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Recensione: Nobraino, “Disco d’oro” (2012)

di Filippo Messina

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A distanza di 2 anni da “No USA!No UK!” la band romagnola torna sulla scena musicale italiana con il sorprendente “Disco d’oro”. Pubblicato il 9 Marzo 2012 per l’etichetta MArteLabel il nuovo album permette alla band di compiere un enorme passo in avanti e proiettarsi tra le migliori realtà musicali nazionali degli ultimi anni.
Il titolo, oltre a richiamare alla mente il noto premio discografico, rimanda ai più celebri e indimenticati “Brown Album” dei Primus e “White Album” dei Beatles.
Il quarto lavoro dei Nobraino, mai scontato e mai banale, so
rprende in particolar modo per la bellezza dei testi e la capacità della band di riuscire a giocare con questi, trattando anche argomenti molto impegnati con la solita marcata ironia che li contraddistingue e che permette all’ascoltatore di vedere la realtà con una luce diversa, per affrontare temi importanti senza soccombere sotto il greve peso del loro messaggio. L’esempio pratico lo ritroviamo nel brano “Il mangiabandiere”, autentico capolavoro e pezzo di punta dell’album.
“Tradimentunz”, da degna prima traccia, sintetizza in pieno i principi cardine di “Disco d’oro”; il testo graffiante ma mai oltre il buon gusto e la musica incalzante rappresentano la giusta miscela per la creazione di un pezzo importante.
Segue “Il record del mondo”, primo singolo ad essere stato estratto, che ha ottenuto la seconda piazza nella speciale classifica Indie Music Like 2012
Da questo punto in poi è tutto un crescendo, da “Nottambula” a “Il Minotauro” nessun brano lascia a desiderare e tracce come “Bademeister” e “Il mio vicino” ricalcano il leitmotiv della raccolta.
In “Film muto”, secondo singolo estratto in anteprima, le tematiche impegnate e lo stile pungente e incisivo lasciano spazio a una cullante melodia che esalta il timbro caldo e profondo della voce di Lorenzo Kruger: il risultato è un pezzo mozzafiato.
Anche la crescita musicale dei Nobraino è notevole, soprattutto se poniamo quest’ultimo lavoro in rapporto con i precedenti. L’intelligente gestione di suoni forti e suoni caldi e il costante utilizzo della tromba, di straordinaria bellezza nella sorprendente “Bunker”, non fanno altro che impreziosire il tutto.
La bonus track “Persone colte” è la dodicesima ed ultima traccia dell’album; adesso non ci resta che attendere il prossimo!

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