimentale ricamando il tessuto sonoro con suoni jazzati ornandoli con il fusion e decorandoli con partiture post ambient ipnotico. Kindly Bent To Free Us è un viaggio, interstellare, con aperture celestiali, verso nuove terre inesplorate. Abbandonata, dunque, l’immagine di gruppo tecnical-death, i Cynic sperimentano, facendolo con un gusto ed una maestria. Suoni iper-curati e arrangiamenti intricati, variegati, ma, a loro modo, digeribilissimi. Un’orgia di riffs vorticosi e streganti, a volte genuinamente deliziosi, a volte inquietanti.Comunque, non mancano, le aperture più distorte, ma la matrice dei pezzi è, tuttavia, tendente ad un progressive poco aggressivo. In tutto questo, poi, prendono spesso piede dei riffs alquanto onirici, costituiti da arpeggi di poche note, ma sapientemente comunicativi e gustosi. Non mancano i momenti schiettamente tosti come ad esempio Gitanjali. Che dire, Kindly Bent To Free Us, rappresenta un ulteriore passo avanti rispetto a Traced In Air, con pezzi più lunghi, esemplificati per alcuni soluzioni, più intricati per altre. Se vi aspettavate, growl e riffing persistente e maligno, il consiglio è di cambiare proprio aria. Chi invece ha apprezzato e apprezza questa seconda vita dei Cynic, rimarrà piacevolmente colpito da quest’ultimo album. Consigliato!

Behemoth-TheSatanist

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BEHEMOTH – The Satanist
Genere: Black Metal/Death Metal
Etichetta: Nuclear Blast
Anno: 2014

I Behemoth si ripresentano, dopo cinque anni con il nuovo The Satanist. I nostri belluini amici si trovano a proseguire il proprio cammino lasciando nei ricordi più remoti quello Sventevith ormai alla soglia dei venti anni, e allo stesso tempo quell’Evangelion, penultimo capitolo dell’evidente cambio di rotta dal black metal degli anni ‘90 al death metal del nuovo millennio. In questo lasso di tempo e nel passaggio di testimone tra i generi, la band non ha mai tradito le attese, proponendo sempre e comunque dischi di altissima qualità. La produzione è superba, dove i background e le parti sinfoniche che permeano il nuovo stile della band vengono fuori in maniera massiccia ed evidente; neanche una virgola risulta messa fuori posto, tutto gira alla perfezione. The Satanist riesce ad essere anche violento e muscolare, forte di una tecnica esecutiva ulteriormente affinata. Si parte con il brano Blow Your Trumpets Gabriel, singolo apripista che preannunciava la bellicosità del disco completo. Pezzo epico dall’incipit vagamente doom che successivamente guadagna in velocità e spessore, abbellito da un mood sinfonico carico di pathos. Con Furor Divinus e Ora Pro Nobis Lucifer si cambia marcia. Vere e schiette sprangate di death metal tecnico ed aggressivo nel tipico stile dei polacchi. Il meglio, arriva dai brani più ragionati e ricchi di pathos. The Satanist, episodio arcigno e compresso nei tappeti di riff ma altrettanto epico nel suo incedere. Ben Sahar, cattura subito l’ascoltatore soprattutto grazie alle intriganti atmosfere, capaci di condurre la mente a esplorare nuovi ambiti sonori e timbrici, che raggiungono l’apice nella successiva In the Absence ov Light, la migliore del lotto. A chiusura di scaletta troviamo l’epica Father O Satan O Sun! con il suo andamento scorrevole che si alterna alla sezione tritura ossa, prima di placarsi nuovamente e condurci a quello che è l’epilogo di questa nuova fatica dei Behemoth, dove Nergal declama la sua rabbia a mò di litania. Il ritorno dei Behemoth si pone in perfetto equilibrio tra il passato e il futuro di questa grandissima band con oltre vent’anni di carriera sul groppone. Una delle voci più interessanti dell’immenso e complesso universo estremo. Un must del genere!

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