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Recensione: Massimo Gramellini, “Fai bei sogni” (romanzo – 2012)

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La vita non fa sconti – di Chiara Lorenzetti

“Non essere amati è una sofferenza grande, però non la più grande. La più grande è non essere amati più.”

“Fai bei sogni” è il racconto autobiografico di Massimo che a 8 anni perde la madre per un infarto. Questo lutto, così potente e violento, diventa il leitmotiv della sua vita, da senso di colpa a vergogna, da sofferenza a nascita di patologie emotive invalidanti negli anni a venire. La storia di Massimo viene raccontata passo passo con accanto la figura materna, idealizzata e pura nella sua amorevole presenza, unico rifugio per le vicissitudini della vita. Massimo figlio, scolaro, universitario, giornalista, amante, marito, cresce e fa progressi senza vederli, travolto dal continuo dolore per il torto della madre nei suoi confronti, l’abbandono, che lo porta a distruggere ogni tipo di rapporto umano pur di non avere la felicità di poter comunque amare.

Solo con la scoperta della vera natura della morte della madre, avvenuta in età adulta, Massimo recupererà la voglia di vivere e una serenità di pensieri da condividere con la persona che ama.

———————————————————

Il romanzo di Massimo Gramellini segue ” L’ultima riga delle favole” romanzo onirico e surreale, con qualche accenno alla vita personale. Con “Fai bei sogni” il filone autobiografico prende il sopravvento. Il suo scrivere è fluido, semplice e ben organizzato, con alternanza di dialoghi e narrazione. Molti sono gli accenni culturali e storici dell’Italia del dopoguerra, ben inseriti nello svolgersi della storia. Un libro leggero che si legge in poche ore.

Alcuni freni hanno però inceppato la mia lettura, primo tra tutti l’autobiografia. In questi anni si è visto un pullulare di autobiografie di calciatori, politici, attori e giornalisti, storie comuni e poco interessanti, scritte, presumo, per il semplice narcisistico bisogno di raccontarsi. Solo che non tutti sono nati Napoleone Bonaparte.
In secondo luogo l’esagerato vittimismo di cui si ammanta tutta la storia. Non metto in dubbio il sentire dell’autore, ma l’esasperazione spinta al voler commuovere a tutti i costi non mi aggrada. Ci sono inoltre parecchi luoghi comuni che rendono il discorrere banale, più vicino ad una rivista femminile degli anni ’50 che ad un vero romanzo. Da ultimo il lancio editoriale del libro avvenuto da Fabio Fazio su Rai 3 dove Gramellini esortava i lettori a comperare il libro per venire a conoscenza della modalità della morte della madre (il fatto viene rivelato solo nelle ultime pagine). E vogliamo parlare del “dicono di me” pubblicato nelle ultime pagine del libro, con i commenti positivi dei lettori? Un’autocelebrazione pura e semplice.

 

Da un libro mi aspetto emozioni, genialità, avventura, poesia e passione, cose che a mio giudizio scarseggiano in questo racconto, privilegiando un’autobiografia a mio parere più utile al salottino di uno psicologo che ad un pubblico di lettori amanti della buona lettura.

La vita non fa sconti a nessuno, basta viverla.

 

Titolo: Fai bei sogni

  • Autore: Massimo Gramellini
  • Editore: Longanesi
  • Data di Pubblicazione: Ottobre 2012
  • ISBN- 978-88-304-2915-4
  • Pagine: 223
  • Prezzo: 14.90
Categorie:Libri
  1. gennaio 5, 2013 alle 11:46 pm

    Reblogged this on squarcidisilenzio.

  2. gennaio 6, 2013 alle 11:18 am

    non l’ho ancora letto, anche se amo molto gramellini, nella sua veste di giornalista specialmente, il suo “buongiorno” resta una delle poche valide ragioni per comprare la stampa quotidianamente

    • gennaio 6, 2013 alle 3:14 pm

      Piace anche a me Gramellini, ma non nella versione scrittore di romanzi. se hai letto “l’ultima riga delle favole” ti sarai trovato in un sogno psichedelico che non portava da nessuna parte. Io credo, ma è un mio pensiero, che non siano ancora maturi i tempi per lui di diventare scrittore, ha troppe cose in mente ma non riesce ad esprimerle chiaramente.

      • gennaio 6, 2013 alle 4:01 pm

        proverò e ti dirò🙂

  3. Franciscus wm
    gennaio 6, 2013 alle 3:57 pm

    una diversa visione del libro, che a sto punto mi devo leggere, è qui in un post di una nostra autrice, Flavia
    https://blogdiout.wordpress.com/2012/09/21/reload-massimo-gramellini-fai-bei-sogni/

    • gennaio 6, 2013 alle 4:20 pm

      Letto! In fondo diciamo le stesse cose, che è ben scritto ed è leggero nel discorrere. Diverse sono le posizioni: io forse sono già oltre Gramellini e non trovo nessun insegnamento di cose che ho imparato da me, vivendo.
      Grazie mille per la condivisione, la apprezzo molto e mi è utile per riflettere e crescere.

