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Out intervista… Andrea Costantini, fotografo

Self Portrait by Andrea CostantiniPare che il futuro della fotografia, della pittura e della computer-grafica vadano a congiungersi in un unico sentiero dove passato e futuro dialogano intensamente per aprire nuove finestre sulle cose e sull’uomo. Siamo quindi lieti di ospitare un artista come Andrea Costantini e di scoprirne l’estro e la fulminante abilità visiva e lo ringraziamo per la traduzione in inglese dei testi. A Corredo dell’intervista, presentiamo alcune sue opere tratte da due progetti  ([AntiQueFuture] Project e The [reflective spoon] Anthology) di cui diamo alcune notizie nei commenti al post.

Perché rifiutare il dono del digitale?
Intervista ad Andrea Costantini, fotografo di Claudia Amantini
 (Italiano/English)
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[reflective spoon] The Guitarist | Tribute to Escher 11x14

[reflective spoon] Jesus | Tribute to Escher 11x14

Out. Com’è iniziata la tua storia con la fotografia? Che tipo di formazione hai avuto e in che modo ti sei affacciato nel mondo professionale?  (How did your story begin with photography? What kind of training did you have and how you facing the professional world?)
Andrea Costantini.
La mia formazione in fotografia è iniziata negli anni 90, all’istituto d’arte di Pescara. Allora tutto era analogico e “reale” e l’apprendimento si svolgeva tra pellicole, emulsioni, camere oscure e tavoli luminosi. Dopo un iniziale percorso formativo che mi ha consentito di acquisire e perfezionare le tecniche delle arti grafiche e della fotografia ho alternato negli anni una grande passione da autodidatta alla volontà di impreziosire il mio curriculum con specializzazioni in Photoshop e Illustrator che mi hanno permesso di diventare un “Adobe Certified Expert” nell’utilizzo dei software di fotoritocco e grafica vettoriale. Ho conseguito le specializzazioni a Madrid e Parigi e grazie a queste esperienze sono entrato in contatto con altri professionisti, ne ho assorbito esperienze e consigli e ho trasformato la mia passione in una professione diventando un illustratore e graphic designer. Negli stessi anni ho iniziato ad occuparmi di fotografia. Combinando queste due arti sono nate le mie creazioni e grazie alla rete e ai social network il mondo professionale mi ha definitivamente aperto le sue porte. La mia ultima sfida è stata quella di creare un magazine di fotografia on line: Photographize.org, di cui sono editore e curatore e che ha avuto l’onore di pubblicare lavori di alcuni tra i migliori artisti e fotografi contemporanei.
(My training in photography started in the 90’s at the Art Institute of Pescara. At that time everything was analogic and “real” and the learning process was about photographic films, emulsions, dark rooms and light tables. My training allowed me to acquire the techniques of graphic arts and photography. Over the years I mixed a great passion and the desire to improve my resume. I became an “Adobe Certified Expert” in the use of photo editing software and vector graphics.I have achieved these specializations in Madrid and Paris and through these experiences I got in touch with other professionals. I have absorbed their experiences and advices and I turned my passion into a profession becoming illustrator and graphic designer. In the same years I started working in photography.)

Il Giardino delle Delizie [Hortus Deliciarum] (The Garden of Earthly Delights) Tribute to Hieronymus Bosch

O.Vivi negli Stati Uniti, come mai questa scelta? Come definiresti il tuo percorso professionale? (You live in the US; why this choice? How would you describe your career path?)
A.C. La scelta di vivere negli Stati Uniti è nata inizialmente dal trasferimento, per motivi lavorativi, di mia moglie e dalla voglia di sperimentare e assaporare nuove atmosfere. Vivo e lavoro a Washington DC dal 2009. La multietnicità e i contrasti di questo paese hanno dato una nuova impronta alla mia arte e sono stati finora fonte di nuove ed eccitanti ispirazioni. Questo paese è aperto al mondo dell’arte e a nuove proposte e quest’aspetto è stato determinante nella mia scelta di continuare qui il mio percorso professionale che definirei quello di un autodidatta col vezzo della tecnica e una grande tenacia. I miei traguardi sono stati raggiunti a piccoli passi, alternando estro e metodo ma il mio percorso è ancora in evoluzione.
(Initially, I moved in US because my wife got a new job here. The choice of living in the United States was founded on the desire to taste new atmospheres. I live and work in Washington DC since 2009. The multi-ethnicity and contrasts in this country have given a new imprinting to my art and so far have been a source of new and exciting inspiration. This country is open to the world of art and to new perspectives, this was foundamental for my decision to continue my career here. I think about myself as a self-educated with the habit of the technique and a great tenacity. My goals have been achieved in small steps, alternating inspiration and method, but my journey is still evolving.)

