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Betty Poison Japan Tour (2) – Bagni con effetti sonori. Autolesionismo da palco e taxi nella notte

Betty Poison Japan Tour (2) – Bagni con effetti sonori. Autolesionismo da palco e taxi nella notte di Lucia Rehab

(Qui la PRIMA PUNTATA)

Ci spostiamo ad Osaka. Durante il viaggio sperimento la diversità degli autogrill “deoccidentalizzati”, pieni di foto di geishe e samurai, di prodotti locali, di pesce surgelato dalle forme e dai colori più disparati. La globalizzazione qui ha fallito, o comunque si è dovuta adeguare.

Durante una sosta al bagno scopro un mondo a parte… la tavoletta è riscaldata e c’è una pulsantiera su una specie di bracciolo della tazza: un pulsante attiva la funzione “bidet”, un altro l’emissione di uno spray, un altro ancora, e qui è l’apoteosi, innesca la simulazione del rumore dello sciacquone per coprire eventuali rumori intestinali… solo che non è un rumore del tutto credibile, così alla fine si capisce comunque che stai cacando, ma che te ne vergogni profondamente. In altri bagni, invece, ogni volta che inizi a urinare parte uno strano rumore sibilante ed è a questo punto del tutto evidente che nei confronti dei rumori da gabinetto ci sia, a queste latitudini, un atteggiamento totalmente fobico!

Quando finalmente arriviamo a destinazione fa caldo e le biciclette corrono velocissime rischiando costantemente di investirci, anche perché ci ostiniamo a camminare dal lato sbagliato della strada. Incontriamo donne con il kimono, bambini con la divisa dell’asilo, tutto è esattamente come nei cartoni giapponesi con cui siamo cresciuti: colori, atmosfere, dettagli.
Il club in cui suoniamo è una bellissima espressione della vita underground della città. In sottofondo ascoltiamo i Bauhaus, i Nirvana, Blondie, gli Hole. La band che suona per prima si devasta letteralmente sul palco, non ho mai visto niente del genere, il cantante si percuote la testa e il petto, si tira i capelli con forza e tira calci nel vuoto durante la performance. Segue un gruppo quasi interamente femminile dall’aspetto vagamente gotico che però suona come le L7. La nostra gig è un successo assoluto, la gente si fomenta, grida, canta “Psychovicious” e “Silly pop song” e la cosa ci fa decisamente un certo effetto! Roman dei Pandora’s Bliss, al primo live con i Betty e praticamente senza prove, esordisce con la potenza di mille uomini, regalandoci un “boost” assoluto. Io mi spendo fino all’ultimo respiro, Mia dei Pandora fa stage diving, tutto è perfetto.

Dopo il live restiamo a chiacchierare fino a tardi e adoriamo tutti i personaggi che affollano il locale e con cui interagiamo con piacere totale. Un tipo si mostra indeciso su quale dei nostri due full lenght comprare, alla fine mi fa capire che vuole quello con la mia faccia in copertina e afferra “Poison for you”! Cerco di spiegargli che sulla copertina di “Poison” c’è in realtà Alessandra Perna dei Luminal e che io sono l’”alternative Jesus” sulla copertina di “Beauty is over”, ma non ci capiamo e alla fine firmo rassegnata le spalle di Ale. Un ragazzino di diciassette anni mi parla del fatto che il padre sia furibondo perché non va a scuola e non studia e in effetti resta nel locale fino a tarda notte, gli occhi gli brillano per la felicità, non ha neanche un filo di barba e cerca di toccarmi il culo, una ragazza cerca di baciarmi in bocca e io finisco per cantare malissimo un pezzo di Whitney Houston, mentre i nostri nuovi amici fanno scappare tutti i taxi che cerchiamo di fermare perché, nonostante si propongano di aiutarci con la lingua, di fatto si muovono e parlano come in “Paura e delirio a Las Vegas” e incutono un certo timore. Annika, Roman ed io riusciamo a prenderne uno al volo, Nunzio e Mia vengono bloccati e supplicati di non andare via e solo eludendo per un attimo la “sorveglianza” ormai praticamente carceraria dei supporter riescono a fuggire su un altro taxi, a notte ormai inoltrata.

(2 – continua)

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