  4. Anonimo
    aprile 8, 2013 alle 1:36 pm

    IL COMMENTO è QUESTO E QUALUNQUE ESSO SIA VA ACCETTATO:
    CHIEDO AL GIORNALISTA SCRITTORE SE RICORDA BENE IN QUALE GIORNO E SOPRATTUTTO A CHE ORA CI FU L’ALLUNAGGIO. LEI SCRIVE “La notte del primo uomo sulla Luna…” “Io e Cristina sdraiati sul prato…..
    dalle finestre dell’albergo giungevano le voci dei telecronisti….”
    Due bambini alle 4,17 ancora sul prato? Ma l’ha riletto il suo capolavoro? prima di pubblicarlo.

  5. Anonimo
    aprile 8, 2013 alle 5:32 pm

    sistema molto democratico di accettare le critiche

  6. Anonimo
    aprile 8, 2013 alle 5:55 pm

    lo scrittore che non sa accettare una critica anche utile, non ha la possibilità di continuare ad esserlo.

  7. anonimo
    aprile 8, 2013 alle 5:59 pm

    lo scrittore che non sa accettare una critica su una precisazione richiesta da un lettore non ha la possibilità di continuare ad esserlo.

  8. Franciscus wm
    aprile 8, 2013 alle 6:15 pm

    Sono uno degli amministratori: ho messo in sospeso il primo dei tuoi commenti (“IL COMMENTO è QUESTO E QUALUNQUE ESSO SIA VA ACCETTATO”), gentile Anonimo (ma inventarsi anche un nick per non chiamarti anonimo no?), in quanto francamente credevo fosse un testo random di uno spambot. Continuo a non capire in cosa consista la critica perché non comprendo cosa significhi il testo suddetto. Lo spazio è aperto ad un eventuale chiarimento.
    Abbiamo ospitato anche critiche dai toni tutt’altro che leggeri, quindi l’accusa di censura non ci tange.

    Chi ha scritto ha messo nome, cognome, faccia e ha fatto una critica lecita con toni molto pacati, dando il suo punto di vista. Personalmente, ritengo che dare patenti di credibilità a seconda se si sia d’accordo o meno con la persona che abbiamo di fronte sia una pratica sbagliata e inutile, ma tant’è…
    In fede, Fra.

  9. Franciscus wm
    aprile 8, 2013 alle 6:34 pm

    continuo a pensare sia uno spambot, però il patchwork è divertente…

  10. pensiero libero
    aprile 8, 2013 alle 6:46 pm

    ho messo il mio nome che ha lo stesso valore di un (franciscus wm.) Ci sono vari modi di presentarsi: chi dà importanza a ciò che dice o chiede, chi mettendo una faccia orribile.

  11. Franciscus wm
    aprile 8, 2013 alle 7:05 pm

    è tua libertà pensare che un disegno di Dave McKean sia un viso orribile.
    è un patchwork che io trovo affascinante, copertina di un volume storico di Sandman, ma a chi non piace, non piace.

    Da altri luoghi di questo blog e nei social mi firmo per intero, lascio a te l’onere della scoperta della mia identità😛 . Sono un gestore del blog, ma non l’autore dell’articolo, come vedi dalla firma in calce ad esso, firma per nome e cognome.

    Domanda: non ho capito la critica… Allunaggi, cristina sdraiata sul prato ? (Cristina chi?), bambini alle 4.17? Nella recensione dove stanno? Spam creativa?

  12. aprile 8, 2013 alle 7:09 pm

    Sig. Pensiero Libero, ma lei sta commentando la mia recensione, o ha un monte giornaliero di parole da spendere a caso qui e là?
    Sa che non ho ben capito a chi, come, quando e dove lei si stia riferendo?
    Cordialità.
    Fra, il tuo patchwork è molto glamour:)

    • Franciscus wm
      aprile 8, 2013 alle 7:14 pm

      Misteri della fede. grazie del “glamour”: sarai la prima persona che me lo dice in assoluto😛

    • Franciscus wm
      aprile 8, 2013 alle 9:23 pm

      Credo di aver capito… il signor Pensiero Libero ha rivolto una critica a Gramellini e a un luogo del libro dove si parla evidentemente dello sbarco sulla Luna, criticandone la veridicità; non si riferiva alla recensione di Chiara… comunque, dato che dubito che Gramellini legga questi blog, penso che al nostro lettore convenga mandare una email a La Stampa o un commento al blog dello stesso Gramellini e discutere con lui direttamente.

  13. aprile 9, 2013 alle 12:53 am

    Bravo Francesco. Io però non lo ricordo quel pezzo del libro, sarà che l’ho rimosso?🙂
    c

  14. settembre 5, 2013 alle 6:03 pm

    guarda che la madre non muore per infarto…

    • settembre 5, 2013 alle 11:54 pm

      Se hai letto il libro sai che al bambino Massimo viene raccontato così. E se hai letto bene la mia recensione ( cosa che non credo) leggerai che scrivo che verso la fine Massimo saprà la vera causa della morte della madre. Occorre leggere sempre tutto con molta attenzione Paola e non dedicarsi alle puntualizzazioni.
      Ciao

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