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Recensione: Architecture of the Universe, “Il Grande Freddo” (2012) EP

Non è così difficile innamorarsi di un nome che suggerisce un’idea, specie quando questa idea ti suggerisce una possibilità di uno sguardo superiore sulle infime cose del mondo, una visione che sussuma bene e male, accidente e necessità, fino a delineare una struttura, i contorni del reale che si fa Cosmo. Insomma, chiamarsi Architecture of the Universe è una bella responsabilità e inviarmi l’Ep è un bel rischio: con un nome del genere le aspettative sono alte.
Provo a premere play senza pregiudizi, ma ammetto di attendermi qualcosa alla Ozric Tentacles. Con le dovute proporzioni, non vado molto lontano: forse meno psichedelia, più rock’n’roll. Gli Architetti costruiscono quattro pezzi fondati su due-accordi-due molto minimali sovraincidendo fili melodici spuzzati di dissonanze lievi, una sorta di ambient schitarrante da mettere in loop per un ascolto “d’ambiente”, disteso e rilassato. All’inizio possono apparire monotoni, ma l’ascolto comincia a ingranare se smettete di cercare la melodia, la cantabilità pop e vi inoltrate nei meandri del loro labirinto allo scopo di perdervici.


Link utili

Bandcamp: http://architectureoftheuniverse.bandcamp.com/
Facebookhttp://www.facebook.com/ArchitectureOfTheUniverseBand

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