Home > Musica > Crazy Diamonds: Marillion, “Chelsea Monday” (1983)

Crazy Diamonds: Marillion, “Chelsea Monday” (1983)

In una strada elegante di Londra si aggira una ragazza dalle sembianze di un angelo, che ha venduto il suo corpo a un playboy da strapazzo. I sogni di bambina, come macigni, frenano il suo passo, la proiettano nella vertigine e nel delirio, la fanno vivere su quello schermo del cinema tanto sognato fino ad un destino ineluttabile.
Nel loro secondo album, i Marillion fanno vivere questa triste vicenda in una canzone tra le più struggenti che abbia mai udito attraverso la voce del divino Fish e una orchestrazione di armonie rock che non si sentivano dai tempi dei Genesis. Spero di rendere al meglio il testo originale (suggerimenti sempre ben accetti).
Buon riascolto per chi la conosce, buona scoperta a chi non ha mai ascoltato i grandissimi Marillion.

Chelsea Monday, Marillion

Principessa da cataloghi,
apprendista seduttrice
che si nasconde nel suo mondo di plastica in una città di lustrini,
attendendo il principe nella sua bianca Capri (1)
un giovane e dinamico Tarzan corteggia la regina del soggiorno

Lei interpreta l’attrice nella camera da letto
Impara le sue battute da riviste patinate
Mette in fila le perle dai suoi sogni di bambina
mentre fa l’audizione per diventare una stella sullo schermo d’argento

Pazienza, mio angelo luminoso, pazienza mia bimba profumata,
Un giorno ti ameranno davvero tutti quanti,
li incanterai col tuo sorriso.
Ma ora c’è solo un altro pomeriggio a Chelsea.

Nella città dei sognatori,
scorrendo col suo incenso nel labirinto di Londra,
giocando coi volti nel Paese delle Meraviglie fatto di neon,
intrattenere ombre che si sparpagliano su una corsia dal pavimento fracassato.
Oserà lei recitare soliloqui al rischio di un vuoto applauso
per un lunedì a Chelsea?

Pregherà perché giungano domeniche infinite
mentre lei entra nel tramonto giallo zafferano,
evocherà amanti fantasma dagli stracci sgualciti dell’alba;
il miraggio di Saint Tropez esaudito e già dimenticato
fragrante afrodisiaco, la tuberosa ormai secca
di un lunedì a Chelsea, un dolce lunedì.

Pazienza, mio angelo luminoso, pazienza mia bimba profumata,
Un giorno ti ameranno davvero tutti quanti,
li incanterai col tuo sorriso.
Ma ora c’è solo un altro pomeriggio a Chelsea.

Una voce: “Senti, John, hai letto il giornale di quattro ore fa all’incirca?
Hanno ripescato una pollastra dal Tamigi (2)
capelli biondi, occhi blu,
diceva che voleva fare l’attrice o roba simile,
nessuno sa da dove è venuta né dove andava
e la cosa divertente è che sorrideva
stava sorridendo.
Che spreco!”

Principessa da cataloghi,
apprendista seduttrice
che si nasconde nel suo mondo di plastica in una città di lustrini
di un lunedì a Chelsea.
Lei stava solo sognando.

(1) Un modello di Ford considerato una macchina sportiva per poveracci.
(2) “the Old Father” è il Tamigi, il fiume-simbolo di londra chiamato anche così dai Genesis in un’altra scena di un suicidio in “Selling England by the Pound” una decina di anni prima. Una citazione dei loro idoli, insomma.

  1. Non c'è ancora nessun commento.
  1. No trackbacks yet.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: