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Music Report: Heroes a Roma

WE CAN BE HEROES
Betty Poison e Luminal inaugurano la prima di una lunga serie di concerti romani targati AnnoZero Live Events.
by Francesca Paolini (foto Francesca Paolini + Claudia Amantini)

Viviamo in un “paese che sembra una scarpa” (citazione azzeccatissima di Skiantos prima, e Zen Circus poi), siamo un paese appeso al sud di un’ Europa strana, diversissima e caotica, declassato a terzo mondo culturale, politico e sociale, ma che quando serve, è capace di dare un bel calcione proprio con quella scarpa a cui assomiglia tanto: a un lavoro estenuante, a una famiglia insopportabile, a delle imposizioni assurde, ai lamentosi che non alzano mai il sedere dalla sedia, che sono capaci solo di sputare sul proprio paese e non far nulla per migliorare, illudendosi che dal lamento nasca la rivoluzione.
Rivoluzione. Ribelliamoci! Facciamoci sentire, facciamo vedere di cosa siamo capaci. Siamo vivi? Questa è la domanda che dobbiamo farci tutti. Volete continuare ad accettare supinamente quello che la radio e la tv vi propinano, volete continuare a non scegliere, ad accontentarvi? Volete continuare a farvi scegliere, a farvi vivere? Fate pure. Se invece il vostro motto è “toglietemi tutto, ma non la mia musica”, ecco, voi siete dei nostri. Persone che osano, che scelgono. Persone che  potenzialmente erano il 7 ottobre a Le Mura, a san Lorenzo, “er quartiere ner core de Roma”. Al grido di “Pijamose Roma”, è iniziata la serie di concerti targati HEROES, promossa da Annozero Live Events e benedetta dalla somma e super blonde Angela Fiore. La rassegna durerà fino al sei gennaio 2012 e vedrà come protagoniste band della scena underground romana, eh sì, non i concertoni da stadio, ma gruppi a cui si deve visibilità, interessanti, differenti tra loro, i nuovi eroi, coloro che portano avanti la rivoluzione capitolina.

I nuovi eroi.

Prima serata: Betty Poison e Luminal. Insieme. In una zona stupenda di Roma, ma che dopo le due sembra il mio paesetto di provincia dove “signora mia, se ne vedono di cose brutte”, noi eravamo là. A vivere. A respirare. Con loro, per loro e per noi. Scambi d’amore continui. Prima del concerto, durante e dopo. Una botta di emozioni che ti possiede. Esplosioni cardiache al ritmo di due tra le migliori band in circolazione e vorresti tatuarteli nella memoria certi momenti di un’intensità mostruosa.

Aprono i Betty Poison. Teniamoci forte perchè si inizia duro, al massimo della forma, Lucia Rehab (voce e chitarra), Nunzio Falla (chitarra) e Mirko Caiazza (batteria) spaccano piacevolmente i timpani (alla sottoscritta che era di fianco alla cassa) e stravolgendo la scaletta, regalano un live strepitoso, senza fiato, un pezzo dopo l’altro, fanno “The big noise”, fanno “Set it on fire”, “My sexy star”, “Poison for you” perle selezionatissime da entrambi i loro album “Poison for you” e “Beauty is over”, e tirano giù il locale, la gente che fa su e giù con la testa, restiamo inebriati da tanta bellezza, che il noise sia con noi! “What about you” la suonano con i Luminal ed è lì che il concerto diventa davvero una grande festa, Lucia in braccio a Lucio Schirò (membro onorario della family) che canta tra il pubblico, trascinando fili, versando a terra bicchieri di birra e mettendo a dura prova i fotografi pronti a cogliere l’attimo.

A seguire, i Luminal. Dopo che in Germania e in Belgio sono stati osannati (come era ovvio che fosse), sono tornati in patria per continuare a diffondere il verbo e a smentire l’essere “nemo propheta in patria”: è una sfida. Quante volte capita di emozionarsi per una canzone? Quante volte si sentono cuciti addosso certi testi? Quante volte è obbligatorio cedere di fronte alle sensazioni di assoluto coinvolgimento nell’estasi musicale? Dieci pezzi, cinque dal primo album “Canzoni di tattica e disciplina”, e cinque dal secondo, “Io non credo” più una cover dei Gang of Four, “Damaged Goods” bastano a far vincere loro la sfida.
Sentire dal vivo una versione più soft de “L’uomo bicentenario” seguita da una splendida esecuzione di “La lunga corsa” e “L’ultima notte” è una serie ininterrotta di pugni e carezze al cuore e a parte i problemi tecnici di Carlo Martinelli con i suoi aggeggi (dicansi chitarre), il concerto regala emozioni impressionanti, è emotivamente devastante. E poi dicono che emozionare è impresa ardua. Loro tre: Alessandra Perna al basso, Carlo Martinelli alla chitarra e Alessandro Commisso alla batteria bastano a far scatenare un big bang di sensazioni, le mani tremano, il desiderio che vadano avanti a suonare a oltranza è tanto. Come si definisce tutto ciò se non amore nella sua forma più assoluta?
Quando su “Canzoni di tattica e disciplina” ti escono le lacrime vuol dire che sei vivo, vuol dire che hai disimparato tutte le cazzate che ti hanno insegnato e che sei riuscito a essere. Vuol dire che non hai scusa, non hai barriere, che gli ostacoli li hai buttati giù e sei tu, davanti al mondo. E viverlo è un dovere. Come vuoi è un diritto.
Chiude la splendida nottata il dj set di Anita Dadà, che con il suo tacco 12 e i pantaloncini leopardati ci delizia con una serie di brani scelti dalla sua playlist personale e NoFun direttamente dal Magnolia, storico circolo milanese.

La scena rock romana è viva, potente, lotta con tutta se stessa per sopravvivere e ce la fa perchè ha la pelle dura, e prima o poi ci sarà un boom che da Roma travolgerà tutto lo stivaletto fetish che ci accoglie. Heroes è tutto questo, è un modo di vivere noi e far vivere gli altri. Insieme. Il sostegno tra band è decisivo. Un’iniziativa che speriamo possa essere d’esempio per le altre regioni italiane. Band che promuovono altre band. La logica dell’altro come nemico, tristemente nota nel nostro Bel Paese, va demolita. La solidarietà e la stima. L’amore, appunto, in senso lato.
C’è chi torna a casa, c’è chi dorme in macchina, chi ha trovato ospitalità a casa di amici romani. Insomma, ognuno ha un suo posto in questa fantastica serata. Ma tutti accomunati dalla voglia di cambiare, di smettere di lamentarci e di fare, iniziare a fare qualcosa per cambiare realmente le cose. Basta crederci e esserci, il resto vien da sé. Tutti possiamo essere eroi, anche solo per un giorno, mai smentire il Duca Bianco.

  1. clà
    ottobre 10, 2011 alle 10:43 pm

    wow fra, complimenti! non sarei riuscita a descrivere meglio!

  2. clà
    ottobre 11, 2011 alle 1:10 pm

    errata corrige: su segnalazione di Anita il tacco non era 12, ma 14! 😉

  1. ottobre 11, 2011 alle 3:49 pm

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