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Out intervista… Francesca Galliani, fotografa (prima parte)

Intervista a Francesca Galliani di Claudia Amantini e Rosanna Bernacchia

(PRIMA PARTE)

Francesca Galliani, italiana ma d’adozione americana, si trasferisce negli Stati Uniti dove si laurea in Belle Arti alla Corcoran School of Art di Washington DC. La sua carriera inizia a New York, mostre, premi, riviste di moda. Oggi più che fotografa possiamo definirla Artista a tutto tondo. (Italian but American by adoption, she moved to the United States where she graduated in Fine Arts at the Corcoran School of Art in Washington DC. She started her career in New York, with exhibitions, awards, and working for fashion magazines. Today, more than a photographer we can define her allround artist.)

Out. La prima domanda è anche la più “scontata”. Sei italiana ma giovanissima sei partita per gli Stati Uniti. Inseguivi il “Sogno Americano” o era più l’esigenza di scappare da un Paese che sentivi “stretto”? Le cronache dicono che vivi tra New York e Milano… ma cosa pensi ora dell’Italia, con l’occhio di chi la vede da “fuori”? (The first question is a little bit expected: you left Italy and went to the USA when you were very young. Did you leave your country of origin because it didn’t suit you anymore or were you fascinated by the American dream? What ‘s your opinion about Italy today?).
Francesca Galliani. Sono andata via dall’Italia perché sentivo il bisogno di conoscere altri luoghi ed ero affascinata dall’America. Inoltre non mi sentivo a mio agio in Italia poiché il mio modo di essere non era quello propriamente detto delle donne. Crescendo mi sono resa invisibile. Quando andai a vivere a Washington – città molto più liberale – riuscii ad uscire dal guscio ed iniziai ad essere me stessa.(I left Italy because I needed to explore other places and I was fascinated by America… I also felt I didn’t fit in my own country because of my way of being that didn’t fit the role of a woman. Growing up I rendered myself invisible. When I went to Washington D.C  I was able to come out of my shell and celebrate who I was, having landed in a town that was much more liberal. It is also important to add that there is a big difference between the U.S coasts and any other part of America. They are like two separate worlds.)

O. Solitamente si chiede se si preferisce la fotografia in b/n o a colori. Oggi dovrei chiederti se ami di più la pellicola o il digitale. C’è anche la “moda” delle fotografie tramite cellulare, anni addietro, per l’immediatezza dell’immagine, c’era la Polaroid.  Francesca, nell’era moderna,  con cosa ama fotografare? (Do you prefer  film camera or digital? Some  years ago pictures could be taken by Polaroid and today there are cell phones. How do you like taking pictures today?)
F.G.
Ho fotografato in analogico fino ad un paio di anni fa. Il digitale l’ho cominciato ad usare da due anni a questa parte e per pura convenienza. Preferisco senza dubbio la pellicola. Ha una sua tridimensionalità, profondità di campo e ricchezza che il digitale non ha. (I shot analogue till a couple of years ago. Digital has been introduced into my life only for the last 2 years mainly for convenience. I definitely prefer film. It has a tridimensionality, depth of field and richness that digital doesn’t have.)

O. Sei nata come fotografa per giornali di moda, sei stata scelta da Levi’s per la campagna della linea “blue”, anche se ora la sola dicitura “fotografa” sembra calzarti stretta: le tue opere sono un mix tra fotografia, pittura, collages… da dove nasce la tua passione per la fotografia? Cosa colpisce il tuo occhio e cosa lo influenza per creare quello che crei? (You started your career as  fashion  photographer and you were chosen for  one of the Levi’s advertising campaigns. Your works seem to be a perfect mix of photography, painting, collage. Where was your love for photography born? What strikes you and influences you the most?)
F.G.Iniziai la mia carriera come fotografa di accademia di belle arti. Dopo aver frequentato per 5 anni la Corcoan School of Arts presi il diploma ed infine cominciai a frequentare il mondo della moda. Il mio amore per la fotografia iniziò frequentando un corso base. Poiché volevo imparare ad usare l’obiettivo finii per innamorarmi pazzamente della fotografia. Volevo passare tutto il mio tempo a fotografare e stare nella camera oscura. Oggi ciò che più mi ispira sono le esperienze della mia vita.
(I did start my career as a fine art photographer. After attending the Corcoran School of Art for five years getting my bachelor degree in fine arts, I eventually started to enter the fashion world.My love of photgraphy started when I took a class in basic photography. Wanting to learn how to use a camera I fell madly in love with photography and ended up wanting to spend all my time either shooting or being in the darkroom. Today, what influences me most is my life experience.)

O. Diciamoo “opere” perché dire solo fotografia mi pare riduttivo, visto il risultato finale.  I tuoi inserti pittorici&collages si basano su colori forti (mi viene in mente il rosso) e le scritte sembrano slogan, frasi /parole non “appoggiate” a caso. Due elementi che si accavallano all’immagine fotografica, arricchendola, donandole maggiore forza emotiva . Attualmente la tua Arte è quella di fotografare, stampare su tela e poi apportare “modifiche”, come sei giunta a questa soluzione? (Your works are true work of art, your collage are painted with strong colours and you use words and slogans as well. Colours and words are two elements which give great emotional power to images. You print your pictures on canvas and then you work on it. Do you also modify the negative? How did you get to this  technique?)
F.G.
È stato durante gli anni della Art School che ho iniziato a sperimentare le varie tecniche di stampa. Da allora ho sempre voluto spingermi oltrei limiti della sperimentazione, riuscendo ad elaborare una mia propria tecnica ed intervenire manualmente sulle mie foto, dandogli il senso della pittura. Mi è sempre piaciuto scoprire nuove superfici fino a stampare su grandi tele o dipingere sulle immagini, aggiungendo strati di colori o elementi di collage. E’ stato un processo che si è evoluto attraverso gli anni. (It was in art school that I started experimenting with different techniques in printing and with negatives. Since then I have always loved to push the limits of experimentation, coming up with my own techniques and starting to manually intervene in my photographs, giving them a painterly feelingI have always loved to discover new grounds which also led me to printing on large canvas and starting to paint on my images, adding layers and elements of collage. It was a process that evolved throughout the years..)

(CONTINUA 1.)

LINKS UTILI

PAGINA FACEBOOK: www.facebook.com/francescagalliani.artist
SITO: www.gallianiphoto.com

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