Improvvisamente [Ex abrupto]

Ogni cosa a suo tempoO. Raccontaci che attrezzatura usi, che tipo di rapporto hai con le tecnologie digitali, cosa pensi della fotografia nell’era moderna. (Tell us what equipment you use, what kind of relationship you have with digital technology, what do you think of photography in the modern era.)
A.C. Per la fotografia mi affido alla mia inseparabile Canon Eos 60D, al mio obiettivo zoom grandangolare EF 16-35mm f/2.8L USM (il mio preferito!). Uso anche un fisheye, un teleobiettivo e l’ultima arrivata, una piccola “pancake lens” da 40mm! Un flash e un paio di cavalletti completano la famiglia…fino al prossimo acquisto! Per la postproduzione delle immagini, le illustrazioni e la grafica digitale utilizzo i software Adobe di ultima generazione e una tavola grafica Wacom e mi affido all’hardware del mio MacPro 3. Credo che la fotografia nell’era moderna abbia ricevuto il dono del digitale. Può servirsene per esprimersi al meglio sfruttando le tecnologie più avanzate ma può talvolta scegliere di allontanarsene per tornare all’odore delle emulsioni, alla scelta manuale delle esposizioni e ai fogli e le matite che nel mio caso accompagnano la nascita di un nuovo progetto. Sono bozzetti, appunti, post-it e foglietti vari che trasformano in ispirazione e in immagini ciò che mi circonda. Le tecnologie digitali hanno aperto alla fotografia nuovi orizzonti, senza impedirle di mantenere la sua identità.
(When I shoot I rely on my inseparable Canon Eos 60D and on my wide zoom lens EF 16-35mm f/2.8L USM (my favorite one). I also use a fisheye lens, a telephoto lens and the latest addition, a small “pancake lens” 40mm! I have a flash and a couple of tripods to complete the family… until the next purchase! For post production, illustrations and computer graphics I love the Adobe softwares and the latest generation of graphics tablet Wacom, and I process everything with my MacPro 3. I believe that photography in the modern era has received the gift of digital. You may use it to express yourself and you can take advantage of the most advanced technologies. Then, sometimes, you can choose to go back to the smell of emulsions and to the choice of manual exposure. Papers and pencils accompany the birth of a my projects. Sketches, notes, post-it notes and various leaflets turn into inspiration and images. Digital technologies have opened new horizons to photography without preventing it from maintaining its identity.)

Voce di popolo, voce di Dio (Vox populi, vox Dei)

Fatti, non parole [Facta non verba]O. Qui presentiamo due tuoi progetti, attualmente invece a cosa stai lavorando? (Here we present two of your projects, but what you’re currently working on?)
A.C. Qualcosa di nuovo bolle in pentola! Non vorrei dire molto sul mio prossimo lavoro ma il mio studio dei volti e dei segreti che un viso nasconde sarà il leitmotiv della mia prossima esperienza fotografica. Se restate sintonizzati il prossimo marzo 2013 potrete avere un assaggio delle novità.
(Something new is brewing! I would not say much about my next work, but my study of faces and the curiosity for secrets hidden bihind any face will be the leitmotiv of my next photographic experience. If you stay tuned for the upcoming March 2013 you will get something new.)

 RIMANDIAMO ALLE PAGINE CURATE DA ANDREA COSTANTINI PER UNA PRESENTAZIONE PIU’ AMPIA E DOCUMENTATA DELLE SUE OPERE.

www.constantinarts.com
www.photographize.org
https://www.facebook.com/pages/C-O-N-S-T-A-N-T-I-N-a-r-t-/135264913215665
https://www.facebook.com/pages/Photographizeorg/304966166010

  1. Franciscus wm
    gennaio 21, 2013 alle 11:09 pm

    DESCRIZIONE DEI PROGETTI – di Andrea Costantini

    [AntiQueFuture] Project
    Elaborazione di  ritratti che mescolano elementi del passato, prettamente di concezione rinascimentale (pose di ¾ o sguardo rivolto all’artista), con oggetti del nostro tempo (telefoni, radio, computers etc.). Ogni personaggio nel quadro e’ inserito in una cornice che rappresenta un’altro quadro, un omaggio a maestri del passato come Pieter Bruegel, Hieronymus Bosch, William Turner). Tutti i personaggi sono accompagnati da animali rappresentanti le simbologie piu’ disparate della storia dell’arte.

    The [reflective spoon] Anthology
    Chiaro riferimento all’opera del maestro Maurits Cornelis Escher “Mano con sfera riflettente”,  altrimenti conosciuta come “Autoritratto allo specchio sferico”.  Qui e’ stato utilizzato un cucchiaio da portata che riflette personaggi di fantasia o persone reali intente nelle loro mansioni lavorative.
    http://en.wikipedia.org/wiki/Hand_with_Reflecting_Sphere

    ––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––

    [AntiQueFuture] Project
    Modified portraits combining elements from the Renaissance ( three-quarter view or subject’s eyes straight at the viewer ), with objects of our time (telephones, radios, computers, etc.). Each character in the picture is placed in a frame which represent an homage to past masters such as Pieter Bruegel, Hieronymus Bosch, William Turner. Animal representing symbolism from art history are present in every portrait.

    The [reflective spoon] Anthology
    Clear reference to the work of the master Maurits Cornelis Escher “Hand with Reflecting Sphere”,  also known as the “Self-portrait in spherical mirror”.  Here a spoon reflects fantasy  characters or real peaple engaged in their in their job.

  2. Takehiko Miura
    febbraio 9, 2013 alle 7:04 am

    That’s totally Fantastic !! I like u r idea and expression …..!!

  3. Takehiko Miura
    marzo 2, 2013 alle 10:44 pm

    These are great idea of imagination ……

  4. Franciscus wm
    marzo 3, 2013 alle 1:14 pm

    You’re right, Take: Costantini creates a really astonishing and explosive post-modern art mixture

    stay tuned: more artist to come

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