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Out intervista… Colonel Xs

Dissonanze eletroniche e analogia, noise e psichedelia, un approccio testardamente sperimentale e misantropo. Ecco a voi Colonel Xs.

I hate humans! – Intervista a Colonel Xs
di Francesco Misiti

Out. Chi è Colonel XS, hai trenta secondi a partire da adesso.
Colonel XS. Bah, colonel XS è sicuramente un terrorista sonoro, il crooner dell’astio. Ma anche un performer, un musicista, un produttore…

O. Musica elettronica, ma niente sinfonismo: rumore e distorsioni. L’amore per l’analogico e l’elettrico sono una scelta consapevole di un percorso o un approdo casuale?
CSX. No, tutt’altro che casuale… al massimo un retaggio del passato come musicista all’interno di band. Semmai l’esser diventato un soggetto unico, ed agire senza l’ausilio di una band (anche se spesso ci sono ospiti nei miei live come [Kaiser(schnitt)Amboss/Laszlo]), questo si che è stato un approdo pressoché casuale.

O. Molto originali i tuoi live su Youtube, in ambianti piccoli e raccolti come l’asettica pace del water closet. Misantropia o scelta estetica?
CSX.Misantropia prima di tutto. Sommata a sociopatia.

O.Noise elettronico e venature psichedeliche: sei più influenzato dalle musiche colte alla John Cage o dall’istrionismo di Aphex Twin?
CSX. Posso chiedere un cambio? Se a Cage sostituisci il nome di Luciano Berio o Karlheinz Stockhausen direi che ci siamo. Cage (per quanto mi riguarda) ha prodotto ottima teoria e pessima musica.

O. Perché la maschera da luchador? Seguivi il catch o sei fan di Rey Mysterio?
CSX. Perché la maschera da luchador? La maschera è arrivata col tempo, dapprima con mera funzione estetica, poi mi sono accorto di quanto in realtà fosse funzionale ad innalzare una barriera divisoria tra l’uomo e l’artista. In ogni caso attiene più alla sfera sessuale che non alla scena dei Luchadores.

O. Libro sul comodino e cd nello stereo.
CSX. Cito a caso dalla “pila” sul comodino: “Junkie Love”di Phil Shoenfelt; “Il Decamerone di Boccaccio” nella traduzione/italianizzazione di Aldo Busi; “Dietro ogni scemo c’è un villaggio” di G. Bucalo, un piccolo saggio sulla psichiatria e varie biografie (da Nikki Sudden a Gengis Khan). Poi: Sonic Violence “Casket Case” o Sex Pistols “Never Mind the Bollocks…”, ma in vinile. Entrambi fino alla fine dei giorni. Dovrebbero esser materia scolastica.

Dal suo portfolio
“Tra post-rumorismo e retro-avanguardismo. Vero e crudo rock’n’roll, suonato al computer, in cui i campionamenti si scontrano con l’adrenalina mentre il colonnello grida il suo astio. Ha collaborato (e/o collabora) con: black-sun-productions, [Kaiser(schnitt)Amboss/Laszlo], claudio lugo, joxfield projex, ankh sothis, 3lcf, p.g. conti, mariae nascenti, johnny grieco, i coprofili & altri.

MYSPACE: www.myspace.com/colonelxs

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