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Crazy Diamonds: [kaiser(schnitt)amboss/laszlo] The 5th Season

La nostra già ascoltata e riascoltata [kaiser(schnitt)amboss/laszlo] (sia lode al copy&paste) ha da poco pubblicato (no “rilasciato” no… prestito inutile, come quelli che “realizzano” invece di “capire”) un EP con cinque reinterpretazioni di uno dei pezzi di “Viva Terror!”, Ma prima di recensire la musica, mi domandavo: perché scegliere proprio “The 5th season”?

Scandagliamo un po’ il testo, tento una traduzione adeguata, anche se l’approssimazione la farà da padrona.

KSAL

[kaiser(schnitt)amboss/laszlo], “The 5th Season”

la silenziosa angoscia di cui necessiti e che descrive la tua entropia,

la quinta stagione

la forma, la linea, lo spazio, il luogo

dove fu tracciata l’intersezione

la quinta stagione, nella mia quinta stagione

devi liquefarti in quel luogo

dove rabbia, paura, furia

e l’impatto dei sensi e del senso

sono stati digeriti ed rigurgitati

è l’ultimo pasto, il mio ultimo pasto

questa è la celata primavera della tua forza

devi liquefarti in quel luogo

mentre inspiri il tuo crepuscolo come un balsamo

finalmente giunge la fine del tuo giorno

tutto ciò non è una punizione, né un segno

è solo la fessura, la divina indifferenza

Due cose emergono: una divina indifferenza montaliana anzichenò e una fessura, quella crepa che si apre di fronte alla dissoluzione, e chi ha visto gli occhi di un morente sa di quel che parlo, e da questa crepa , in un moto di silenzioso orrore (paura vuota di contenuto) e di languido disfacimento, si intravede il vuoto di ogni senso, di ogni sensibilità, l’impossibilità del cortocircuito delle idee e della vita. Allora cosa resta se non se non celebrare il vuoto stesso? Cosa rimane se non assistere con voluttuosa impotenza al disfacimento di tutto ciò che è creduto reale?

Ed ecco “la quinta stagione, impossibile elevato ad allegoria dell’abisso, luogo dove gli assiomi e i teoremi costruiti su di essi collassano senza la vergogna di aver mentito su se stessi.
Uno dei pezzi più scarni e bruti di [kaiser(schnitt)amboss/laszlo] in “Viva Terror!”, di recente esaltato dal lavoro di cesello di cinque artisti diversi (Laszlo compresa), che realizzano il paradosso della certezza del vuoto che si affianca a una disperata e instancabile ricerca di orizzonti di senso, seppur minimo, seppur musicale. Dixi.

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