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Crazy Diamonds: Genesis, “The Musical Box” (1971)

Un gioiello celebre, ma non meno bello.
Un giorno la piccola Cynthia, giocando a croquet, stacca la testa al suo compagnetto di giochi , Henry. Tempo dopo, a Cynthia capita di mettere in azione un carrillon (il “musical box” del titolo) e il fantasma del piccolo Henry appare. Mentre la invoca, Henry diviene sempre più vecchio e le esprime i suoi desideri repressi in quei pochi attimi che gli restano da vivere oltre la sua vita.
Il pezzo è stupefacente, in bilico fra hard rock e canzoncine infantili, con un testo che esprime tensione, desiderio, sesso, morte, fiaba: in esso, i Genesis incastonano una filastrocca, “Old King Cole” la cui melodia veniva suonata dal carrillon del povero Henry, che mai aveva gioito dell’amore di colei che lo aveva ucciso infante.

la splendida cover di Paul Whitehead

la splendida cover di Paul Whitehead

The Musical Box – Genesis

Suonami la filastrocca del vecchio re Cole
cosicché io possa unirmi a te:
Tutte le tue sensazioni sembrano essere così lontane
e non sembra nemmeno valerne più la pena.

La bambinaia ti racconterà bugie di un regno oltre i cieli
ma io sono sperduto in questa metà di mondo.
e non sembra nemmeno valerne più la pena.

Ma tu suonami la mia canzone: eccola di nuovo

Solo per un po’, per un poco,
il tempo rimastomi da vivere oltre la mia vita.

Ma tu suonami la mia canzone: eccola di nuovo

“Il vecchio re Cole era proprio un buontempone,
proprio un buontempone era lui.
richiese la sua pipa
richiese il suo archetto e i suoi violinisti che eran tre”

Ticchetta l’orologio sul caminetto
ed io…
io voglio
io sento
io conosco
io tocco il suo calore!

Lei è una fanciulla, ed ha il tempo:
tira indietro i tuoi capelli e lascia che io riconosca il tuo volto.
Lei è una fanciulla, lei è mia:
tira indietro i tuo capelli e lascia che io conosca la tua carne.
Ho aspettato per così tanto tempo,
tutto il tempo mi ha abbandonato
e non sembra nemmeno valerne più la pena.
Tu te ne stai lì con l’espressione sbigottita
dubitando di tutto ciò che devo dirti,
e allora
toccami, toccami ora, ora, ora!

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