Home > Intervista > Out intervista… Paola Rotasso

Out intervista… Paola Rotasso

Dalla nostra Maria Maddalena un altro bel ritratto in forma di intervista con Paola Rotasso, regista e fotografa, direttamente dal mondo di “Heroes” e dell’indie italiano.

“Conciliare le idee con la luce” -Intervista a Paola Rotasso
by Maria Maddalena

Out. Ciao Paola, intanto grazie della disponibilità. Ti va di presentarti da sola? Come ti definiresti? Chi è Paola Rotasso?
Paola Rotasso. Una ragazza con il pallino per le telecamere, i sogni, l’estetica dell’immagine, i suoni, i simboli, il surreale. E sono riuscita a scoprire ed entrare in un mondo in cui poter far convergere tutti i miei “pallini”.

 

Paola Rotasso con Giorgio Canali e Carlo De Ruggieri (attore di Boris) sul set di 'Roma, guanti e Argento' degli Operaja Criminale

O. Sei una bravissima regista di videoclip musicali, quanto ti somigliano i tuoi video? Hai un approccio neutro, teso a rappresentare l’essenza di una band con il linguaggio più adatto o lasci comunque la tua impronta stilistica? E quale video ti somiglia di più?
P.R. Intanto grazie per il “bravissima regista”! I miei video spesso sono parti di me. Cerco di conciliare le idee che i musicisti hanno del loro brano con l’idea che mi sono fatta io della canzone nella mia testa.. I personaggi che ritraggo nei miei lavori è come se fossero dei frammenti di me… ognuno di loro nasconde una mia passione, una mia debolezza, una mia follia, un mio desiderio, un mio amore perduto… e alla fine dell’opera è bellissimo vedere quella parte di te che prende vita in una forma esterna a te.
Mi è capitato di dover anche costruire personaggi che non celassero nulla del mio intimo, ma (essendo io l’operatrice principale dei miei video) a quel punto metto la mia firma nello stile dell’inquadratura, nella scelta dei movimenti di macchina e cospargo di dettagli surreali la scenografia.
Il video che considero più somigliante alla mia estetica è ODETE (da Roma Rotten Casino) degli Spiritual Front. Un video che ho elaborato nella mia testa per molti mesi e che poi ha preso una piega ancor più interessante grazie al supporto creativo di Simone Salvatori (frontman della band). Le atmosfere cupe, le tinte noir, le ambientazioni decadenti, la follia umana sono il mio leitmotiv; i miei personaggi sono malati, corrotti, contorti, marci e perversi, personaggi con cui la vita non è stata clemente e che hanno la possibilità di esprimere la loro rabbia nei pochi minuti che io do loro a disposizione. Non sono divertenti e quando siete in loro compagnia ci si fa difficilmente una risata, ma sono la cosa di cui più mi piace raccontare.

O. Ho visto il tuo “Overture for a broken arm” e l’ho trovato un interessante incrocio tra Orwell e le atmosfere più torbide delle opere “nere” di Pupi Avati. Ce ne parli? Cosa volevi rappresentare?
P.R. Il video “Overture for a broken arm” è stato realizzato per fare da ‘scenografia in movimento’ di sfondo ad una performance live di INDUSTRIA INDIPENDENTE (Erika Galli, sceneggiatrice e Martina Ruggieri, regista).
Con le autrici della performance ho lavorato così come lavoro con i gruppi musicali. Ho assistito alla nascita dell’idea della performance (totalmente simbolica), ho ascoltato le musiche (di ABACOM SYSTEM) e ho cominciato a pensare ad una serie di immagini che potessero essere in armonia con la loro idea e con il mio gusto estetico. Sono molto contenta che mi abbiate chiesto informazioni proprio su questo video, perché, nonostante tra i video che ho girato sia poco popolare, è una delle mie creature preferite.  Musica che dà i brividi. Respiri umani e bestiali. Suspence data dal nulla. Un personaggio (interpretato dal giovanissimo attore Josè Dammert) alienato e alienante, senza spazio e senza tempo. Senza nome. Senza connotati. Che svolge azioni senza senso. Un personaggio che va per sottrazione. Ha una maschera sul volto, ma quando si gira verso la telecamera ho ancora la sensazione di avere gli occhi di quell’uomo/maiale sulla pelle. (Ovviamente non parlo di Josè l’attore!! Ma di come lui è riuscito a rendere insidiosi e puntuali i movimenti di quel personaggio).

