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Intervista a Mirko Caiazza e Nunzio Falla (Betty Poison)

Intervista di Francesca Paolini e Claudia Amantini

Definiscono la loro musica, “rock alternativo sotto stelle radioattive”, sono tre e sono ben noti ai frequentatori del blog di Out: i Betty Poison. Il 2005 segna la loro nascita artistica: inizialmente noti come Betty Ford Center, nome che onde evitare problemi legali con l’omonima clinica di disintossicazione californiana, hanno dovuto modificare in Betty Poison.  Due gli album, “Poison for you” (2009) e “Beauty is over” (2011), entrambi prodotti da Matteo Cifelli e registrati per l’etichetta Fastermaster Record.
Niente-popò-di-meno-che Courtney Love li ha scelti come opener dei suoi due live italiani nel 2010; con tre tour europei e uno americano alle spalle, sempre on the road, i nostri eroi a novembre ripartiranno alla volta degli Stati Uniti per diffondere il verbo bettypoisoniano.

Nome inglese, ma “còre italiano”, loro sono Lucia Rehab (voce e chitarra), Nunzio Falla (chitarra), Mirko Caiazza (batteria). Oggi, per voi, il blog di Out ha intervistato i fanciulli della family, Nunzio e Mirko, a loro dunque la parola.

Nunzio, Mirko e Lucia (foto Jolie Clifford)

Out – Ci presentate in breve i Betty Poison come persone e musicisti?
Mirko Caiazza
– Lucia Rehab è decisamente un animale da palco, una bomba carica di intelligenza, genialità e sensibilità; tutte caratteristiche che la rendono non solo un’ ottima musicista ma anche una persona splendida nella vita e completa come poche. Nunzio Falla… che dire, è il mio fratellino minore! Dolce e premuroso, un chitarrista ottimo e mai banale.

Nunzio Falla – I Betty sono tre musicisti che vestono in genere di nero, piuttosto easy-going e disponibili anche se di loro si dicono storiacce. Tutte le altre info sul loro conto le potete raccogliere contattando amici e madri!

Nunzio Falla

Out – Il vostro legame con i fans ci pare davvero speciale: siete stati in grado di creare proprio quel feeling che ogni sostenitore vorrebbe avere con la propria band preferita. Su Facebook, su myspace, gentili e attenti a ogni singolo Betty-fan. Potreste “tirarvela” ed invece collocate i fans al primo posto sempre e comunque. Quindi ci sono persone in grado di mantenere la propria anima salva dagli assalti della celebrità?
MC
Io non faccio che portare avanti quello che da anni hanno creato i Betty, imparando da loro e seguendo il cuore. Credo che i nostri fans siano persone molto speciali, con molti di loro ho stretto con piacere amicizia su facebook e ci ritroviamo spesso la sera per raccontarci le nostre giornate o per sussurrarci qualche confidenza o ancora per scambiarci consigli di qualunque genere. È davvero come far parte di una grande famiglia ed è grazie a chi ci segue se riusciamo ad andare avanti…in definitiva, più aumentano i fans e più cresciamo noi, quindi non vedo perchè tirarsela…per cosa poi? Per continuare a fare quello che meglio sappiamo fare con il loro aiuto?
NF
– Risponderò a questa domanda non appena verrò assalito! CELEBRITA’, ASSALIMI!

Mirko (foto Heiko Herrmann)

Out – Il sogno americano… Voi che in in tour ci siete stati (e presto ci tornerete), come vedete l’America?
MC
– Onestamente non so cosa sia il sogno Americano! In compenso, però, so bene quale sia la realtà Italiana e solo pensandoci mi verrebbe voglia di fuggire, anche subito. Credo che ovunque ci siano molte più possibilità di far qualcosa nella vita e non solo nell’ambito musicale. L’America in particolare credo sia il paese dalle mille possibilità… un altro mondo, tutt’altra cultura. Ricordo ancora i nostri concerti… la gente ti venera, e che ci siano una o cento persone sotto il palco, ti vien voglia di non scendere più.
NF
– Il pubblico americano è attento, premuroso e pronto a supportarti. Un ‘misero’ “hey good job!” te lo dicono tutti, sono curiosi e vogliono sapere e vogliono ascoltare. E’ un pubblico caldo e non presuntuoso. Questo è quello che interessa a noi dell’America. Ci torneremo a Novembre, approfondiremo il nostro rapporto personale con il territorio e andremo in tour lungo l’East Coast.

