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Recensione: Jet Set Roger, “In compagnia degli umani” (2012)

Narrative… datemi le canzoni narrative!!! basta “baby I love you”, abbiamo capito, diamine! L’ami, la desideri o l’hai perduta. Troppe love songs: raccontatemi qualcos’altro, ve ne prego.

Vengo accontentato.

https://blogdiout.files.wordpress.com/2012/02/copertina-roger_incompagnia.jpgÈ possibile elevare la morte a categoria estetica, quel sentimento bordeline che mischia la fascinazione della fine con il desiderio del male espresso con eleganza superomistica e cinismo divertito e crudelmente intelligente? In letteratura abbiamo il dandysmo decadente di Huysmann, nella storia del rock ci ha pensato invece David Bowie con un disco ampiamente sottovalutato (“Outside”, ritenuto universalmente una schifezza, ma che non dispiace affatto a chi scrive). Eppure ci ho messo parecchio, almeno un anno, a cogliere il valore di “In compagnia degli umani” di Jet Set Roger, cantautore che mischia liriche striate di ironia acida e divertente con un glam, una teatralità rara di questi tempi.

Se ricordate, il suo disco ci era giunto con gli altri della Kandisky Records, tutti prodotti assai godibili, ben prodotti e qualitativamente rilevanti, ma l’album del bresciano Roger Rossini e dei suoi sodali (Pietro Zolla alle chitarre elettriche, Carlo Dall’Asta al basso e Marco Guerrini alla batteria) ha guadagnato posizioni nei nostri ascolti lentamente, non è mai sparito dalle nostre playlist (e ne spariscono di cose…) ed è rispuntato, indimenticato, dopo lungo tempo.

Eppure anche musicalmente è un disco micidiale, con una cantabilità quasi pop, pieno di passaggi davvero efficaci e che restano impressi: citiamone qualcuno. Ucciditi o Crea” è la crisi di chi ha smarrito la giovinezza e deve decidere una svolta di fronte al tempo che incombe: ammazzarsi o eliminare la banalità dell’esistenza, mica cotiche…; “Sono un burbero” è il ritratto di un sociopatico che fa scattare un immediato transfert;“Il grande dittatore” andrebbe bene per il MegaDirettore Galattico di Fantozzi, un ritratto del servilismo impiegatizio; “Meditando vendetta” è micidiale nella sua paranoia nel contrasto fra il locus amoenusche fa da background e i sentimenti del protagonista; infine “L’uomo con la lametta” è la storia di un assassino che uccide quasi come atto d’amore, rivestendo di sensualità l’atto dell’esproprio della vita altrui.

Le canzoni arrivano dritte al cervello, la chitarra apre riff davvero accattivanti, i testi provocano, scuotono, irridono; la teatralità di Jet Set Roger, compiaciuta e smaccatamente esibita, plasma un teatro-canzone che ci narra le pieghe di quella vita che raramente trova spazio nell’arte popolare della canzone e (se non di rado) nel cinema.
JSR ci ha aperto una botola e noi ci siamo caduti: ma questo inferno almeno sa di rock’n’roll. E non sappiamo se ringraziare… ma intanto ce ne andiamo canticchiando “Sono un burberoooo, non ricordo i compleanni… NAH NAH”.

LINK PER ASCOLTO: http://www.kandinskirecords.com/ascolto_jetsetroger/mp3player.html

PAGINA FB: http://www.facebook.com/jetsetrogerofficial

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