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I miei giganti: Malicorne

Agosto 1989, Radio Tre, Arturo Stalteri presenta “Senza Video Estate”. Gli anni ’80 e i loro suoni di plastica stanno per finire e c’è ancora chi vuole chiede emozioni e pensieri dalla musica. Stalteri, grandissimo pianista ed enciclopedico conoscitore dello scibile musicale, in uno dei suoi innumerevoli percorsi sonori tocca il folk revival degli anni ’70 tira fuori dal cilindro un gruppo di folk-rock assolutamente atipico di nome MALICORNE. La loro musica si presenta subito come un’incredibile miscela di suoni antichissimi (con l’uso di strumenti ultra-cult come la ghironda, dal suono ronzante e rauco, e il cromorno) e il rock acido fatto di bassi e chitarre elettriche distorti. È amore al primo ascolto.

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Un po’ di storia: il gruppo nasce in Francia ad opera dei fratelli Yacoub (Gabriel e Marie), collaboratori del grande arpista Alan Stivell, Laurent Vercambre e Hughes Decourson. Il loro primo lavoro (Malicorne I – 1974) evidenzia già un approccio psichedelico e drammatico alla tradizione vocale e strumentale non solo bretone (la Bretagna è la loro zona d’origine) ma anche provenzale e borgognona: segnaliamo in questo disco la strepitosa La Pernette, scandito dalla voce cantilenante e ipnotica di Marie Yacoub.

Malicorne_AlmanachNel secondo disco (Malicorne II – 1975) l’amalgama fra rock e folk diviene ancora più incisivo. Ancora ci meraviglia l’arrangiamento del bellissimo Cortège ne noce, drammatico canto di una donna che si sposa senza gioia.

Almanach, terzo disco della band del 1976, è il loro capolavoro assoluto, un disco di 12 brani, ognuno dedicato a un mese dell’anno. Incredibili le atmosfere, oscure e drammatiche le storie delle campagne francesi narrate accanto a danze gioiose, suonate con rara maestria tecnica. Bellissima la storia molto pulp (pure troppo) dell’Ecolier assassin.

Il quarto lavoro (M -1977) arriva al disco d’oro in Francia. E’ caratterizzato da splendidi arrangiamenti di cori “a cappella”, uno dei marchi di fabbrica del gruppo. Strepitosa Nous sommes chanteurs de sornettes.

malicorneCon L’extraordinaire Tour de France… (1978) comincia la parabola discendente del gruppo, che, pur mantanendosi su ottimi livelli, seminando i lavori successivi di splendide gemme, non toccherà più i vertici dei primi quattro album: splendidamente lirico il set di brani di tradizione medievale Beau charpentier/Quand le cyprès in Balançoire En Feu (1981).

Assolutamente da evitare il loro ultimo album Les Cathédrales de l’Industrie (1986), totalmente virato al pop, che lascia un po’ di amaro in bocca a chi si era affezionato ad una musica vibrante e cattiva che aveva attraversato i secoli per arrivare fino a noi grazie al genio dei fratelli Yacoub.

I Malicorne sono ancora in attività e girano i festival di musica celtica e acustica di tutta Europa. Se vi capita di incontrare questo nome, non ignoratelo.

 

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  1. Francesco Vitellini
    settembre 14, 2013 alle 10:27 pm

    non ti ringrazierò mai abbastanza per avermeli fatti conoscere🙂

    • Franciscus wm
      settembre 14, 2013 alle 10:40 pm

      Direi che possiamo fare entrambi una statua ad Arturo Stalteri (sempre sia lodato!)

      • Francesco Vitellini
        settembre 14, 2013 alle 10:41 pm

        sisì🙂

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