Nunzio Falla (foto Lisa Ferraro)

Out – Una frase celebre di Vidal Sassoon diceva “L’unico posto in cui successo viene prima di sudore è il dizionario”. Quanto è stato difficile riuscire ad arrivare dove siete arrivati voi? Quanta gavetta c’è dietro? In questo paese chiuso e bigotto come fanno i Betty a coltivare il sogno di fare i musicisti?
MC
Qui lascio rispondere i ragazzi… io faccio parte della band da appena un anno e se i Betty Poison sono arrivati fin qui, non è certo anche merito mio. Naturalmente è stato difficile e lo è sempre di più portare avanti un progetto che non è più solo una semplice passione ma un vero e proprio lavoro. Personalmente, mi rendo però conto che in Italia, per quanta fatica tu faccia per crearti un curriculum con i controcazzi, non sei comunque niente e nessuno e sembrano elemosinarti quasiasi cosa, ogni tipo di visibilità…a meno che tu non sia amico o parente di Maria De Filippi!!! Scherzooooo!
NF – 
I Betty suonano perché è quello che vogliono fare. Tanto tempo fa hanno abbattuto qualsivoglia confine, sia psicologico che geografico, motivo per cui l’Italia non costituisce un fattore di stallo. Oltre l’America suoniamo spesso in Europa, ci manteniamo vivi. L’Italia (includici un po’ tutto e tutti) non supporta il musicista a dovere, è vero, ma devo piacevolmente ammettere che ci sono belle realtà e belle menti che si muovono e si sbattono per ottenere qualcosa, lavorano sodo per non chiudere i loro locali, lavorano sodo per organizzare live, lavorano sodo per credere ancora che qualcosa di buono ci sia là fuori. Non si può e non si deve stare con le mani in mano, non si può e non si deve aspettare l’arrivo del ‘messia’ che venga a te e alla tua band e ti guidi sino alle porte del successo. Tutto ciò non esiste. Bisogna farsi il culo: questa è l’espressione chiave.

Mirko Caiazza

Out – Vasco Rossi e Ligabue incarnano nel sentire comune il concetto di “rock italiano” (qualsiasi cosa esso sia), ma per dirla come il profeta di Quelo “Tu come la vedi?”. Che ne pensate della “scena italiana” e del cosiddetto “underground”?
MC
L’Italia è una donna sempre incinta che sforna migliaia di geni nella musica, nella letteratura, nella scienza e in tantissimi altri campi. Credo davvero che l’Italia abbia dei geni uguali a nessun altro paese, ma in qualche modo è l’Italia stessa che ci costringe a fuggire all’estero per portare alta la nostra bandiera… perché qui la bandiera quando provi a tenerla alta te la spezzano, e ti spezzano pure le braccia. Non c’è spazio per la cultura, né per nulla. Le cantine sono piene di grandi band destinate allo scioglimento o, per chi ci riesce, all’autoproduzione. Band che spesso perdono ogni stimolo e poi anche ogni entusiasmo per colpa di un sistema che purtroppo non sembra voler migliorare.
NF
Non appena ho letto quei due nomi mi sono venuti una lunga serie di tic!
Non sono in grado di definire ‘scena italiana’ e ‘underground’, potrei essere troppo riduttivo o allargarmi a dismisura. Penso ci siano ottime band là fuori, ottimo rock, ma a parte pochissimi esempi pare sempre che la ‘scena italiana’ rock sia e rimanga sempre ‘underground’ e non ci sia mai possibilità di spingerla oltre. Andrebbero depennati una serie di nomi dai primi posti delle classifiche rock italiane, cominciando proprio da quei due che hai nominato tu. Magari potremmo riuscire a portar su qualche realtà ‘underground’ che merita ed ha solamente bisogno di un briciolo di visibilità mediatica.

