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Recensione: Onan In Genere Ingenera (lp omonimo)

inlay esterna

di Gustavo Tagliaferri

Se quelli degli Uochi Toki si chiamano Accostamenti Improbabili evidentemente un motivo ci sarà.

Lo stesso motivo per cui, con la complicità della Unhip Records, tali Accostamenti Improbabili chiamano a rapporto il batterista Richi e il cantante e chitarrista Blighitz;  gli Onan In Genere Ingenera, permettendo loro di dare sfogo, in questo omonimo full length, ad un’indole tipica di un duo post-declino, come gli stessi si definiscono. Sia che si preferisca il silenzio della propria persona (“Lahzio”) a quello degli strumenti imbracciati (“L’Isola Scimmia”), si è di fronte ad un math-core filosofico, dove i Melvins, dopo una virulenta carica spaccaossa (“Ringraziamenti”, “Cinico Come Gaetano”) ondeggiano tra mitologia (“Risacco”) e teologia (“Ostia”), sacro e profano (“Sodalizio Sodomita”), lontano da uno schema comunque non assente del tutto (“Memento Mori”), e sempre portandosi dietro un eccesso di follia misto a teatralità (lo screaming di “Esso”), che deve qualcosina anche ai sopracitati, uno dei quali presente sul finale (Rico, nella caratteristica “Il Gallo”). Agire da duo post-declino vuol dire anche affrontare le conseguenze.

E per un CD simile sono più che positive!

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