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Rrröööaaarrr, i Bathory

Sesta puntata della nostra rocciosa rubrica metal. Questa volta ci trasferiamo nella gelida Svezia per incontrare in una notte di luna piena i leggendari Bathory. Nome ispirato dalla contessa serial killer ungherese Erzsébet Báthory.

Il metal del Walhalla by Doom

Bathory_logoLa band è ritenuta fondamentale per l’evoluzione del black metal nonché per aver contribuito alla nascita del viking metal. Formata nel 1983 dal cantante, chitarrista e leader Quorthon, all’epoca conosciuto come Black Spade(cambiò nuovamente soprannome in Ace Shoot prima di passare a quello definitivo). I Bathory vengono notatidalla Tyfon Grammofon’s che chiede al gruppo due canzoni da inserire nella compilation Scandinavian Metal Attack. Le due tracce ottengono un inaspettato successo così i boss della casa decidono di far registrare al gruppo un album. Il debutto ‘Bathory’ esce nel 1984 e seguito nel 1985 da ‘The Return’. Il primo lavoro è molto grezzo e mal registrato, tuttavia è proprio per questa particolarità che molti fan si sono avvicinati al gruppo. Il secondo album è caratterizzato da canzoni più lunghe del primo, anche se registrate decisamente meglio. Entrambi i lavori sono pesantemente originati dal thrash metal molto oscuro sullo stile dei Venom.
Nel 1987 esce
‘Under the Sign of the Black Mark’, il disco presenta sonorità considerate importantissime per l’evoluzione del black metal, infatti in questo album Quorthon crea una musica con un tono decisamente “malvagio”, che caratterizzerà la futura ondata black metal. In questo album le ritmiche si fanno ancora più veloci con la presenza della chitarra “a zanzara”, elemento che conferisce all’album un suono più pieno e volutamente più confusionario. ‘Blood Fire Death’ (1988) evidenzia un certo “rallentamento” delle composizioni, che lasciano più spazio alla melodia, ma le sonorità rimangono pressoché incisive come in passato.


Bathory
La svolta si completa con il successivo
‘Hammerheart’ (1990), primo vero album ‘Viking metal’, dove la furia thrash degli esordi viene accorpata con atmosfere epiche ed evocative, accantonando il satanismo degli esordi con testi che si riferiscono ai vichinghi e alla mitologia norrena (Nella mitologia norrena, gli einherjar o einheriar erano gli spiriti dei guerrieri morti combattendo valorosamente in battaglia). Inoltre, per la prima volta, fu adottata la tecnica del “triplet gallop beat”. Tecnica resa famosa dagli americani Manowar band dedita all’ ‘epic metal’. Con ‘Twilight of the Gods’ uscito nel 1991, la band prosegue lo sviluppo del nuovo genere, aggiungendovi nuovi elementi ed estendendo considerevolmente la schiera dei fans. Nel 1994 e nel 1995 escono ‘Requiem’ e ‘Octagon’ album che sterzano verso un classico thrash metal. Questo cambio di genere così brusco non incontra i gusti dei fan che invocano un ritorno alle origini. Quorthon accontenta in parte queste richieste con i successivi Blood on Ice (1996), ‘Destroyer of Worlds’ (2001) mentre con ‘Nordland I’ (2002) e ‘Nordland II’ (2003) si ritorna alle sonorità epiche del ‘Viking metal’.

QuortonParentesi solista: Nel 1993 Quorthon decise di accantonare momentaneamente il progetto ‘Bathory’ e nel 1994 pubblicò un lavoro solista intitolato semplicemente ‘Album’. Il disco di hardandheavy influenzato da sonorità sabbathiane e mountainiane (Mountain band di hardandheavy americana) si rivelò un insuccesso di critica e di pubblico.Nel 1997tentò di nuovo con un disco solista intitolato ‘Purity of Essence’, dove si incrociano sonorità che vanno dai Sex Pistols ai Beatles. Con l’insuccesso del secondo disco convince Quorthon ad abbandonare definitivamente l’idea di una carriera solista e dedicarsi a tempo pieno al progetto ‘Bathory’. Quorthon muore prematuramente nel giugno del 2004 per un attacco cardiaco fulminante.

Tutto il catalogo discografico dei ‘Bathory’ è distribuito dalla Black Markrecords etichetta fondata da Quorthon.

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