Vi riporto qui di seguito il concept scritto dalle autrici di INDUSTRIA INDIPENDENTE, meglio di così non avrei saputo raccontarlo io:

Cos’è l’abbandono se non la perdita di qualcosa che nessuno potrà mai restituirci?
Un lutto, una rottura amorosa, l’addio di un viaggio, un tradimento, sono eventi che spezzano il presente e che congelano il passato, rendendolo ibrido. È la consapevolezza di un vissuto che non potrà mai rigenerarsi nella forma e nella sostanza dell’evento trascorso, è un rimpianto.
Una nostalgia a cui non puoi sottrarti.
L’abbandono ricama sulla pelle di chi lo subisce l’amara sensazione del non ritorno, dell’allontanamento perpetuo divenendo sottrazione profonda e lacerante, paragonabile spesso alla perdita di un arto.
La performance si articola e si sviluppa sulla trama di queste variabili situazioni in cui l’essere umano reagisce bene o malevolmente alla circostanza dolorosa.
Il primo quadro apre all’uomo, alle reazioni spesso logiche e calcolate ma che nella maggior parte dei casi inducono ad atteggiamenti bestiali.
L’uomo diviene bestia, e in questo caso la più immonda di tutte: il maiale. Da qui si sviluppa il secondo quadro, che vede protagoniste le bestie più sporche e volgari, che tentano repentinamente di elevarsi, con mezzi abietti e da clima cameratista, da una condizione brutale ad una vicina alla sacralità.
Il terzo quadro dunque riguarda il mancato raggiungimento dell’obiettivo, la vera rottura del braccio, la perdita della ragione. Le bestie si rivolgono ed insultano il pubblico stante nel tentativo disperato di ricongiungersi al reale. Il tutto attraverso un monologo carico di tensione.
Dedicato ad un amore perduto.
Dedicato ad un braccio spezzato.

 

O. Ci parli della tua esperienza con “Heroes”, progetto romano che sta espandendo sempre di più la sua fama? Chi sono gli eroi? E cosa vuole essere la vostra rivoluzione?
P.R. Gli eroi siamo noi, questa è la rivoluzione. Ognuno porta il suo ed ognuno di noi ha molto da condividere con gli altri. La grandezza di Heroes è la forte complicità tra tutti coloro che hanno scelto di partecipare in maniera attiva a questo ambizioso progetto, tutti sostengono tutti, i musicisti vanno ai concerti degli altri musicisti, i registi fanno i report dei concerti live, i fotografi scattano foto rendendo quegli attimi immortali. Siamo un underground che sa cosa vuol dire avere una passione, siamo giovani (chi più chi meno!) che sanno cosa vuol dire essere “indipendenti”, autoprodotti e con le spalle scoperte, siamo persone il cui lavoro è ancora considerato un hobby.
Noi vogliamo credere in un cambiamento che ci porti a poter vivere del nostro lavoro, a dare dignità ai lavori creativi, a poter finalmente dire: faccio la regista e vivo di questo, faccio il musicista e vivo di questo, faccio il fotografo e vivo di questo.
Per ora sembra utopia, chissà in futuro…

 

O. Quali tra gli artisti della scena di “Heroes” ti hanno maggiormente colpita e perchè?
P.R. Dei musicisti saliti sul palco di Heroes mi hanno colpita Spiral69, Operaja Criminale, Luminal, Betty Poison, Ilenia Volpe, il reading di Sergio Gilles Lacavalla accompagnato dalla chitarra di Gianni Puri (Ivashkevic, ex Spiritual Front), tutti artisti diversi, musicisti di grande talento e persone meravigliose che meritano di avere palchi più grandi e pubblico più grande.
Meritano più spazi e più voce perchè hanno tanto da dare e tantissimo da dire.

O. Grazie ancora e se hai voglia di aggiungere qualcosa siamo a disposizione!
P.R. E’ uscito da appena una settimana il mio ultimo videoclip “The Funeral Parade of Roses” (Droupout, “How to measure the sky”) che trovate sul mio canale youtube PaolaRotasso. Avendo prima parlato analiticamente di “Overture for a broken arm” posso dire che fra i miei personaggi la donna senza volto di “The funeral parade of roses” e l’uomo/bestia di “Overture for a broken arm” sono fratello e sorella.
Grazie!

  1. Non c'è ancora nessun commento.
  1. No trackbacks yet.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: