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Recensione: Rossana Campo, “Il posto delle donne” (romanzo 2013)

di Claudia Amantini

il posto delle donne_Sovra.inddE torna Rossana Campo mescolando tutto ciò che contraddistingue la sua scrittura: freschezza, ironia, linguaggio parlato, anti-eroi, fallimenti, ripartenze. Il lungo rapporto con Feltrinelli (iniziato dal 1992 con “In principio erano le mutande”) sembra ormai storia vecchia. La Campo rimane la Campo, i suoi romanzi pure. Della serie: non ne rimani delusa.

Forse questo 2013 sarà l’anno dell’omosessualità femminile (a Cannes ha vinto “La vita di Adele”), ma la Campo dei suoi personaggi femminili ne ha sempre parlato/raccontato. Emma, Maxime, Carmen,… storie di eros, amori, morte, amicizia, tradimento, rabbia, frustrazione.

Emma, l’italiana che vive a Parigi, scaricata da Carmen, che lavora in una libreria-bistrot, dove l’attualità punge anche sulla tematica del lavoro: “Che vuoi farci, le cose vanno così. C’è chi ha le barche, le macchine di lusso e i gioielli, e c’è chi non ha un cazzo e perde anche quello.”; “Ho pensato che è diventato naturale urlare contro le persone che non hanno potere, è diventato naturale togliere il lavoro, togliere i diritti, trattare gli esseri umani come merde.”

Kiki Stein, l’amica fidata che “ti sta a sentire e poi tira fuori un esempio, una metafora, una storia di donne, qualcosa che finisce per farti luce, che riesce a tracciare una pista interna nella tua capoccia e ti dà la forza di rimetterti in sella”. Maxime-Punketta, che fa striptease a Pigalle, che crede ancora negli incontri, che le piace un mondo far cazzate, truccarsi troppo, parlare di Catherine e rimorchiare le donne. Punketta che viene uccisa e solo un trafiletto su un giornale, una nessuno qualunque. Emma che ha deciso di scoprire chi ha ucciso Punketta, che frequenta quella che era la donna di lei, Catherine, e relativa compagna. Emma che non riesce a schiodarsi dalla testa Carmen, che ha paura di come possono cambiare i sentimenti delle persone, che non sa spiegarsi “come poteva qualcuno che mi ha voluto bene odiarmi così.”

Tra indagini improvvisate, stati d’animo, incontri, il romanzo fila via liscio fino alla sua fine. E la fine lascia molte porte (e finestre) aperte su quelli che sono i sentimenti. Un po’ come le persone quando le saluti. Bello ritrovarsi la Campo.

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