Out – Raccontateci della vostra ultima fatica “Beauty is over”.
MC
– “Beauty is over” è un album che a mio parere ha confermato l’unione della band in tutte le sue sfumature…è un concentrato di energia, passione e rispetto, proprio i tre elementi che ci accompagnano quotidianamente in ogni nostro passo. Devo dire che tenere fisicamente in mano un album nato da fatica, sudore ma anche tanta soddisfazione ed approvazione, è stata una sensazione fantastica che spero di riprovare al più presto! Abbiamo in corpo ed in testa tantissime idee, siamo dei treni in marcia che non hanno intenzione di effettuare nessuna fermata!! Siamo carichi, abbiamo musica in ognuna delle nostre vene ed è per questo che investiamo così tanto nel nostro progetto.
NF
Sono molto soddisfatto del nostro ultimo cd, spacca il culo ed è stato ben concepito e ben registrato!

Out – L’estetica “cristologica” del booklet di “Beauty is over” è una scelta estetica, un messaggio, un giocare su archetipi stereotipati? Lucia “tumefatta”, Mirko con in primo piano il tatuaggio, Nunzio ricoperto di scritte… Tutto ciò ha un nesso con la vostra personale religiosità?
MC
Più che la nostra religiosità, abbiamo voluto scaraventare in primo piano gli scheletri nascosti negli armadi di ognuno di noi. Lucia, Nunzio ed io siamo in qualche modo accomunati da qualcosa che nella vita ci ha segnati… in positivo o in negativo, ma ci ha segnati. Ognuno di noi potrebbe raccontare la propria vita in maniera davvero unica ed inimitabile, ma allo stesso tempo ci troviamo spesso a capire quanti e quali siano i veri punti comuni che ci permettono poi di essere così affiatati nella vita così come nella musica.
NF
Per quanto mi riguarda, la scelta estetica ed espressiva non ha a che vedere con la mia religiosità. Amo le provocazioni.

foto di Jolie Clifford

Out – Domanda inevitabile: quali sono i vostri riferimenti musicali? Chi chiamate maestri?
MC
– Ascolto davvero tanti generi musicali perché penso sia importante spaziare quando vuoi far musica tua…se no diventeresti solo la brutta copia di quello che ascolti. Sono nato e cresciuto con i Nirvana, Joy division, Cure, Depeche Mode, Iron Maiden, Cradle of filth e molto altro ancora. A volte mi è anche capitato di ascoltare band poco accreditate o non particolarmente dotate! Ma ho sempre assorbito grandi cose, ed è grazie a questa mia malleabilità che riesco oggi ad avere una mente molto aperta in ambito musicale.
NF
– Non posso definire alcuno un mio ‘maestro’. Nel mio percorso non c’è stata alcuna figura che posso dire mi abbia formato, se non in prima persona, anche come riferimento da seguire o altro. Mi piacciono le teste piene e forti di idee e cultura. Sicuramente i primi artisti che ho potuto ritenere fondamentali per la mia crescita e la mia curiosità sono Fabrizio De André, Patti Smith, Pj Harvey, Hole, Nirvana. Loro sono stati i miei primi ascolti. Oggi ascolto un continuo miscuglio di roba, che va dai Pixies ai Sound ai Madrugada, NIN, Morphine, Luminal, Wovenhand, etc.

Out – Domanda di cultura generale: ultimo film visto e ultimo libro letto.
MC
Non sono un grandissimo lettore, né amo particolarmente il cinema… diciamo che nel mio tempo libero, quel poco tempo libero, preferisco continuare a dedicarmi alla musica. Insomma, non dico mai no ad un paio di auricolari e al mio lettore mp3! Del resto è così che sono cresciuto, a pane e bacchette, ed è quindi vitale per me ritagliare alcuni attimi della giornata per dedicarmi alla mia passione più grande.
NF
Sono molto disordinato in questo senso. Inizio a leggere sempre diverse cose e a guardare diversi film insieme, poi qualcosa me la perdo per strada. L’ultimo libro che ho letto del tutto dev’essere stato “Una stanza tutta per sé” di Virginia Woolf e l’ultimo film “Sunset Boulevard” di Billy Wilder



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