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Raffica Math Maggio ’13

Vabbè ci proverò: detesto questo verbo, ma non ho alternative… Io sarei per la filosofia del maestro Joda, ma non so trovare sinonimi a “ci provo”. Una telefonata e via…
– Pronto Doom.
– Pronto Prof…
– Ci sarebbero dei dischi, tanti , tutti belli sai…
– Ah, e di che genere sono?
– Una roba chiamata Math qualcheccosa…
– Math Rock e Math Jazz?
– Sì quelle robe lì. Interessa?
– Ah no, ci ho da preparare cena, mi si fredda il sugo e lo yogurth mi diventa acido, Ciao. Click! (TU-TU-TU-TU-TU-TU-TU-TU-TU-TU-TU-TU-TU-TU-TU)
-_- vabbè.oggi butta proprio male.

Riprova e sarai più fortunato: così c’era scritto nei concorsi quando compravo i chewing gum, e io riprovavo e riprovavo e niente, tranne quella volta che vinsi una girandola, ma questa è un’altra storia.
– Pronto Clà
– Oi Fra!
– Ci sarebbero dei dischi di Math Rock…
– Ah scusa, ho i cugini dall’Argentina, scappoooo ciaociaociaociaooo…. Click! (TU-TU-TU-TU-TU-TU-TU-TU-TU-TU-TU-TU-TU-TU-TU)

A questo punto, il maestro Joda mi impone di fare e non provare. Premiamo Play.

covernotdistopiaNOT, “Distopia” (2012)
Un notevole lavoro di Math Jazz, fatto di una sezione ritmica serratissima e da un sax (tenore e baritono) selvaggio e cupo. Se volessimo inquadrare quest’album su un mero piano musicale, basterebbe questa definizione, dato che “Distopia” provoca e coinvolge in un vortice sonoro con punte di free jazz, alla ricerca spasmodica di liberta destrutturata e informale, ma una ritmica serratissima molto math ci richiama a un rock di fattura solida.
Più complesso è il discorso ideologico che sta sotto il lavoto del trio NOT (Noise of Trouble), teso a rivendicare la memoria di fronte al Pensiero Unico che domina questo paese da sempre e si è chiaramente espresso nella svolta violenta ed autoritaria dei fatti del 2001 a Genova, alle cui situazioni e personaggi è dedicato l’album che con un paio di serratissime tracce speech vuole essere resistenza sonora attiva. Bel disco e ottimo contributo alla memoria collettiva.

Sito: www.brigadisco.it

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tetuan-musica-streaming-qayinTetuan, “Qayin” (2013)
Post rock e strutture razionalizzanti, minimalismo ipnotico e psichedelia. Il disco sul Caino biblico è un viaggio sonoro dall’altra parte del mediterraneo in prospettive astoriche e assolute, che raccoglie lacerti di suoni e li innesta in forme gradevolmente rock, senza alcuna concessione alla cantabilità pop, in lunghi brani in minore segnati da una tensione drammatica alla ricerca del nulla. Questo rigirare su se stessi come dervisci, questa ricerca dell’Aleph non porta se non all’annullamento e all’ascesi: questa è la missione della psichedelia, e “Qayin” prende sul serio questa missione.

FB: https://www.facebook.com/TetuanQayin

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COVER isolutionWon, “Isolution” (2013)
Beh, qui non è proprio math, ma elettronica minimale e mesmerica, un disco ben congegnato e “suonato”, ma pecca di anima. Vuole essere “un funerale della musica elettronica” (cit.), vive senza maestri e aspira anch’esso al nulla, ma non mi pare abbia qualcosa di più di varia acid-house che si produce da tren’anni a questa parte. Una buona occasione per sviluppare un discorso innovativo e sperimentale, ma colta solo in parte. Una bella raccolta di efficaci beat.

FB: https://www.facebook.com/thisiswon

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miranda-asylum_brain_check_after_dinnerMiranda, “Asylum: brain check after dinner” (2013)
Che disco, signori! sin dalla title track avevo intuito che sarebbe scoccato qualcosa. “Suicide Watch” apre come “In the Beginning” dei primi Genesis con un Moog che mi inquieta e mi prepara al resto. Un disco impastato del meglio di 40 anni di rock, dal lento quasi-blues di “Bring drug and food” di floydiani sentimenti, agli echi barrettiani, al post rock fino al rock sonico degli anni 80.

meme jodaLe canzoni e il suono come non scontato terreno di ricerca ed espressione, la libertà sostenuta dall’estro e dal gusto, tante suggestioni: i Miranda si rivelano un promettentissimo ensemble di menti e musicisti che oserei definire Prog se ormai il termine non fosse storicizzato e sclerotizzato. Spiccano due brani, “Arabs on the run. Psycomelette” e “Technocratic Chinese Flue” in contesto in cui nessuna canzone fallisce il bersaglio.

FB: https://www.facebook.com/pages/miranda/59119808577

Categorie:Musica, Recensioni Tag:
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