Home > Musica, Recensioni > Recensione: The Band in Heaven, Ep+Demos

Recensione: The Band in Heaven, Ep+Demos

Dreampop? Leggendo delle info biografiche, abbiamo incontrato una parola che non ci saremmo mai aspettati di incontrare. Bello stupirsi ancora, perché il mix musicale dei The Band in Heaven. così pastoso e sfuggente, rischia di non poter entrare nelle righe della mia recensione. Una parola in più non guasta.
Recensire, strana arte di cui ci facciamo umili artigiani, coscienti che la sola cosa che sappiamo è di non saper nulla. Possiamo provare a dare l’idea del suono con le parole, un po’ come provare a descrivere i colori a un cieco. Proviamoci.

Riceviamo dall’altra parte dell’Oceano in forma incorporea un Ep edito dall’etichetta Hozac e un pugno di tracce demo di una band di West Palm Beach in Florida, capitanata dal duo Ates Isildak e Lauren Dwyer (nella foto col cerbiatto (finto? onirico?)).
The Band in Heaven mischia atmosfere sognanti di space pop con chitarre soniche che non sarebbero dispiaciute alla gioventù sonica newyorchese, con l’aggiunta di qualche tocco di synth analogici che rendono leggere e retrò le melodie immerse in tappeti armonicamente noise.
I “DEMOS” risalenti al 2010-11, si aprono con una ballata davvero bellissima (“A Tunnel in your Dreams”), per poi proseguire con “Dreams” che mi suonava piuttosto familiare già al primo ascolto (infatti è una bella cover dei Cramberries: caspita questi signori riescono a farmi digerire i Cramberries, roba che nemmeno l’effervescente Brioschi…); spiccano due altri episodi, la (spero ironica) “Suicide Pact” e la splendida “Coal”, in versione sia “bozza” che definitiva, psichedelica il giusto per chi ama i suoni sixties e eighties.
L’EP omonimo, invece, privilegia il lato più sonico e sottilmente drammatico del loro sound, con canzoni in minore, più rock, con liriche sospese tra sonno e veglia (“Fell asleep singing your song/ I want to give your love a try/ I want to feel your holy light”). Il video del singolo “Sludgy Dream” vale più di una visione/ascolto.

La psichedelia, chiamiamola col suo nome qualsiasi forma essa assuma, non cerca il sublime come la lirica, non cerca il dramma o la risata crassa come l’hard rock o la facile consolazione come il pop. La psichedelia vuole l’abbandono: se volete abbandonarvi al suono di belle canzoni e sprofondare nel cuore del sogno, i The Band in Heaven sono perfetti. Per i cultori del pogo, meglio rivolgersi altrove.

Contatti:

PAGINA FACEBOOK
PAGINA BANDCAMP

 

Dall’EP vi proponiamo la clip di “Sleazy Dreams”

  1. Non c'è ancora nessun commento.
  1. No trackbacks yet.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: