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Out intervista… Marina Misiti

Un nuovo viaggio alla scoperta dei fotografi italiani di talento, by Claudia Amantini.

Out. Fotografia, per te una passione o un lavoro? Com’è nato il tuo interesse per la fotografia?
Marina Misiti. Viaggiando già da piccola… La passione per le immagini, i documentari e la fotografia in effetti è nata alle elementari con il regalo della prima macchinetta, e si è evoluta professionalmente accanto a quella per la scrittura e il fotoreportage: poi da quando venti anni fa sono diventata giornalista professionista e travel writer, non ho mai viaggiato senza una macchina fotografica al collo.

O. Come per la pittura si cerca di “identificare” un filone, visi/corpi, squarci di paesaggio, situazioni urbane: a Marina cosa piace fotografare?
M.M. Situazioni urbane, direi… I miei studi antropologici e la gavetta in cronaca di un quotidiano hanno influenzato il mio sguardo e fatto di me innanzitutto una documentary photographer. Solo dal 2005 sono passata ai progetti più artistici, ma sempre a cavallo tra estetica e antropologia: l’amore per i luoghi-non luoghi urbani in trasformazione, per i nuovi distretti dell’arte, per esempio, sono divenuti i soggetti di uno dei miei format fotografici più noti, recensiti ed esibiti, in Italia e all’estero: le Mappe Urbane Personali/MUP (www.muppress.com), oltre che dei mie tre libri fotografici sui colori dei “tessuti” urbani di New York, Tokyo e Londra (Urban Colors Collection).

O. Oggi quasi chiunque si “improvvisa” fotografo, vuoi per i passi avanti fatti dalla tecnologia, vuoi per il “mezzo” utilizzato… le foto scattate da cellulare sono quasi una moda-mania. Telefonini, iPhone; tu stessa curi un sito (http://www.scoop.it/t/iphoneography-style) che ruota attorno a questo tipo di fotografie. Che differenza c’è da una foto realizzata con “normale” macchina fotografica e una nata da un iPhone?
M.M. Ben vengano le nuove tecnologie accessibili a tutti, il divertimento e la sperimentazione, a patto però di mantenere la misura e consapevolezza di sé e dei propri limiti. Così come con la scrittura, oggi tutti pensano di saper fotografare, ma la realtà è ben diversa: è l’occhio, il gusto, la ricerca, il lavoro dietro a un’immagine, e quindi il talento a fare una foto. E si “vede”. Conoscere le regole, anche dell’iphoneografia, resta fondamentale per un percorso da professionista. Anche per sapere come e quando infrangerle.

O. La bellezza di una foto può nascere sia dalla pellicola che dal digitale… ma cos’è meglio? Sempre che esista un “meglio”.
M.M. Pellicola o digitale è relativo, secondo me, non vedo un “meglio” assoluto: la mobile art, ad esempio, mi permette più sperimentazioni, improvvisazioni e libertà di altri strumenti. Spesso la mia post produzione è fatta addirittura con colori e pennelli sulla stampa fotografica.

scatto iphonografico da "Rome by Bus" di Marina Misiti

O. Marina Misiti mi ricorda un blog, Donneconlavaligia… cosa ci racconti in proposito? Ci parli dei tuoi progetti sul web?
M.M. Nel 2008 ho ideato un blog dove ho postato foto e articoli di lifestyle dalle città del mondo, insieme ai miei Carnet de voyages e alle mappe urbane.Ha avuto molto successo e ne è nato anche un libretto, un Little Pink Book (“Donne con la valigia”, Astraea editrice, 2009). Oggi, seguendo l’evoluzione del new web, sono approdata agli e-zine condivisi su piattaforme scoop e convozine, e presto alle app: le mie ricerche visive però vanno avanti come sempre, si possono ancora consultare sul mio sito (www.marinamisiti.com), a cambiare sono solo i modi di diffonderle…

O. L’Italia è un Paese che apprezza la fotografia? Noto difficoltà nel realizzare mostre di quadri (ovviamente mi riferisco a pittori non propriamente “famosissimi”, se parliamo di Picasso, Espressionisti, Dalì, Caravaggio, etc… i musei raccolgono vasto pubblico), una mostra di fotografia a cosa va incontro? Tu attualmente hai mostre in programma?
M.M. Mi chiedi se all’estero venga apprezzata di più? Se le logiche e le modalità siano diverse? Dalla mia esperienza, sì. In Italia ho esposto già diverse volte in Festival, musei, gallerie ma a Londra, per esempio, o a New York dove negli ultimi anni ho realizzato quattro mostre, le gallerie erano piene di gente, le opere si vendevano e le quotazioni delle mie foto sono salite parecchio… Attualmente ho in corso due mostre in Brasile, a Florianopolis, dove espongo opere di iphoneografia dalla serie “Rome-by-bus 87/70”. Anche le mie immagini di mobile art sono state richieste di più all’estero e stanno ottenendo un buon successo.

O. Forse questa domanda avrei dovuta farla all’inizio… ma io e il resto della “banda” ci definiamo Out, per cui… Marina cosa ci racconta di Marina? Oltre alla fotografia quali sono i tuoi interessi?
M.M. Mi definirei una persona eclettica e con molti interessi, dalla moda al design, ad esempio, ma in fondo sono una “raccoglitrice di storie” che ama spaziare dall’antropologia al giornalismo, dalla visual art alla realizzazione di libri, dalle consulenze come interior stylist alle mostre e ai workshop di iphoneography… E mi fermo qui. Almeno per ora, domani chissà…

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  1. novembre 28, 2011 alle 12:19 am
  2. novembre 28, 2011 alle 12:20 am

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