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MetalRece: Iced Earth+Legion of the Damned

by DOOM

ICED EARTH – Plagues of Babylon
Genere: Heavy/Thrash Metal
Etichetta: Century Media
Anno: 2014

Iced-Earth-2014Dopo la separazione da Matt Barlow, formidabile cantante dalla criniera leonina, gli Iced Earth sembrano vivere un’altra giovinezza grazie all’ingresso in formazione del fenomenale cantante Stu Block, come testimoniato dal buon Dystopia del 2011. Per questo nuovo Plagues of Babylon le cose vanno ancora meglio: il sound è più amalgamato e compatto e presenta un marcato ritorno alle sonorità thrash degli esordi che rende più vigorosa e sanguigna la loro proposta musicale, anche se rimane il legame con il metal classico. Il disco è un susseguirsi di bellissimi pezzi di heavy/thrash con ritornelli epici e coinvolgenti che raffigurano il vero spirito dell’album. Brani d’impatto come Democide e Among The Living (come ospite d’onore nei cori troviamo Hansi Kürsch dei Blind Guardian) oppure le più emozionali The Culling e Resistance od ancora la maideniana The End? o le splendide ed appassionanti power-ballad come If I Could See You, Melancholy, I Died For You o Watching Over Me. Di buon gusto sono anche le tetre songs come Cthulhu e Peacemeaker. In chiusura, segnaliamo la ripresa del classico a stelle e strisce Highwayman che vede alternarsi dietro al microfono, Russell Allen dei Symphony X, Block e Michael Poulsen dei Volbeat.

Plagues of Babylon non raggiunge quei picchi artistici che hanno reso famosa la band, come i classici Burnt Offering, The Dark Saga e Something Wicked This Way Comes, ma diciamo che si ferma subito dopo.

LEGION OF THE DAMNED – Ravenous Plague
Genere: Death / Thrash Metal
Etichetta: Napalm Records / Audioglobe
Anno: 2014

LOTDRavenous Plague, è il sesto disco in studio degli olandesi Legion Of The Damned, attivi dal 2005 ma già nel giro del metal che conta dal 1993 con il monicker Occult con il quale avevano già rilasciato cinque album.

Ravenous Plague è un lavoro potente e demolente. Quarantacinque minuti e passa di energico e robusto thrash metal moderno innervato di alcuni elementi death, evincibili soprattutto in certi riff dal profilo morboso, avvicinabile al suono dei Testament del periodo Demonic, Gathering. La produzione, nitida e precisa, rende il sound ancora più corposo e roboante, mentre le ritmiche massacranti alimentano la violenza di composizioni ben impostate, dotate di passaggi slow e ripartenze terremotanti. Le chitarre suonano spesse e granitiche, la sezione ritmica è fracassante e fragorante, la voce è rabbiosa e feroce. Alcune canzoni, però, come Howling For Armageddon, Armalite Assassin, Strike of the Apocalypse, sono più strutturate ed elaborate e dotate di cambi di tempo e di atmosfera, mentre Ravenous Plague, Black Baron, Mountain Wolves Under a Crescent Moon, Ravenous Abomination, Morbid Death sono mazzate dirette e velocissime con dei riffing avvicinabili al black metal; da menzionare sono anche Doom Priest e Summon All Hate che, invece, incedono lente, cadenzate e sinistre. Insomma, Ravenous Plague non sarà di certo l’album dell’anno ma qualche ascolto se lo merita, soprattutto da parte di chi ama le sonorità più bastarde e feroci del thrash metal.

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