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MetalRece: Gorguts+Carcass

by DOOM

GORGUTS – Colored Sands

Genere: Progressive Death Metal

Etichetta: Season Of Mist

Anno: 2013

RitornGorguts-Colored-Sandsano in grande stile i Gorguts di Luc Lemay(rimasto l’unico componente della storica line-up) Dopo dodici anni dall’ultimo disco in studio, From Wisdom To Hate (2001), e venticinque anni dal capolavoro, Obscura (1998) che resta fra i migliori esempi di metal tecnico nell’ambito estremo, con il nuovissimo Colored Sands. Disco che si colloca allo stesso livello, esprimendo altrettanta genialità, potenza, padronanza strumentale e carattere. Il nuovo lavoro, mantiene sempre un’anima death metal, ma rispetto ad Obscura, mostra un approccio più progressivo, caratterizzato da un’incredibile complessità strutturale dei singoli brani che compongono il disco, tenuti sotto controllo dalla abilità tecnica dei musicisti coinvolti nel collettivo che mescolano la maestosità dei Morbid Angel, la malinconia degli Opeth e l’ossessività sperimentale dei Tool. Il tutto impastatoin un immenso e impetuoso massacro.Pezzi pazzeschi e contorti come Absconders,An Ocean Of Wisdom, Forgotten Arrows, Enemies Of Compassion o Reduced To Silence. Che alternano il blast-beat rabbioso con corposi riffs di chitarra che ogni tanto danno una tregua con arpeggi stranianti. Un perfetto dualismo tra potenza e rilassatezza. Sbalordisce l’escursione sinfonica di The Battle Of Chamdo, dove gli archi lacerano il silenzio e straziano l’anima forse più di quanto riescano la distorsione e la furia generale del disco. Imperdibile!

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CARCASS – Surgical Steel

Genere: Death Metal

Etichetta: Nuclear Blast

Anno: 2013

Carcass-Surgical-SteelUn altro graditissimo ritorno quello degli inglesi Carcass, dopo sette anni dalla reunion, ventidue anni da Necroticism – Descanting the Insalubrious 1991 e vent’anni da Heartwork 1993, due dischi che hanno fatto la storia del death metal più tecnico ed evoluto. Surgical Steel, ha la precisione chirurgica e spietata che avevamo lasciato ai tempi delle due bombe sonore sopracitate, sembra incredibile che siano passati tanti anni dai quei capolavori. Il nuovo nato, stilisticamente si piazza a cavallo tra i due fratelli maggiori, legando melodie di chiara estrazione classic metal con riffs maligni, compatti, rocciosi, crudeli e malvagi come solo la band di Liverpool osa scrivere. Brani come: Cadaver Pounch, Conveyor System, Unfit For Human Consumption e A Congelated Clot Of Blood, che fuoriescono dal mio sgangherato stereo sono la perfetta combina tra melodia ed aggressività sonora. I Carcass non dimenticano però come si assale l’ignari ascoltatore con brani veloci e spezza braccia, in pieno stile death/grind, come l’iniziale Thrasher’s Abattoir e Captive Bolt Pistol vere mazzate spacca gengive. Da segnalare anche The Master Butcher’s Apron, song oscura e malata. In chiusura l’inedita e sorprendente Mount Of Execution, otto minuti e passa di cambi di tempo e atmosfere variabili. Il tutto condito dall’acido cantato di Jeff Walker, oscuro e virulento e dai riffs malati e alienati di Bill Steer. Le due menti del progetto Carcass. !

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