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Vita Romana, parte settima

di Claudia Amantini

18) Murales (Giugno 2013)

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murales1Vagare per la città, anche solo per recarsi da qualche parte… l’Arte non è solo quella chiusa nei musei e nelle gallerie. Una grande città offre anche spazi all’aperto. Quella dei murales, e ci sono murales e murales, è sicuramente un’arte “da strada”, ma non per questo può valer meno. Un certo Keith Haring, non a caso, ha fatto la sua fortuna sul “graffitismo” (Pisa ringrazia). Sue parole: “Mi è sempre più chiaro che l’arte non è un’attività elitaria riservata all’apprezzamento di pochi. L’arte è per tutti, e questo è il fine a cui voglio lavorare”. E Roma ha “squarci” di splendidi murales…

19) Coda di Volpe: Ilenia Volpe (“beat taste” – Mezzopieno, Roma, 4 luglio 2013)

Localino accogliente e bella fauna, per dirla alla Tondelli. Dopo aver visto Ilenia con band al completo, la situazione propone l’essenziale: cantautrice con chitarra. Le canzoni di “Radical chic un cazzo” riproposte così. Nulla da dire. Chi ha voce sa farla sentire. Chi ha qualcosa da comunicare può farlo senza “bombardamenti” di suoni. Un concerto intimo, versione forse più “casareccia”, molto genuino. Tra le persone presenti Alex, principalmente batterista, che mi ha spiegato, sorseggiando vino (ho il dubbio che l’abbia scolato tutto lui), il significato di “coda di volpe”: nome della serata, non tanto per la Volpe che cantava, ma per quella Coda che è il nome del vino. E tra code, volpi, vino, musica, birra… sì, bella serata.

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20) Rammstein (Rock in Roma, Ippodromo delle Capannelle, 9 luglio 2013)

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Quale miglior modo di salutare Roma se non con un concerto coi fiocchi, anzi col fuoco? Aria di concerto “grosso”, un sacco di rockettari e metallari, atmosfera da grande evento. E la band tedesca non ha deluso. Uno show dentro lo show, scenografia (e palco) impressionante: lanciafiamme, esplosioni, fuochi d’artificio, ma soprattutto musica, musica sparata al massimo, pogo inevitabile, come le ondate di “trascinamento”. Brani nuovi e “vecchi” che si alternavano (goduria per “Sonne”, “Ich Will” e tante altre), caldo dal palco invaso da fiamme, caldo sotto il palco per il movimento. Difficile stare fermi, difficile non lasciarsi trasportare. Sudati, bagnati, insaponati, ma soddisfatti. Roma si chiude così, almeno per il 2013, in compagnia della musica e di Anto e Dania, presenti fin dall’inizio e anche nella chiusura.

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