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Raffica di LP di Maggio ’13

Musica d'acqua copertinaSursumcorda, “Musica d’Acqua” (2013)

Comincia con un triste fado il disco dei Sursumcorda, complesso senza genere, ricerca di musica totale. Senza rifiutare le influenze della musica da camera (gli archi che lavorano sulle armonie e incontrano le chitarre), la world music, con i suoni del Medio (“Il sogno di Amir”) e dell’Estremo Oriente (“Tang Lang”, forse la traccia migliore). Una raffinata ricerca sonora, un puntare al gradevole, al bel suonato, a una dimensione totalizzante del suono che non ha molti punti di riferimento, o ne ha troppi.
Come dei Gotan Project meno elettrici e meno argentini, non se ne fanno nulla del dramma delle cose, ricercando una dimensione astorica in cui il suono sgorga senza la ricerca di altre giustificazioni
Come dei Penguin Cafè Orchestra, meno metafisici, però, che sfuggono dal labirinto delle metafore e dall’accorata semplicità dei lavori di Simon Jeffres, senza l’angoscia dell’intuizione della compresenza di morte e gioia nelle stesse note.
Disco lieve, frutto di ricerca della bellezza; piacerà se non avete bisogno di direzioni prestabilite.

https://www.facebook.com/sursumcorda.musica

Pilia-Spaccamonti

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Paolo Spaccamonti “Frammenti” / Stefano Pilia “Stand Behind The Men Behind The Wire” (split disc – 2013)

Due chitarristi, un disco. Tre tracce di Spaccamonti, lineare e metodico. Apre con una traccia minimale e interessantissima (“Non lacrimare”) per proseguire in una dimensione più ascoltabile e quasi, quasi, più pop, forse meno efficace.
Più vicino ai maestri degli anni ’80, alla Michael Hedges e Dan Ar Braz per intenderci, il lavoro di Pilia che alterna fingerpicking acustico ad assoli sporchi e deliziosi di chitarra elettrica di godibile lirismo.

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wildmen-musica-streaming-haters-gonna-hateWildmen, “Haters Gonna Hate” (2013)

Evabbè. mi direte, è un disco di “Shit Music for Shit People”, sei sul loro libro paga, dài loro sempre cinque palle su cinque di valutazione (https://blogdiout.wordpress.com/tag/shit-music-for-shit-people/). Artisti scelti con cura, rock’n’roll d’autore e energia vitale a mille. Post punk e garage, casinari e sfrontati questi ragazzi selvaggi; l’unico difetto che trovo loro è che non si può analizzare ciò che è già semplice in questo “Haters Gonna Hate”, nel suo elementare bisogno di vita senza virtù, di forza senza violenza. HGH va ascoltato e basta.

Imeme2 pozzetto Wildmen, che abbiamo già apprezzato nell’aperitivo/split disc con i Capputtini ‘i Lignu, sono un duo che meriterebbe un pubblico ben più vasto e preparato dell’esiguo seguito che ha il rock in Italia nei patetici anni dei talent show de noantri.

https://www.facebook.com/wildmenband

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